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Battesimi e Cresime, sospesi per tre anni padrini e madrine. La decisione del Vescovo Giacomo Cirulli

Nelle parrocchie che hanno già calendarizzato battesimi e cresime, resta la consuetudine fino al 28 maggio, solennità di Pentecoste

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A darne notizia questa mattina sono le Diocesi di Teano-Calvi, Alife-Caiazzo e Sessa Aurunca guidate dal vescovo Giacomo Cirulli: per le tre Chiese dell’Alto Casertano a partire da Pasqua (9 aprile 2023) sono sospesi in via sperimentale e per tre anni le figure dei padrini e delle madrine nella celebrazione del Battesimo, della Confermazione e nel rito dell’Iniziazione Cristiana degli adulti. Ma con una eccezione: nelle parrocchie dove già sono state già calendarizzate queste celebrazioni varrà l’attuale consuetudine fino al 28 maggio, solennità di Pentecoste.
La notizia anticipa di qualche settimana il Decreto che il vescovo promulgherà il prossimo 20 marzo. (Leggi qui per approfondire)

Le motivazioni pastorali di tale decisione discussa dal Pastore con i sacerdoti delle tre Diocesi, è legata alla graduale perdita del significato delle figure del padrino e della madrina (la cui presenza, secondo i cann. 872 e 892 del Codice di Diritto Canonico non è obbligatoria): Allo stato attuale – si legge sui siti – tale ruolo ha perso quasi del tutto il suo significato, riducendosi ad una sorta di adempimento formale o di consuetudine sociale. Pertanto la temporaneità della decisione vedrà l’impegno degli Uffici liturgici e catechistici nel valutare “l’andamento della nuova prassi e, studiare possibili nuove forme di accompagnamento” affinché la figura del padrino e della madrina recuperi il valore educativo e di accompagnamento nella crescita spirituale del bambino o della persona per il quale viene scelto. Non ridurne il valore, non sminuire o annullare definitivamente questo ruolo, ma conferire ad esso il suo più profondo significato: recuperare la responsabilità di tale “chiamata” perché ciò che è chiesto ad un padrino/madrina è testimoniare il Vangelo, essere guida e compagno di strada del figlioccio ponendo Cristo come modello; e poi condividere l’esperienza di fede che cresce, cambia, matura.
Un ruolo senza sconti, in prima linea per il Vangelo, e non diversamente.

Per venire incontro ad esigenze dettate da serie motivazioni i parroci potranno rilasciare o meno il nulla osta per celebrare il Battesimo o la Cresima fuori dal territorio diocesano: in tal senso lo stesso Codice di Diritto Canonico precisa che tale deroga sia concessa sulla base di giuste cause; per chi invece è scelto per essere padrino o madrina fuori dalla Diocesi, verrà rilasciato l’attestato di idoneità come accade solitamente.

1 COMMENTO

  1. È una delle decisioni più assurde mai sentite prima d’oggi. Sospendiamo la figura poi fra qualche anno vedremo, siete voi che la smiuite. C’è gente che sarà penalizzata intanto anche se credente. Credo non sia giusto.

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