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Castello e San Gregorio. Strada interrotta, pochi i minuti per transitare

La richiesta dei sindaci di Castello del Matese e San Gregorio, rispettivamente Salvatore Montone e Giuseppe Carmine Mallardo, è quella di garantire l'apertura del tratto stradale al mattino dalle ore 11.00 alle ore 11.30 e al pomeriggio dalle 16.30 alle 17.00

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La chiusura della Strada Provinciale n. 331, tra il Km 7,250 e il Km 10,300, nel territorio di Castello del Matese, sta creando non pochi disagi alla viabilità. Dal 12 ottobre scorso e fino al 6 giugno 2023 su questo tratto stradale non si potrà transitare dalle 8.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 18.30, a causa dei lavori di messa in sicurezza di cui sono oggetto le pareti rocciose che costeggiano il segmento di via. Il fatto che la strada non sia fruibile per un arco di tempo lungo sta creando non pochi disagi a chi la percorre per esigenze quotidiane, a chi ha la necessità di spostarsi da San Gregorio a Castello e viceversa o a chi intende raggiungere Piedimonte Matese; difficoltà vi sono anche per gli studenti, i quali sono costretti ad anticipare l’uscita da scuola e inoltre per gli esercizi commerciali, che devono modificare i propri orari di attività in base ai tempi stabiliti.
Alla luce di un malcontento generale, i sindaci dei Comuni coinvolti in primis, Giuseppe Carmine Mallardo (San Gregorio) e Salvatore Montone (Castello), hanno deciso d’intesa un incontro con il geometra Pietro Montone, Responsabile Unico del Procedimento, e con l’impresa esecutrice dei lavori, la Ditta Fabiana Costruzioni SRL, per decidere insieme quali soluzioni alternative adottare. La loro richiesta è quella di garantire agli automobilisti due intermezzi temporali all’interno delle fasce orarie in cui il tratto stradale è chiuso, ossia al mattino dalle ore 11.00 alle ore 11.30 e al pomeriggio dalle 16.30 alle 17.00.
Certo si tratta di margini temporali limitati, ma che tuttavia aiuterebbero i cittadini dei comuni coinvolti e coloro che necessariamente percorrono quella via ogni giorno per ragioni di lavoro, di studio o per svolgere commissioni di vario genere. Un’alternativa che di certo non risolve il problema, ma lo attenua e soprattutto permette alle comunità di affrontare con maggiore tranquillità questa fase iniziale dei lavori, che prevede interventi di disgaggio sulle pareti rocciose.

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