Home Territorio Gioco d’azzardo. Misure di governo deboli, il rischio sull’aumento delle dipendenze

Gioco d’azzardo. Misure di governo deboli, il rischio sull’aumento delle dipendenze

A breve anche bar, pizzerie, ristoranti, edicole e tabaccherie potranno offrire giochi d'azzardo. Il commento del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza

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È atteso per oggi in Consiglio dei ministri – salvo fuori programma – il decreto attuativo della delega fiscale, che riguarda il settore del gioco d’azzardo e stabilisce i criteri per il rinnovo delle gare. “In tutto il decreto si continua a parlare di ‘gioco pubblico’ e di ‘ludopatia’, mentre sarebbe corretto usare i termini ‘gioco d’azzardo’ e ‘disturbo da gioco d’azzardo’”, denuncia, in una nota, il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (Cnca).

Un problema che riguarda un numero sempre crescente di persone con gravi disagi per le famiglie: lo testimonia la foto-tipo della categoria sociale maggiormente dedita al gioco, più diffuso anche nel territorio matesino e alto casertano tra coloro che non percepiscono redditi elevati.

“Il decreto, si afferma, intende incentivare e rafforzare la lotta alla ‘ludopatia’, ma le otto misure individuate, facendo riferimento quasi esclusivamente al gioco ‘responsabile’, oltre a proporre una lettura della patologia che rimanda alla responsabilità del giocatore, rischiano di essere inefficaci in assenza di una legge quadro nazionale che normi il settore riducendo l’offerta. Sappiamo dell’efficacia assolutamente parziale di campagne pubblicitarie sui consumi responsabili e della difficoltà di riconoscere e identificare i problemi nei soggetti a rischio, non solo in coloro che già abbiano sviluppato dipendenza”, evidenzia il Cnca.
Ma “ancora di più preoccupa che sia prevista la possibilità di iscriversi, al prezzo di 50 euro annuì, ad una sorta di albo istituito presso l’Agenzia delle dogane e dei monopoli per cui saranno abilitati a offrire gioco d’azzardo non solo gli esercizi con licenza specifica, ma anche bar, ristoranti, alberghi, edicole, tabaccherie…”. Per il Cnca, “il rischio vero è quello di una proliferazione di punti gioco, privi di concessione specifica, che aumenterà di fatto, e molto, l’offerta. E con questo le dichiarazioni di contrasto alla ‘ludopatia’ saranno solo l’ennesimo esercizio di ipocrisia che riscontriamo spesso quando ci si riferisce al gioco d’azzardo”.

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