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“Da questa Cattedrale parte l’insegnamento autentico a tutta la Diocesi”, nella festa della Dedicazione, il valore dell’unità intorno alla Parola di Dio e del Vescovo

Nella Cattedrale di Alife la Messa in occasione della Dedicazione della chiesa madre della Diocesi di Alife-Caiazzo; non solo luogo fisico ma centralità di Cristo che da qui manda “missionari” nei territori ad annunciare e testimoniare il Vangelo

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Nella Chiesa Cattedrale di Alife che ieri sera ha accolto il Vescovo Mons. Giacomo Cirulli, i sacerdoti, i diaconi, i religiosi e i fedeli, che hanno ricordato l’anniversario della “dedicazione”, le parole del Pastore rivolte alla comunità hanno riportato l’attenzione di questa ricorrenza sull’edificio, come luogo in cui si celebra la presenza vera di Cristo, luogo in cui avviene il mandato missionario che ciascun credente riceve dall’incontro con l’Eucarestia che trasforma la vita: “Qui è presente il Signore Gesù per mezzo dello Spirito Santo”, così Mons. Cirulli. “In questo luogo santo da secoli si celebra l’Eucarestia e il Signore si fa presente vivo e vero, nella Parola, nel pane e nel vino, nei fratelli con i quali condividiamo questo momento”.

La Sacra scrittura è sempre riferimento all’oggi in cui è coinvolta la Chiesa di Dio, affidataria del mandato di costruire la comunità, in quanto popolo scelto da Dio per proclamare e portare la luce, la “luce che è Cristo stesso”, ha ricordato il Vescovo ricordando la fatica del costruire insieme, e dell’emergere dalle tenebre della fatica, delle scuse comode che rallentano l’azione dello Spirito Santo tra gli uomini. Parole quelle di mons. Cirulli per suscitare una reazione, per stimolare coraggio di scelte che per ogni credente si traducono nell’azione missionaria verso il mondo, e che per la Diocesi di Alife-Caiazzo riunita in preghiera, è impegno che si mette in moto sentendosi comunità e famiglia intorno Pastore, nel luogo – la Cattedrale – da cui egli insegna, annuncia…: “da questa chiesa Cattedrale, per la presenza del suo Vescovo, parte l’insegnamento autentico per tutta la Diocesi ma è fuori che bisogna portare Gesù Cristo crocifisso, nelle nostre case, nel territorio, nei luoghi dove lavoriamo e ci divertiamo. Da questo luogo si irradia la luce e luminosa di Cristo che i discepoli sono chiamato a portare…”.

La celebrazione storica, in questa prospettiva, è superata dalla centralità di Cristo che riunisce l’intera comunità affidandosi all’azione di laici e sacerdoti e consacrati: “La Chiesa deve fare in modo che Gesù possa raggiungere ogni uomo e noi dobbiamo fare in modo che Gesù si faccia presente e sia salvezza per tutti”, l’appello del Vescovo. “Questo nostro anniversario sia l’invito che accogliamo da Gesù (…), perciò non chiudiamoci dietro le scuse; (…) Riprendiamoci, non adattiamoci alle situazioni della vita che limitano ogni slancio all’azione dello Spirito”. Nel chiudere l’omelia Mons. Cirulli ha unito gli auguri e le parole di incoraggiamento a procedere il cammino che per la Chiesa di Alife-Caiazzo, come tutte le chiese italiane, continua nel solco del percorso sinodale che si sta vivendo: “La gioia, la salvezza, la speranza… noi sappiamo Chi è: non dobbiamo aver paura di niente e di nessuno”, per poi concludere, “auguri a tutta la Diocesi a tutti gli uomini le alle donne di questa Diocesi, e la preghiera forte e fervida perché possiamo essere veri testimoni di Gesù Cristo vivo e vero che qui stiamo incontrando”.

Al termine della Messa, celebrazione che saluta il nuovo anno pastorale, l’Ufficio Catechistico che lavora per una riprogrammazione delle proposta formativa diocesana, ha comunicato ai presenti il coinvolgimento delle Foranie (sacerdoti e catechisti) per un momento di confronto sulle proposte in corso: invito a rendersi partecipi e protagonisti di quanto a breve verrà offerto per la crescita cristiana delle comunità a partire dal coinvolgimento diretto di bambini e famiglie.

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