Trent’anni di amicizia, costruita sulle ferite della storia e sulla volontà di trasformare il dolore in un’occasione di incontro tra due comunità. Sono Caiazzo e Ochtendung, la città tedesca, patria del boia dell’ di Monte Carmignano avvenuto il 13 ottobre 1943, che celebrano il trentesimo anniversario del loro gemellaggio, nato da una pagina tragica della Seconda guerra mondiale e cresciuto nel segno della memoria, del dialogo e della pace.
Lunedì 12 ottobre, alle 10.00, l’Aula Magna “Loreto Severino” dell’Istituto Comprensivo di Caiazzo ospiterà l’incontro Fratelli di pace. Storia di un’amicizia oltre i confini, un appuntamento che coinvolge le istituzioni, le associazioni e soprattutto gli studenti, chiamati a conoscere e custodire una memoria che appartiene alla storia del territorio e che continua a interrogare il presente.
A sottolineare il significato della ricorrenza è il sindaco di Caiazzo, Stefano Giaquinto, che in un messaggio affidato ai social alcun giorni fa, annunciando l’evento, ha richiamato il valore di un legame capace di andare oltre le divisioni del passato: “Da una pagina dolorosa è nato un legame di amicizia tra due comunità, capace di superare i confini e di affidare alle nuove generazioni un messaggio di pace”.
Il primo cittadino ha ricorda come il gemellaggio non rappresenti soltanto una relazione formale tra due città, ma un percorso maturato nel tempo attraverso il confronto e la volontà di riconoscere le responsabilità della storia: “Ricordare le nostre radici non significa rimanere ancorati al passato, ma trasformare la memoria in consapevolezza e impegno per il futuro”.
Dall’eccidio di Monte Carmignano alla riconciliazione
Il gemellaggio viene da una pagina dolora del passato su cui è impressa la data del 13 ottobre 1943, quando a Monte Carmignano, in un casolare nelle campagne di Caiazzo, un reparto tedesco uccise ventidue civili, tra cui donne, anziani e bambini. La strage si consumò nel contesto della ritirata delle truppe naziste durante la Seconda guerra mondiale, mentre il territorio campano era attraversato dalla violenza dell’occupazione e dai combattimenti legati all’avanzata degli Alleati (nello stesso giorno la vicina città di Alife fu bombardata dagli aerei americani).
Tra i responsabili dell’eccidio vi fu il sottufficiale delle SS Wolfgang Lehnigk-Emden, originario di Ochtendung, la città gemellata. La sua vicenda giudiziaria, segnata da lunghi ritardi e da un percorso legale controverso, contribuì a mantenere viva nel tempo la richiesta di giustizia delle famiglie delle vittime e della comunità caiatina. Nel frattempo a Caiazzo nascevano associazioni che tenevano viva la memoria e contribuivano allo studio della vicenda.
Proprio il legame con la città d’origine del militare tedesco ha assunto, negli anni, un significato particolare. Il rapporto tra Caiazzo e Ochtendung ha scelto di non cancellare la tragedia né di consegnarla all’oblio, ma di affrontarla attraverso la conoscenza reciproca e la costruzione di relazioni. Il gemellaggio, avviato nel 1996, ha trasformato così un violento fatto di sangue in un’occasione di confronto tra comunità, nella consapevolezza che la memoria può diventare uno strumento concreto di riconciliazione e di riflessione sul futuro.
Gli studenti protagonisti del messaggio di pace
Protagonisti della giornata del 12 saranno gli studenti. Accanto alla dirigente scolastica Silvana Santagata, e al sindaco Stefano Giaquinto, interverranno il borgomastro di Ochtendung George Hammes, e i rappresentanti delle associazioni “Amici di Ochtendung” e “Amici di Caiazzo”, presiedute rispettivamente da Oreste Insero e Guido Schneider.
Parteciperanno gli alunni del Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze di Caiazzo e gli studenti del progetto “Il Futuro ha un cuore antico”, chiamati a raccogliere il testimone di una storia che non riguarda soltanto le generazioni che l’hanno vissuta, ma anche quelle che devono imparare a riconoscere il valore della pace.
Ad accompagnare l’incontro saranno i maestri di strumento musicale Antonella Pietrangiolillo, Alfonso Carullo, Fernando Ciaramella, Guido Tazza e Raffaele Fuccio, con la voce solista della professoressa Paola Petillo.
Il trentesimo anniversario diventa così un’occasione per rinnovare un’amicizia che ha attraversato i confini geografici e quelli, più difficili da superare, della memoria e del dolore. Un percorso che affida alla scuola, alle istituzioni e alle associazioni il compito di continuare a costruire ponti tra i popoli.
Un albero a testimoniare il percorso
La memoria e il futuro si incontrano anche nell’evento del 13 ottobre, giorno dell’anniversario della strage di Monte Carmignano. La Città di Caiazzo è stata individuata per partecipare al progetto nazionale “75 Alberi per 75 Luoghi” in occasione del 75° anniversario della ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania, su diretto invito dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania a Roma, in virtù dello storico Gemellaggio con la Comunità di Ochtendung.
Martedì 13 ottobre, alle 9.00 presso il Liceo “P. Giannone” – sede di Caiazzo, si terrà la cerimonia di messa a dimora di un albero, come segno concreto di memoria, pace e amicizia tra i popoli. L’iniziativa è promossa da AlberItalia Fondazione ETS e dall’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania a Roma con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.
Caiazzo già lo era, ma da questa data entra formalmente nell’elenco delle 75 città d’Italia custodi di una dolorosa memoria e protagonista di un significativo processo di riconciliazione.

