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Sally Cangiano, esce “Quanta strada” l’album che celebra la libertà della sua musica

Presto in tutti i digital store e in cd, l'ideatore del "Solo project" continua ad esibire la qualità del suo percorso artistico nel corso di una carriera in cui "a 50 anni - spiega - non ho l'ambizione di arrivare primo"

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Mi sono preso la libertà! Inizia così il manifesto dal chitarrista matesino Sally Cangiano alla vigilia del suo album “Quanta strada” a breve in tutti i digital store e in CD. Un manifesto in cui il noto artista esprime e racconta il sentimento che l’ha guidato nella realizzazione di questa ultima raccolta di 12 brani: la libertà, esperienza ed espressione che ha contraddistinto la sua lunga carriera fuori da conformismi ed etichette che gli ha aperto le porte ad una espressività ricercata e ricreata in ogni performance, in ogni esibizione, in ogni brano – dal sentimento, alla denuncia “ironica” – che ci ha proposto.

“Mi sono preso la libertà di fare un disco dove la durata dei brani non è importante, non è assoggettata a logiche discografiche odierne. Mi sono preso la libertà di fare un disco dove si suona sul serio ed ogni strumento è stato suonato da musicisti fantastici che sono stati liberi di metterci la loro personalità, dove gli spazi strumentali hanno avuto la giusta importanza”, scrive affidando ai social il suo ultimo pensiero da cui traspare una delle esperienze maggiori del suo percorso, il confronto vivace con tanti musicisti che puntualmente hanno arricchito la sua strada e viceversa, da cui si è lasciato contaminare senza sparire. La sua creatività l’ha portato a proporre in teatri e locali il format musicale “Solo project” in cui Sally abbracciando la sua chitarra, riesce a suonare altro. Attraverso un progetto ideato con la D’Orazio Strings ha aggiunto alla sua cordiera anche le sonorità del basso che unite all’uso di due loop machines, una cordiera da rullante e una spazzola gli consentono uno spettacolo unico capace di riprodurre le sonorità di una band.

La copertina dell’album

“Mi sono preso la libertà di cantare e suonare quello che ritenevo giusto nell’economia di un brano senza essere schiavo del fatto di essere un chitarrista e senza la paura di non essere un cantante. Mi sono preso la libertà di non avere l’ambizione della gioventù di fare qualcosa per emergere, a 50 anni non è ho più bisogno. Mi sono preso la libertà di raccontare 12 storie appartenenti allo stesso viaggio e a “Quanta strada” ho percorso per raccontarle. Mi sono preso la libertà di usare parole forti, di raccontare storie divertenti, periodi incazzati, emozioni passionali, travolgenti e discordanti” continua il suo manifesto sulla libertà che troppe volte manca a chi si presta al mercato dei diktat commerciali del mondo musicale. Quel “quanta strada” oggi raccoglie anche la recente esperienza che lo vede allievo di Conservatorio musicale, a dimostrare che cinquant’anni non sono abbastanza per rimettersi in discussione e lasciarsi guidare nella formazione.

“Mi sono preso la libertà di fare un disco che piacesse a me, perché se una cosa ti piace molto probabilmente piacerà anche alle altre persone che ci sentiranno la verità e la passione che ci hai messo. Mi sono preso la libertà di regalarmi delle emozioni con la speranza di regalarle anche a voi. Mi sono preso la libertà di essere Sally Cangiano non dovendo nulla a nessuno se non a me stesso… A breve sarà disponibile in tutti i digital store e in CD “Quanta strada”. Mi sono preso la libertà di essere libero”. conclude così il suo inno e il suo testo migliore. Magari diventerà una canzone!

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