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Piana di Monte Verna. Nella chiesa di Santa Maria a Marciano riprendono le funzioni religiose

Domenica 16 ottobre il simulacro della Vergine sarà accompagnato nella chiesa a Lei intitolata dal corteo storico e, a partire da sabato 22 riprenderanno le funzioni con le messe prefestive ogni sabato alle 16.00

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Foto di un corteo precedente

Nunzia Cecere e Angela D’Agostino – Dopo due lunghi anni di attesa riprendono le funzioni liturgiche nella chiesa di Santa Maria a Marciano. L’impegno e la determinazione dei volontari hanno fatto sì che nell’estate 2021 la chiesa fosse riaperta alle visite di turisti, storici dell’arte e studiosi e oggi finalmente viene esaudita la volontà espressa a più riprese dai fedeli di riprendere anche le funzioni religiose in quello che rappresenta un piccolo gioiello di arte e storia d’epoca trecentesca per l’intero comprensorio.

La chiesa di Santa Maria a Marciano riaprirà le sue porte domenica 16 ottobre alle 9.30, quando la statua della Vergine sarà accompagnata nella sua dimora storica da un corteo speciale e, a partire da sabato 22, lì saranno celebrate le funzioni con la messa prefestiva, ogni sabato alle ore 16.00. Com’è accaduto negli ultimi anni, il corteo che conduce il simulacro mariano nella chiesa a Lei intitolata vede una massiccia partecipazione di persone di ogni età e rappresenta da sempre un appuntamento molto sentito dalla comunità che diventa anche occasione di aggregazione. Il tema scelto per quest’anno sarà l’Incoronazione del 1953, ossia un viaggio a ritroso negli anni ’50, con la rievocazione di un episodio di storia locale che ha segnato la comunità per sempre.

La “rivincita” di Santa Maria a Marciano: il racconto delle studiose
“Prima del nostro interessamento la chiesa di Santa Maria a Marciano era la chiesa giù al cimitero. Punto. Divulgando le notizie storiche riguardanti la chiesa attraverso la nostra pagina Facebook, Chiesa di Santa Maria a Marciano: oltre la fede, abbiamo suscitato un interesse reale tra i nostri concittadini, i quali hanno potuto riscoprirla e considerarla elemento dell’identità comunitaria e, inoltre, molti sono gli studiosi che hanno scelto di visitarla dedicandole tempo, attenzioni e ricerche accurate, proprio perché é un’opera di notevole valore artistico. Abbiamo cercato di ravvivarla, rendendola scenario di eventi come Il giardino dei bambini, le Giornate del Patrimonio, con i laboratori pensati per i bambini e con le stesse visite guidate durante le quali c’è un continuo e vivo scambio culturale con i visitatori. L’abbiamo sottoposta all’attenzione degli enti competenti, proponendo indagini geologiche e coinvolgendo anche esponenti politici come l’onorevole Margherita del Sesto. Abbiamo ricostruito parte della sua storia che appartiene a tutta la comunità pianese; abbiamo fatto sì che non fosse dimenticata, neppure nei tempi di chiusura, ma che rivivesse di nuovo come punto di riferimento per la nostra fede e come traccia importante del patrimonio storico-artistico di Piana di Monte Verna e non solo”. Con l’arrivo del nuovo parroco, don Salvatore Di Chello, è avvenuta l’ulteriore spinta per restituire alla chiesa la sua funzione autentica e sono in cantiere una serie di iniziative che permetteranno all’eremo di confermarsi come centro pulsante di attività storiche, culturali e artistiche.

Perché Santa Maria a Marciano è così importante?
Le prime notizie sulla chiesa di Santa Maria a Marciano sono presenti nella Bolla di Gerberto, arcivescovo metropolita di Capua, a Santo Stefano Minicillo, vescovo della diocesi suffraganea di Caiazzo, datata 1/11/979. In essa, tra gli altri luoghi di culto è annoverata la chiesa di San Gennaro e Santa Maria a Marciano. Il toponimo “Marciano” deriverebbe dal nome di una famiglia latina, documentata anche grazie ai resti epigrafici inglobata nella costruzione. La Chiesa di Santa Maria a Marciano è collocata a margine della strada consolare (una delle più importanti traverse dell’Appia) di collegamento tra Capua (antica) e Telesia. Se ne ipotizza una origine più antica del X secolo e la costruzione su resti di villa romana. Probabilmente fu visitata da papa Urbano II nel 1099, e fu oggetto di donazioni di terreni nel 1119 da parte di Rainufo II, figlio di Roberto Conte di Caiazzo. Dai documenti superstiti si deduce che all’inizio del secolo XIII fosse fortemente connessa al Monastero Benedettino di Santa Croce sul Monte Verna (attuale Monte Santa Croce), fondato intorno al 985, e donato nel 1097 ai Benedettini di S. Lorenzo di Aversa da Riccardo II Drengot, principe di Capua. La distruzione di tutti i documenti relativi a questa abbazia (e quindi anche a quella di Santa Croce) a causa di un incendio dell’archivio di Montecassino, non permette di ricostruire le vicende intercorse fino ai primi del secolo XVII. Dal 1551 si sa che i Benedettini lasciano Santa Croce che diviene commenda e S. Maria a Marciano ne seguì le sorti. Poiché nel 1620 il vescovo di Caiazzo Paolo Filomarino visitò la chiesa, si ha la certezza che da quella data essa fosse di giurisdizione vescovile.

Interno chiesa di Santa Maria a Marciano

Arte ed architettura
La struttura architettonica della Chiesa è di grande interesse per la stratificazione degli interventi. A testimonianza dell’importanza ed il prestigio del posto ci sono reperti antichi tra cui le due colonne dell’arco trionfale del presbiterio e i frammenti (tra cui un miliare) murati nella testata destra del transetto. Le dimensioni stesse di quest’ultimo, più grande volumetricamente della navata, hanno fatto ipotizzare che l’intervento gotico, databile ai primi anni del secolo XIV, si proponesse come un ampliamento ed un ammodernamento stilistico della chiesa altomedievale di cui il transetto ricalcherebbe il perimetro. Negli affreschi sono identificabili un primo intervento (commissionato nel 1334 a cura di Giovanni Cammario, cappella a destra ascrivibili alla scuola del Cavallini) una successiva fase di gotico internazionale (inizi sec. XV) e una terza (primi decenni sec. XVI) di ambito vicino a Francesco Cicino da Caiazzo (Madonna in Trono col Bambino). Da una stretta scala a chiocciola si raggiunge l’eremo illuminato da una grande bifora gotica quattrocentesca. Al suo interno è conservato uno splendido camino in pietra.

Varcare la soglia della di Santa Maria a Marciano e del suo eremo vuol dire addentrarsi in un concentrato di arte, storia, fede. Il piccolo scrigno dell’Alto Casertano è meta di studio per esperti del settore, per studenti e semplici appassionati. La chiesa è tappa obbligata per chi percorre un circuito medievale.

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