Torna il Festival di Letino, l’incontro internazionale che per 4 giorni raccoglie nel paese del Matese a quota mille metri, centinaia di giovani provenienti da tutta Europa, ma anche oltre. Appuntamento dal 22 al 26 luglio per un evento che in tutto il Matese e nella provincia di Caserta rappresenta ormai un unicum per durata, contenuti, organizzazione.

Era il 2018 quando tutto aveva inizio; in otto anni si sono sommati contenuti, idee, formule organizzative riviste e potenziate per contenere il crescente numero di partecipanti.
Seicento le presenze attestate lo scorso anno, destinate a ripetersi anche questa volta per l’intera durata dell’evento, numeri che confermano il valore di un evento che porta ai suoi partecipanti riflessioni, arte, preghiera. Numeri per i quali si è reso necessario il ricorso alle strutture del vicino comune di Gallo Matese sia per l’ospitalità che per alcuni eventi.
A far da collante, l’accoglienza che entrambi i paesi riservano ai loro cari ospiti nei giorni di permanenza: per molte famiglie locali, l’arrivo dei giovani del Festival è un appuntamento sacro, come un ritorno in famiglia. Case e B&B, i pochissimi bar e agriturismi sono completamente per il numeroso popolo multilingue che invade pacificamente il Matese.
Numerose le sponsorizzazione e i patrocini che danno stabilità all’evento garantendone la continuità nel tempo: i comuni di Letino e di Gallo Matese, l’Unione Europea (progetto Next Generation EU), la Fondazione Stabat, il Ministero della Cultura, la Pro Loco Letizia, la Regione Campania, l’UISP (Unione Italiana Sport per Tutti).
I contenuti
“Patto per sempre”, il tema di quest’anno pensato dalla Fondazione Stabat che tiene la regia dell’evento: filosofia, politica, fede, culture, musica affidate a voci esperte di respiro internazionale; ma anche laboratori creativi, attività sportive all’aperto, feste in piazza, e poi la preghiera comunitaria e personale.
Base delle principali attività resta Letino. Ogni mattina si comincia con la preghiera delle Lodi nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista; poi la messa e l’esposizione del SS. Sacramento per l’adorazione; seguono le conferenze presso la tendostruttura comunale (presso i campi sportivi); i bambini – sono presenti infatti molte famiglie – trascorrono il loro tempo presso il Kids Village appositamente allestito presso altre strutture comunali. Dopo il pranzo è il tempo per confessioni e adell’adorazione eucaristica; seguono le aperture delle mostre artistiche e dei laboratori artigianali; poi si torna in preghiera con la celebrazione della Messa; ogni giornata finisce in tarda serata con la musica e lo spettacolo di artisti anch’essi chiamati ad intervenire sui temi proposti dal Festival.
Il programma integrale, minuto per minuto, è descritto in un’App che ogni anno viene aggiornata sull’edizione corrente (Su Android e IOS cercare Festival Letino); mentre il sito della Fondazione Stabat (clicca qui) raccoglie le testimonianze dei partecipanti, la mission del Festival e i contenuti delle precedenti edizioni.
Gli ospiti
Tra i nomi di quest’anno solo per citarne alcuni: Pierre de Bausset, dirigente Airbus, ampiamente riconosciuto per la sua visione strategica e la capacità di creare connessioni tra culture e generazioni diverse; Cristoph Burer, professore di pediatria e neonatologia impegnato come medico di neonati prematuri e oncologici; Christian Warnken Lihn, scrittore, poeta, giornalista, voce di spicco nella vita intellettuale cilena: Maria Juliana Peiro Perez, filosofa specializzata in metafisica, antropologia filosofica e teologia naturale, con esperienza missionaria in Messico; Jean-Marie Portè, teologo e biblista.
I nomi scelti per il vernissage sono quelli degli artisti Joahn Thaon, scultore belga; Lucas Reiner, pittore statunitense; Eduardo Crespo, anche lui pittore statunitense; Angelo Ciarlo, fabbro e scultore italiano, di Letino; poi la coppia ucraina formata dagli artisti Oleksandr Buividt e Olena Smaha; il fotografo uruguaiano Horacio Reyes Paez.
Anche la musica parla tutte le lingue del mondo tra folk, concerti classici, walzer, balli della tradizione partenopea: la Famiglia Grossman da New York per un concerto sinfonico; il jazzista napoletano Alfredo Pumilia solo per citare alcuni nomi.
Letino è trasformato nei giorni del Festival e con esso chi vive l’esperienza del Festival da protagonista, da spettatore, da passante occasionale.