
Anche sul mercato settimanale di Alife si riflette la protesta degli autotrasportatori che progressivamente sta paralizzando l’intero comparto commerciale in Campania, come al Sud Italia. Questa mattina assenti molti commercianti ambulanti, meno bancarelle e un motivo portante tra i presenti: “noi abbiamo deciso d rischiare e provare a superare i blocchi, altri no; altri ancora fanno i conti con le riserve di carburante che via via iniziano a scarseggiare”.
Anche nei supermercati arriva il peso della protesta: meno consegne, scaffali progressivamente svuotati di merci in attesa che presto o tardi i grandi i rifornitori potranno ritornare a scaricare il necessario.
Disagio che pesa più sulle città rispetto ai paesi, dove diversamente regge la filiera corta garantita dai coltivatori e produttori locali e dalle numerose (per fortuna) produzioni familiari.
In Campania bloccati numerosi snodi autostradali, tra i primi quello di Caianello che immette il traffico pesante sulla Strada Statale Teresina fino al casello autostradale di Benevento per i mezzi che viaggiano verso Basilicata (Candela e Gargano) e verso la Puglia (in direzione di porti di Brindisi e Bari).
Il caro carburanti che al momento comporta una spesa di circa 2600 euro per il pieno di un tir è al centro della protesta; per il momento solo una pacifica rivolta da parte degli autotrasportatori che chiedono la riduzione dei costi di spesa; alla loro voce si unisce quella del mondo agricolo, fin dal primissimo produttore costretto ormai da tempo a fare i conti non solo con l’aumento del carburante agricolo ma anche con quello dei fertilizzanti e concimi ormai alle stelle. A tenere testa nel comparto agricolo ci stanno pensando gli agricoltori pugliesi e con loro gli olivicoltori vessati dal ribasso del prezzo dell’olio sul largo mercato.
Cresce l’attesa per l’incontro di questa mattina in Prefettura a Milano tra il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, e le associazioni di categoria nazionali (in corso in questi minuti). “Sui camionisti sono sicuro che riusciremo a sbloccare fondi bloccati da troppo tempo, ascoltare le richieste e avviare un dialogo positivo che tolga pressioni su strade statali e autostradali”, le sue parole di ieri. Sul fronte opposto, la sigla Trasportounito chiede “il 15% in più sulle tariffe dell’autotrasporto” o “sarà blocco totale”.
Da Confcommercio i segnali preoccupanti e gli auspici dopo l’incontro con Salvini: “Comprendiamo le ragioni del disagio degli autotrasportatori, alle prese con un aumento insostenibile dei costi del carburante e dell’energia, e ribadiamo la necessità di interventi urgenti a sostegno del settore, come già sottolineato nei giorni scorsi”, le parole di del vicepresidente di Confcommercio e presidente di Conftrasporto, Pasquale Russo. “Allo stesso tempo, però, è indispensabile garantire la libera circolazione delle merci e la continuità delle forniture, evitando che le conseguenze della protesta ricadano su altre imprese e sulle famiglie”.
C’è la spinta, anche dal basso, a sostegno del blocco degli autotrasportatori, una sorta di consenso popolare; da più parti si leva la voce di famiglie e piccole imprese a favore del segnale forte portato dalla protesta: è quello di un’Italia esasperata ma sempre poco incline a levare la voce insieme, a fare squadra per una ragione comune. Oggi ci pensano loro, quei camionisti che al netto della loro età hanno trascorso più tempo fuori casa che in famiglia.
In attesa delle risposte concrete del Governo, in attesa che la protesta si prenda la dignità delle prime pagine, la protesta va avanti. Qualcuno annuncia il blocco totale da Nord a Sud. La speranza resta il dialogo e la soluzione, che sia per tutti, lavoratori e famiglie.

