
La notizia che ha portato sgomento e incredulità ad Alife.
La ragione? Tutta racchiusa negli affetti e nella familiarità di una relazione tra la comunità e Rosa D’Orsi, quella bambina cresciuta nell’Istituto delle Suore degli Angeli e che lì in quella che è divenuta la sua famiglia, un anno fa ha festeggiato cinquant’anni.
Un malore durato pochi giorni e stamattina il decesso; un male di quelli che non creano allarmi di troppo. Evidentemente, il suo corpo segnato nel tempo da piccole infermità, questa volta non ha retto.
Se n’è andata tuttavia nel silenzio, con la discrezione e lo sguardo basso di sempre.
Divenuta negli anni amica di tutti: delle famiglie che hanno accompagnato uno o più figli nella Scuola delle Suore; di quelle persone – sacerdoti e laici – che hanno frequentato la casa religiosa; dei tanti che pur temporaneamente hanno avuto un legame o anche un fugace incontro con la comunità delle suore di Alife.
Rosa è diventata parte di quella famiglia insieme ai suoi fratelli, anch’essi accuditi fin da bambini con generosità e premuta delle Suore degli Angeli; la sua presenza in casa o per le strade di Alife intenta a fare la spesa, riconduceva chiunque la incontrasse alla Comunità religiosa, presenza stabile ed affidabile in Alife, anche attraverso i passi di lei tra la gente; la presenza nella casa delle Suore, invece, è stata garanzia di vicinanza e assistenza alle suore più anziane.
Il buono di Rosa era nella capacità di interessarsi alle persone; a quanti rivolgeva direttamente la parola estendendo ai congiunti altrettanto interesse, senza mai tralasciare nessuno dell’albero genealogico: aveva coltivato negli anni il buon uso delle relazioni cordiali e gentili che tengono in vita i rapporti, che distinguono le persone per bene, pulite nel cuore, libere dalla contaminazione di una parola negativa o di un giudizio gratuito.
Anima buona ed educata, Rosa che oggi crediamo con fede alla presenza di Dio, tra i primi, questa volta con lo sguardo verso l’Alto e già premiata per quanto ha saputo donare nella semplicità e nella purezza dei suoi gesti, talvolta goffi e spontanei da attirare affetto e stima per una donna che ha camminato dal dolore della fanciullezza alla luce dell’età adulta circondata dall’affetto di tutti, dalle suore ai suoi fratelli.
La preghiera per Rosa
Il feretro è stato posto nella Cappella delle Suore degli Angeli.
Questa sera alle 22.00 il parroco don Pasquale Rubino guiderà una veglia di preghiera.
I funerali saranno celebrati domani 22 ottobre in Cattedrale alle 15.30: sarà l’occasione per l’intera comunità di pregare per l’anima di Rosa, salutando il suo cammino terreno e affidandola alla misericordia di Dio.
