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    Home»Arte e Cultura»Cinema»Come per disincanto: l’incantesimo del nuovo film Disney è riuscito a metà
    Cinema occhio allo schermo

    Come per disincanto: l’incantesimo del nuovo film Disney è riuscito a metà

    Redazione24 Novembre 2022Nessun commento

    Noemi Riccitelli – Era il 2007 quando la Walt Disney Pictures rilasciava nelle sale cinematografiche Come d’incanto (Enchanted), con protagonisti Amy Adams, che divenne nota al grande pubblico proprio allora con il ruolo della principessa Giselle, e Patrick Dempsey.
    Un po’ pellicola di animazione, un po’ commedia romantica e musical, un insieme di generi e una storia non convenzionale che era riuscita a conquistare il pubblico, facendo sì che il film diventasse uno dei cult di punta della storica e amata casa di produzione.
    Ben 15 anni dopo, ecco che Come per disincanto – E vissero infelici e scontenti (Disenchanted) giunge come sequel, con tutte le evoluzioni che il tempo ha definito: infatti il film ha fatto il suo debutto direttamente sulla piattaforma Disney Plus.
    Adam Shankman sostituisce Kevin Lima alla regia del film, mentre si conferma il cast di interpreti originale, con qualche nuovo ingresso, ma soprattutto Alan Menken e Stephen Schwartz tornano alla creazione delle musiche e della colonna sonora.
    Dopo il loro “e vissero felici e contenti”, Giselle (Amy Adams) e Robert (Patrick Dempsey) continuano la loro vita a New York insieme alle figlie Morgan (Gabriella Baldacchino) e la piccola Sophia. Tuttavia, lo stress cittadino li conduce alla decisione di trasferirsi a Monroeville, cittadina periferica non molto distante dalla Grande Mela.
    La tranquilla permanenza desiderata stenta però ad arrivare, tra malumori e ambigui incontri, come quello con Malvina Monroe (Maya Rudolph), che sembra avere una particolare influenza nell’amministrazione della piccola comunità.
    Così, Giselle decide di esprimere un desiderio riparatore attraverso la bacchetta magica che il principe Edward (James Marsden) e Nancy (Idina Menzel) hanno portato in dono alla piccola Sophia.

    Dunque, favola e realtà si incontrano ancora una volta in questo nuovo film Disney, ma la brillantezza e il brio del film originale risultano un po’ sbiaditi.
    Infatti, se Come d’incanto si era distinto per un’acuta auto-ironia riguardo gli stessi moduli narrativi e i protagonisti del tradizionale universo delle fiabe, aggiungendo così spirito all’intreccio sentimentale, che risultava comunque non banale, in Come per disincanto la trama non si distingue per originalità.

    Gli appassionati spettatori possono riconoscere citazioni e riferimenti più o meno evidenti alle storiche pellicole Disney, inserite opportunamente nello svolgimento della vicenda, andando a sottolineare quel legame meta-narrativo con la realtà fantastica che il nucleo originale della storia ha sempre avuto.
    Tuttavia, la sceneggiatura (di Brigitte Hailes) non ne viene arricchita, ma tende ad appiattirsi su questo piano.

    Le musiche e la colonna sonora, firmate dallo storico duo di casa Disney, i succitati Menken-Schwartz, che hanno composto e scritto le canzoni più belle delle cinematografia animata, non risultano particolarmente coinvolgenti: le uniche che si distinguono sono Badder e Love Power.
    La prima colpisce senz’altro per la melodia ritmata e la performance vivace di Maya Rudolph ed Amy Adams, la seconda per l’intensità e l’emozione che si percepisce nella voce di Idina Menzel.
    Gli altri componimenti, per quanto orecchiabili e piacevoli, non rimangono impressi e tendono quasi a sfumare tra le colorate e vive coreografie che accompagnano.

    Da notare, inoltre, come Disney prosegua nel percorso intrapreso di dare una maggiore rappresentazione alle protagoniste femminili, rendendole figure attive e consapevoli del loro ruolo: nello svolgimento della vicenda, infatti, i due principi, “l’urbano” Robert/Dempsey e il “tradizionale” Edward/Marsden sono messi da parte, più comparse che protagonisti veri e propri.
    Nel cast, dunque, a calcare la scena sono Amy Adams (anche produttrice del film), la quale in questo sequel dà prova della sua bravura riuscendo ad interpretare più versioni dello stesso personaggio (vedere per credere), Maya Rudolph, la cui personalità carismatica cattura lo sguardo, la giovane Gabriella Baldacchino e Idina Menzel.

    In linea con lo stile Disney Pictures, non mancano le riflessioni su particolari temi, in questo caso, il delicato e intimo rapporto madre/figlia e anche gli effetti collaterali del desiderare più di quanto si abbia già, nella falsa convinzione di non riuscire ad affrontare e gestire situazioni avverse, che sembrano all’inizio per tutti insormontabili.

    Come per disincanto
    non si presenta valido quanto il suo predecessore, ma nel complesso è una visione piacevole, rilassata, che probabilmente avrebbe portato famiglie e giovani nelle sale italiane un po’ depauperate, ma anche questo incantesimo è riuscito a metà.

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