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Alife, muore il Dirigente medico Dr. Isabella: per la sua Città scrisse un “Inno” d’amore e di speranza

Questo pomeriggio alle 16.00 il funerale nella Chiesa Cattedrale

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Si è spento ieri pomeriggio presso l’Ospedale civile Ave Gratia Plena di Piedionte Matese, all’età di 96 anni il noto medico di Alife, Ennio Antonio Isabella, già Direttore sanitario dell’Ospedale matesino. La salma proveniente dal nosocomio giungerà nella Cattedrale di Alife oggi pomeriggio (7 maggio) alle 15.00 ove alle 16.00 sarà celebrato il rito funebre.

Foto Agnese Ginocchio

Brillante e stimato medico ma soprattutto uomo di grande sensibilità e altruismo, sia nel lavoro che nella vita privata non è mai venuto meno all’impegno di interessarsi delle persone, di avere un’attenzione per tutti, di porsi in ascolto e dare una mano soprattutto ai più deboli, a quella fetta di persone senza “sponsorizzazioni”: non a caso, forte è stato il suo impegno di medico per un servizio sanitario pubblico di facile accesso a tutti. Ad Alife, in modo particolare, il suo nome e la sua presenza sono legati all’intera popolazione per la familiarità e l’amicizia con ha avuto con tutti, manifestando tenerezza e severità quando sapeva che l’una e l’altra erano le strade per aiutare, educare, sostenere. E poi l’impegno e lo stimolo affinché la sua fosse una Città in crescita, nei valori civili e religiosi.

 Curriculum e impegno medico. Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1951 presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” con il massimo dei voti, si è perfezionato in Igiene Pratica e poi specializzato in Medicina del lavoro, Medicina Generale, equiparato a Medicina Interna, in malattie Infettive. Un curriculum che fin da subito faceva presagire le capacità e il cammino che avrebbe compiuto. Nel 1976 risulto primo agli esami nazionali di idoneità come Direttore Sanitario. Classificato primo agli esami di idoneità nazionale di Direttore Sanitario – sessione 1976. Divenne docente presso il II Policlinico di Napoli di “Legislazione sanitaria delle Malattie Infettive”, quale professore a contratto dall’anno accademico 1981/82 all’anno accademico 1996/97. Numerose le sue presenza di docente in corsi di perfezionamento. Il suo impegno più lungo è stato nella Medicina di base e in quella specialistica dove ha esercitato al meglio le sue virtù umane. Dirigente del Polimabulatorio di Piedimonte Matese, poi dvenne Direttore Sanitario dell’Ospedale Civile di Piedimonte Matese; a lui si deve per lunghi anni l’organizzazione dei corsi per Infermieri professionali e Capisala dove i sono formate generazioni di matesini. Dal 1982 al 1985 ha diretto l’USL n.12. Tra le sue pubblicazioni, due in partcolare amava ricordare: Manuale di “Igiene e Tecnica Ospedaliera” e “La cartella clinica”. Nel 1989 fu nominato, avendone titolo e a carattere temporaneo, Direttore Sanitario dell’Istituto di tumori Pascale di Napoli, ma l’amministrazione dell’ASL 12 non gli concesse il richiesto nulla osta. Tra gli ultimi incarichi in ambito sanitario anche la direzione della casa di cura Villa del Sole di Caserta. Nel 2006 il Ministero della Sanità gli rilasciò un attestazione al merito della Sanità Pubblica.

Impegno civile per il Medio Volturno.  In campo civile altrettanta dedizione negli incarichi che compatibilmente potè rivestire compatibilmente con gli impegni lavorativi: da Presidente del Consorzio  di Bonifica del Sannio Alifano promosse il risanamento del dissesto economico in cui gravava l’Ente; si occupò di completare l’opera degli elettrodotti e della rete irrigua devastata dall’alluvione del 1966, così come del riassetto del corso del Torano e altri torrenti che dal Matese raggiungono il fiume Volturno.

“Inno per Alife”: l’amore per la sua Città.  Al dottore Isabella si deve la poesia “Inno per Alife, sintesi della passione e dei sogni di pace nutriti per la Città; nei versi scritti nel Natale 2001 e musicati dalla cantautrice compaesana Agnese Ginocchio, egli ricorda la storia della antica città romana, gli anni del dopoguerra, l’anima fiera del popolo alifano, ma soprattutto prega per la Città affidandola al “Rinato Gesù Bambino”: O grata mia terra di storia / Tu di vicende epiche sei memoria…. / E del Sannio presidio di gloria /  sei vanto di eroi al tuo popolo!
Scarica il testo integrale, CLICCA QUI.

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