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Alvignano, segnalata schiuma nel Rio Tella. Da chi dipende la salute del Volturno?

Il Rio Tella non è nuovo a simili segnalazioni; nuovi avvistamenti negli stessi giorni in cui la Provincia di Caserta lavora per definire il "Contratto di Fiume del basso Volturno"

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Il Rio Tella nuovamente sotto osservazione: questa volta non è la piena provocata dalle piogge a destare preoccupazione ma la presenza nelle sue acque di schiuma bianca che occasionalmente – come qualche osservatore fa notare – torna nell’affluente del Volturno. Siamo nel comune di Alvignano, in via San Giacomo poco distante da attività agricole e agriturismi, lì dove un ponte che lo sovrasta, rende facile l’osservazione di ciò che accade, come mostrano le foto.

Le ultime segnalazioni ci giungono nei giorni in cui la Provincia di Caserta, in accordo con alcune associazioni provinciali e nazionali, promuove il Contratto di Fiume del Basso Volturno, iniziativa che in Italia già conosce significative esperienze dal 2004 (ne dava inizio la Regione Lombardia; oggi i Contratti sono normati a livello nazionale sulla scorta di una più corposa Giurisprudenza, anche europea) volte alla tutela e alla promozione dei corsi d’acqua e delle comunità di cittadini che insistono su di essi. L’iniziativa della Provincia si muove più a valle rispetto al medio Volturno che attraversa la fertile piana alifana e il territorio di Alvignano lì dove in esso si immette il Tella dopo 20 chilometri di discesa dai Monti Trebulani (sgorga nel territorio di Dragoni, poi transita per Liberi, Castel di Sasso, Piana di Monte Verna, Caiazzo e Alvignano).

L’attenzione e la curiosità di chi ne osserva le pesanti schiume di superficie, sposta l’attenzione sullo sforzo che da qualche tempo si sta facendo sul Volturno in uno dei suoi tratti più suggestivi dal punto di vista paesaggistico e più ricchi di biodiversità: specie vegetali, volatili, anfibi, crostacei, pesci, mammiferi ne abitano ogni angolo o vi transitano in fase migratoria divenendo non solo piacevole attrazione ma anche motivo di studio e ricerca. È infatti tra i comuni di Alife e di Alvignano che si sta sperimentando con grande successo un nuovo contatto di tipo sportivo e naturalistico con il maggior corso d’acqua della Campania: ad occuparsene è l’Associazione Matese Discovery che organizza escursioni sul fiume e corsi di navigazione; ma è la sola che in questo momento presidia il fiume tra località Mulino Vernelle, Ponte Margherita e Ponte dei Briganti, difendendolo da bracconieri e ogni tentativo umano che ne ferisce l’aspetto (medesime esperienza si realizza sul Lago Matese); impegno lodevole, ma che è ancora poca cosa rispetto alla partecipazione collettiva e democratica di cui necessita un Contratto di Fiume che anche qui risponderebbe bene ai principi di tutela e promozione per i quali esso nasce.  Auspicabile da parte della Provincia, di altri enti territoriali e associazioni locali, come anche dai cittadini, la scelta di ufficializzare anche più a nord della Provincia di Caserta l’iniziativa del Contratto. Non si tratta di un accordo tra enti amici, di un momento pubblicitario, di iniziative estemporanee ma di un impegno per la tutela e la salvaguardia di un bene pubblico che comporta prima di tutto la custodia, l’attenta osservazione di ciò che accade, la denuncia per le ferite continuamente inferte al territorio: che si tratti di sversamenti illeciti e anomali, che si tratti di rifiuti ingombranti e di carcasse animali abbandonati lungo sui bordi di canali e affluenti, che si tratti di microplastiche ingerite dai tombini: un Contratto di fiume è l’invito a non voltare lo sguardo e assumere impegni concreti, fatto salvo che l’esercizio di simili impegni viene ancor prima di ogni ufficiale sottoscrizione ai tavoli della politica perché esso è prima di tutto impegno nelle case dei cittadini, nelle aule scolastiche, nelle preoccupazioni di agricoltori e allevatori prime sentinelle della biodiversità ma anche protagonisti di colpi bassi all’ambiente.

Cosa vuoi che sia un Rivo Tella? Come una delle tante vene di un corpo umano attraverso cui passa il flusso di vita necessario che alimenta il mondo. Sbagliato pensare che si tratti di un “sogno romantico” come mette in guardia Papa Francesco nell’enciclica Laudato Sì; sbagliato anche pensare che il grido di aiuto della Terra provenga solo dai deserti aridi e senza acqua o dalle discariche fumanti che non lambiscono l’alta Campania. Un naturale effetto domino collega gli angoli del Pianeta e le ricadute per la sua mancata tutela bussano anche alla nostra porta, si rendono visibili nei giardini sempre più aridi, nelle mutate condizioni di coltivare l’orto, nel mutato aspetto di ciò che un tempo era rigoglioso e florido e oggi più malato. “Degna di nota è la debolezza della reazione politica internazionale” insiste il Papa. Debolezza, si! Quella dei potenti della terra e dei nostri territori; debolezza della politica a dare un nome e attribuire una responsabilità a chi sbaglia, a chi non controlla, a chi non ha cura di un piccolo rivo d’acqua o di più vaso bacino, o un litorale…

Per Papa Francesco “ci sono troppi interessi particolari e molto facilmente l’interesse economico arriva a prevalere sul bene comune e a manipolare l’informazione per non vedere colpiti i suoi progetti”; non è che il rischio di tale contaminazione di stili arrivi anche da noi? Da un macrosistema si trasferisca nelle pratiche nostrane? Spesso vestita di spontanee situazioni omertose, silenzi di comodo, incancrenita superficialità sul bene comune tanto da non riconoscere più il velo che opacizza la bellezza di un paesaggio, e la salute di un habitat. Di contro, non mancano in mano alle stesse persone occasioni per manifestare tutto l’interesse per tali beni con altrettanto deboli “proclami superficiali, azioni filantropiche isolate, e anche sforzi per mostrare sensibilità verso l’ambiente”, continua Papa Francesco in Laudato Si’, “mentre in realtà qualunque tentativo delle organizzazioni sociali di modificare le cose sarà visto come un disturbo provocato da sognatori romantici o come un ostacolo da eludere”.

A chi continua ad impegnarsi per il bene comune, per la tutela del pianeta, che lo faccia in un’associazione, in un salone parrocchiale, in un’aula scolastica, in casa… grazie.

In foto le attività sportive di Matese Discovery sul Volturno nei pressi di Mulino Vernelle (territorio di Alife)

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