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Alife / Carabinieri. Riconoscimenti al Capitano Marco Di Caprio per le operazioni contro la ‘ndrangheta

In occasione della Festa dell'Arma lo scorso 6 giugno, al capitano Marco Di Caprio originario di Alife, in servizio a Parma, è stato ufficialmente riconosciuto il merito della cattura di un pericoloso latitante della 'ndrangheta

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Un importante riconoscimento per l’alifano Marco Di Caprio, capitano dei Carabinieri, giunge in occasione della Festa dell’Arma celebrata in tutta Italia lo scorso 6 giugno (a destra in foto; al centro il colonnello Pasqualino Toscani; a sinistra il luogotenente Roberto Marella). Da agosto 2021 trasferito alla guida del Comando provinciale dei Carabinieri di Parma dopo un intenso servizio in Calabria dal 2017, il giovane Capitano in occasione della cerimonia per il 208esimo anniversario della fondazione dei Carabinieri ha visto riconosciute le sue doti e le attività intraprese al comando dei Carabinieri di Serra San Bruno (Vibo Valentia). Alla presenza di autorità civili, militari e religiosi, il Parco Ducale di Parma ha ospitato la cerimonia in cui è stato presentato il bilancio di attività dell’ultimo anno così come avvenuto in tutta Italia: centinaia gli arresti e i sequestri, le attività di indagine, investigazione e perquisizione condotti dagli uomini e donne in divisa, molti dei quali assenti da tempo, portano la firma del Capitano Di Caprio, figlio della terra alifana e vanto per la sua comunità di origine ma anche per la Benemerita che ha voluto riconoscergli ufficialmente il merito dei risultati portati a segno durante il suo servizio in Calabria, garantendo ai cittadini e allo Stato italiano maggior sicurezza e impoverimento delle strategie malavitose presenti sul territorio in cui ha operato.
Infatti è proprio alla guida del Comando di Vibo Valentia che Di Caprio ha messo fine alla latitanza del boss della ‘ndrangheta Domenico Cracolici, inserito nell’elenco ministeriale dei 100 di massima pericolosità, scovato con un blitz in un casolare del Lametino in una operazione che il 29 gennaio 2021 portava in Calabria centinaia di uomini e mezzi dei Carabinieri provenienti da tutta Italia e in quella circostanza facendo registrare centinaia di arresti nel giro di poche ore.

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