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Giornata contro bullismo e cyberbullismo. Gentilezza e fermezza: da Prata Sannita le strade per vincere la violenza

Nel piccolo comune del Matese il Gruppo Archeologico Prata Sannita ha presentato il libro "Fiabe con il paracadute" dedicato alla violenza di genere

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Foto Pixebay

Il bullismo non è sconfitto; è normalmente insinuato nella normalità della vita di tanti adolescenti che siano vittime o responsabili di azioni contro qualcuno. Il fenomeno a cui oggi è dedicata una Giornata, risulta in crescita nonostante il moltiplicarsi di azioni socioeducative che mirano a farlo conoscere e a prevenirlo; sono soprattutto le scuole ad occuparsene e non occasionalmente, garantendo tra i programmi didattici ed educativi azioni mirate, percorsi formativi, l’ausilio di esperti e molte volte di sportelli psicologici. Ma non basta.

Sabato scorso (3 febbraio), un incontro sulla violenza di genere organizzato a Prata Sannita dal locale Gruppo Archeologico (GAPS) in cui è stato presentato il libro “Fiabe con il paracadute” ad un attento pubblico di adulti e bambini, è stata l’occasione per condividere ad alta voce tra pareri, esperienze, riflessioni sul tema della violenza, aprendo a molteplici sfumature tra cui il bullismo. L’umanità, anche le più piccole comunità, non è esclusa dal dramma di tali fenomeni, ma ancor prima dal dramma personale che li genera quando mancano o sono mancati pezzi necessari a definire la personalità (del violento) o in essa si sono insinuate esperienza altrettanto difficili. Chi è il bullo? Un debole, è stata la prima e netta definizione da parte delle relatrici presenti, la dott.ssa Antonella Petrella, psicologa e psicoterapeuta e la dott.ssa Arianna Valeria Raffaldi, presidente di “SOS Infanzia nel Mondo” a cui si è unita la testimonianza di Fabio Iannucci, presidente di “Stop al bullismo”. È Un debole che manifesta ripetuti segnali di prevaricazione, aggressione verbale o fisica, azioni di mobbing e stalking a cui troppo spesso ci abitua lasciando che un coetaneo o una categoria debole ne subisca normalmente il peso. Un incontro in cui i più interessati sono stati i bambini curiosi di scoprire le ragioni di certi mali e le strade per combatterli: parlarne, fidarsi degli adulti, condividere paure e domande il suggerimento offerto loro; mentre tra i grandi, una voce dietro l’altra ha messo sotto i riflettori il contesto “famiglia” e la responsabilità educativa all’affettività e alle azioni, perchè troppe volte, alla base di forme di bullismo vi è l’esperienza di violenza subita, di affetti privati, o più banalmente l’emulazione scaturita dall’unico esempio ricevuto… Fermezza e gentilezza, passione per la vita, cura delle relazioni, sono state le strade individuate attraverso la lettura e il commento di Fiabe con il paracadute (un libro che è un vero e proprio sussidio didattico) per contagiare di bene gli aggressori, prime vittime di un dilagante male. Come pure dialogo spinto fino alla possibilità di mostrare la strada di un aiuto psicologico e medico in genere. Ai bambini si racconta così, spiegando che l’umanità tra le sue prime responsabilità ha quello di seminare il bene, amare…

Foto Pixebay

Nell’occasione non si è parlato in maniera dettagliata di cyberbullismo, ma la Giornata di oggi dedica ampio spazio a quest’altra forma di violenza che  a differenza del bullismo meglio conosciuto e che miete soprattutto vittime tra i ragazzi, diversamente coinvolge le ragazze. In un discorso ad ampio raggio che racchiude entrambe le forme di violenza, i numeri e le situazioni aggiornati ad oggi 7 febbraio 2024 sono i seguenti: gli episodi avvengono soprattutto nell’ambito scolastico (66%), o attraverso i social media (39%). In rete sono frequenti episodi anche di revenge porn (45%), furto d’identità, perdita della privacy (35%), l’adescamento da parte di estranei (35%), molestie (30%), alienazione dalla vita reale (25%), stalking (23%).

Le conseguenze sui soggetti di queste violenze sono diverse e pesanti. Si va dalla perdita di autostima, sicurezza e fiducia negli altri (75%) alle manifestazioni di ansia sociale e agli attacchi di panico (47%). Altri effetti negativi sono: difficoltà di concentrazione e basso rendimento scolastico (28%), depressione (28%), paura e rifiuto della scuola (24%), disturbi alimentari (24%), autolesionismo (20%).

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