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Caiazzo. Nella Concattedrale il nuovo presepe in stile settecentesco napoletano, tra simbologia e fede

Dono degli artisti presepisti di Maddaloni Michele Campolattano e Sabino Di Nuzzo, è stato benedetto domenica 19 dicembre in occasione della prima esposizione

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Dopo i recenti restauri della chiesa concattedrale di Caiazzo che ha risaltato la sua eleganza mettendo in luce le preziose opere artistiche che conserva, da questo Natale il suo patrimonio si arricchisce di un altro elemento artistico: il presepe in stile ‘700 napoletano, che domenica scorsa il parroco don Antonio Di Lorenzo ha benedetto in occasione della prima esposizione.

L’opera, degli artisti presepisti di Maddaloni Michele Campolattano e Sabino Di Nuzzo, è una riproduzione del tempio di Vesta sito nel foro romano nella città di Roma. Il presepe, infatti, oltre a rimandarci al momento della nascita di Gesù, vuole anche darci la chiave di lettura di cosa succede in colui che lo accoglie nella sua vita, e il presepe napoletano nella sua ricca simbologia di elementi che lo compongono puntualmente ci offre una catechesi sul legame tra l’uomo e Dio, l’uomo e la fede…
Il Tempio e chiaramente in decadenza, non per una manutenzione assente, ma perché con la venuta di Cristo  inizia la decadenza del paganesimo, ma questo vuole riportartici alla concretezza della nostra vita con una semplice domanda: accolgo Gesù nella mia vita rinunciando all’idolatria del mio egoismo? Cosi quest’opera, a chi ne ammira la bellezza e a chi contempla la profondità simbolica chiede di lasciarsi trasformare dalla novità di Cristo che non fa cose nuove ma viene a rendere nuove tutte le cose.

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