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Rieducare noi stessi per custodire il domani: un impegno corale per il Creato

Al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa la l'evento della Conferenza Episcopale Campana sulla tutela del Creato: presenti vescovi, sacerdoti, operatori pastorali. Presentate buone pratiche di impegno per l'ambiente

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Pietro Cornelio – Si è tenuto sabato presso il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa la Conferenza “Rieducare noi, per custodire il domani”, organizzata dalla Conferenza Episcopale Campana e incentrata sul delicato tema della tutela del Creato.
Un evento ricco di spunti di riflessione e di proposte concrete, che ha visto la partecipazione di un numeroso pubblico di religiosi e laici entusiasti, provenienti dalle Parrocchie della Campania. Al centro della giornata, l’idea che la salvaguardia del creato debba partire da una profonda rieducazione cristiana di noi stessi, rifacendosi ai documenti del Magistero della Chiesa, come sottolineato con forza dai relatori. Due testimonianze cristiane di particolare impatto hanno acceso i cuori dei presenti: la prima , proveniente dai Circoli “Laudato Sì”, il circolo “Nuovi Stili di Vita” ha illustrato le attività svolte a livello locale per promuovere una tutela dell’ambiente e del territorio sociale pragmatica, sensibilizzando la comunità parrocchiale a prendersi cura del creato con iniziative che coinvolgono bambini, giovani e famiglie. Ci ha colpito particolarmente l’esposizione dell’applicazione dei concetti di etica e di sobrietà nelle scelte personali, atte a diminuire fortemente gli scarti industriali, abituando le persone e soprattutto i giovani, a sforzarsi di andare contro corrente, disintossicandosi così dall’impulso di correre dietro alle mode del consumismo sfrenato fine a se stesso.
Educarsi alla sobrietà, che non significa rinuncia alla modernità bensì comprendere le reali esigenze dell’uso dei dispositivi elettronici ed informatici per esempio riciclando ciò che realmente serve alle proprie esigenze, evitando di acquistare il superfluo; la seconda testimonianza, proviene dal mondo imprenditoriale, ha offerto un esempio concreto di come sia possibile coniugare profitto imprenditoriale, sostenibilità aziendale, impegno per la salvaguardia del creato e contestualmente offrire preziose opportunità di riscatto per chi proviene da ambienti disagiati ed anche ex detenuti, desiderosi di riscatto personale e sociale. Un’imprenditoria etica, quindi al servizio del riscatto sociale: storie di speranza. È qui che l’imprenditoria etica di matrice cristiana si rivela un faro di luce, un esempio concreto di impegno Evangelico di autentica applicazione dei principi della “Dottrina Sociale” della Chiesa, questa è l’esperienza dell’azienda “Ambiente Solidale”, un’impresa per il riciclo dei rifiuti virtuosa che ha fatto della solidarietà e dell’inclusione il suo “core business”.

Le parole di Papa Francesco sono risuonate con forza come “throughout the event” a dirla con un termine moderno contemporaneo: ogni cristiano dovrebbe sentire la responsabilità in prima persona di custodire la creazione, di curare la terra, applicando i principi cardine della “Laudato Sì”, perché questo è un compito che ci riguarda tutti. Un invito che ha trovato ampio eco tra i partecipanti, pronti a fare la propria parte per un futuro più inclusivo, sostenibile ed in sintonia con la Creazione, segno evidente della Misericordia e Bontà di Dio. La Conferenza ha così evidenziato l’importanza della collaborazione e della condivisione delle responsabilità, invitando le parrocchie a diventare promotrici di buone pratiche a favore dell’ambiente e della sostenibilità non solo energetica – in senso stretto del termine tecnico – ma anche personale, cioè pratiche ben strutturate e consapevoli che le nostre scelte di vita quotidiana possono fare la differenza. Ogni cristiano, pertanto, con i suoi doni e talenti, può contribuire a questo impegno comune, diventando “lievito benefico” per il mondo come ci insegna Gesù nel Vangelo. L’atmosfera di entusiasmo e partecipazione che si è percepita durante l’evento lascia ben sperare per il futuro delle nostre parrocchie a volte tristemente ritorte e chiuse su se stesse senza quella apertura luminosa all’esterno, essenziale, che porta così al rinnovamento interiore ed esteriore.
«Non si accende una lampada per metterla sotto un secchio, ma piuttosto per metterla in
alto, perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così deve risplendere la vostra
luce davanti agli uomini, perché vedano il bene che voi fate e ringrazino il Padre vostro che è in cielo.» (Matteo 5,15-16, CEI).
La Conferenza Episcopale Campana ha dato il via a un processo di cambiamento che
coinvolgerà tutti i fedeli della regione, uniti nel comune impegno di custodire il creato per
le generazioni future.

 Un messaggio di speranza 
La Conferenza “Rieducare noi stessi per custodire il domani” si è conclusa con un
messaggio di speranza: se tutti faremo la nostra parte, è possibile costruire un futuro più
sostenibile e rispettoso del creato. L’invito è quindi a rimboccarsi le maniche e a mettersi in gioco, con l’entusiasmo e la gioia tipici del cristiano, sano ed autentico, che sa di essere parte integrante di un progetto più grande ed universale.

Foto Conferenza Episcopale Campana

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