
Dalla parte degli autotrasportatori in protesta anche un gruppo di sacerdoti della Diocesi di Sessa Aurunca. Ieri pomeriggio, al terzo giorno di protesta che ha coinvolto il Sud Italia contro il caro carburanti, i preti della Forania di Mondragone-Carinola sono scesi in strada per solidarizzare con un gruppo fermo sulla Strada Statale Domiziana nei pressi di Pescopagano.
Farsi prossimi ai manifestanti e pregare con loro: così hanno spiegato la loro scelta attraverso un post sui social e condiviso le foto che li ritraggono con alcuni camionisti fermi da giorni in attesa di soluzioni dal Governo. Parole di conforto e di speranza da parte dei sacerdoti e poi l’invito alla preghiera: un’Ave Maria recitata insieme per affidare le speranze dei lavoratori, delle loro famiglie e dell’Italia intera alla Vergine.
A distanza di poche ore dall’incontro in Prefettura a Milano tra il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il suo vice Riccardo Rixi e i rappresentanti di categoria dell’autotrasporto, paventandosi l’immediata possibilità dello sblocco di 480 milioni a rimborso delle spese per viaggi e consumi ai mezzi, la presenza dei sacerdoti sessani ha contribuito a rafforzare l’idea tra i presidianti che la vicinanza e il sostegno non sono d’occasione, ma un pensiero e una premura che accompagnano i lavoratori a prescindere dai risultati del momento. Il piccolo capannello di Pescopagano, durato diversi minuti, ha aperto un dibattito, è stata occasione di ascolto reciproco, occasione per comprendere reciprocamente le ragioni degli uni e il valore della presenza degli altri.
Si resta in attesa. Tutti. Le sorti del comparto e le decisioni dei lavoratori nelle prossime settimane, dipenderanno infatti dalla stabilità delle scelte del Governo.
“Ci si auspica che le loro richieste possano trovare pronta accoglienza e un’adeguata soluzione”,
hanno scritto i sacerdoti, “per una condizione di lavoro migliore, per soddisfare le loro aspettative e per la realizzazione del bene di tutta la comunità già in affanno”.
Come ulteriore segno di vicinanza hanno offerto ai camionisti della protesta un piccolo ristoro in vista di una nuova notte di bivacco.
