
Francesco Gaudelli è tornato a dirigere ma questa volta non si è trattato di una esercizio, di un’esperienza di studio o un evento occasionale. Vincitore dell’Opera Conduction Masterclass tenutasi a Livorno dall’8 al 12 giugno organizzata dal Maestro Fabrizio Dorsi con la direzione artistica di Luciano Corona, a lui la pesante responsabilità di dirigere l’orchestra del Teatro Goldoni di Livorno e i cantanti che si sono esibiti ne L’Elisir d’Amore, opera comica di Gaetano Donizetti (1797-1848) presso i Giardini del Frontone a Perugia domenica 14 giugno.
Il giovane di Alife, appena diciassette anni, brucia le tappe, si afferma ormai da qualche anno come credibile e qualificato maestro d’orchestra; rincorre il suo sogno e non teme ostacoli: per lui la direzione resta il traguardo della vita. Prima lo studio del pianoforte, poi le percussioni che continua a perfezionare presso il Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento; nel mezzo gli studi liceali a Piedimonte Matese (al Galileo galilei con indirizzo musicale) e il sopraggiunto impegno nell’accademia IMARTS (International Music and Arts) di Roma dove studia Direzione d’Orchestra. Ma nel frattempo concorsi, esperienze, eventi in cui imparare e perfezionare la Direzione.
Quella della Masterclass livornese doveva essere per Francesco soltanto un’esperienza fuori concorso, essendo il giovane musicista ancora minorenne, ancora distante dal circuito professionistico e in attesa conseguire il diploma.
Ma i Maestri esaminatori hanno scelto lui: le doti, le competenze, la determinazione e la fermezza nell’orchestrazione dell’artista alifano ha convinto i professionisti affinché fosse lui a dirigere l’Opera di Donizetti che sarebbe spettata al vincitore della intensa settimana di studio. E allora da Livorno a Perugia per la serata che lo ha visto sul podio agitare la bacchetta, coordinare musicisti, cantanti e coristi in una delle più complesse opere del repertorio italiano.
“Sono felice di questo traguardo inaspettato;
e sono onorato di aver ricevuto la fiducia e il rispetto dell’orchestra fin da subito”,
spiega Francesco all’indomani della manifestazione culturale. “Non è scontato per un giovane di soli diciassette anni essere scelto da affermati professionisti adulti per una performance così complessa come è l’opera italiana dell’Ottocento”, aggiunge.

Se ci sono segreti o particolari capacità da mettere in campo affinché tra il Maestro e l’Orchestra nasca un feeling, lui ci spiega dove tutto ha inizio: “Anche io sono un orchestrale; il percorso di studi che sto compiendo mi permette spesso di essere in mezzo ad altri musicisti ed essere diretto da un Maestro. Nel caso che mi ha visto direttore, è stato fondamentale mettermi nei panni dei musicisti che avevo di fronte cercando di valorizzare ciascuno e compiendo ogni sforzo per armonizzare le parti; al contempo è importante incidere con una personalità forte, decisa, attenta”.
Francesco ha notato un dettaglio durante le prove, di quelli che a chi è fuori dal mondo dell’orchestra sembrerebbe una banalità: “Ho visto i maestri appuntare sugli spartiti i miei suggerimenti; lì ho capito che stava funzionando ulteriormente”.
Trentacinque orchestrali, venti coristi e cinque cantanti solisti affidati al movimento della sua bacchetta e del corpo che per l’intera serata si è mosso trascinato dalla musica e trascinando con sè la musica. Il bilancio della serata perugina è stato positivo e infonde speranza nel futuro di Francesco Gaudelli che questa strada la ama, la cura, la condivide con la famiglia e con gli amici.
Allievo del Maestro Fabrizio Dorsi che ne scopre il talento quando Francesco ha soli 14 anni, deve a lui la partecipazione alle migliori esperienze nazionali ripagando da subito la fiducia; l’ha fatto tante volte e continua a farlo come accaduto a Perugia domenica sera. “Ho visto gli occhi del Maestro brillare; la sua fierezza mi dà fiducia, mi rasserena e mi spinge ad andare avanti”, spiega ancora a Clarus.
Emozione tanta; tensione altrettanta. “Dirigere un’opera è diverso che dirigere una sinfonia; la paura è sempre tanta, lo dicono anche i Maestri più esperti”, spiega Francesco consapevole della responsabilità che si assume una volta saliti sul podio. “Da quel momento, fino a quando non sarà stata suonata l’ultima nota e scende il silenzio, sei responsabile di tutto: l’entrata del coro, dei solisti, degli orchestrali tutto va gestito con estrema lucidità”.
Francesco, che più volte ha provato la paura e l’eccitazione del momento, ammette che questo è stato un momento diverso, un livello più alto “tra professionisti di grande esperienza e competenza”, conferma lui, ammettendo di essere salito non solo sul podio, ma anche un gradino più su rispetto alla sua storia che abbiamo conosciuto fino ad oggi perché la vittoria di una Masterclass non è solo un traguardo personale ma un nuovo impegno sociale ed artistico, il passaggio ad una carriera da grandi. Francesco lo ammette,
“adesso lavorare di più e meglio per restare sul podio”.
E noi continuiamo ad augurarglielo.
A settembre 2025 Clarus intervistava Francesco Gaudelli sui sogni e sui progetti futuri.