Te ne sei andata in punta di piedi, discretamente così come entravi in ogni evento o a far parte di conversazioni, quasi frenando il tuo bisogno di socialità e di relazioni. Attendevi silenziosamente ma senza tralasciare di mostrarti interessata, vivace, disponibile, curiosa, educata.
Questa mattina alle 12.00 nella Chiesa della Madonna del Carmine a Treglia l’ultimo saluto a Daniela Mone, morta improvvisamente il 28 luglio. Il suo corpo trasferito all’Istituto di Medicina legale di Caserta è stato sottoposto ad autopsia; l’ipotesi è che la donna possa essere stata colpita da malore nel sonno.
Viveva da sola in casa, dividendosi tra i suoi molteplici interessi e la cura per il fratello.
A lei, la Redazione di Clarus e gli amici che l’hanno conosciuta in occasione di momenti e celebrazioni diocesani devono un ricordo particolare ma soprattutto la manifestazione di gratitudine per essere stata presenza costante, suscitando in chi la osservava il perchè del suo “interrogare” la vita, curiosare sul senso delle cose e condividere con pacatezza il suo pensare avvolto sempre da un atteggiamento di fiducia estrema nell’altro. Portava in sé l’immagine di una donna salda nella sua solitudine, ma non per questo schiva e lontana dal mondo.

Sentiva forte i legami familiari, le radici a cui era legata la sua storia e quella della sua comunità d’origine: per anni, con costanza e pazienza, ha dedicato gran parte del suo tempo a ricerche nell’Archivio storico diocesano a Caiazzo divenendo presenza familiare in quel luogo, con il capo chino sui documenti, sulle carte che forse per la prima volta dopo decenni ricevevano il tatto delle mani.

