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Caiazzo. Gli studenti con il vescovo Valentino Di Cerbo: il coraggio di chiedere e il tempo per ascoltare

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I rappresentanti d’Istituto Domenico Barbato e Vincenzo Bernardo organizzano un’assemblea su temi molto cari al mondo giovanile. Col vescovo Valentino Di Cerbo i sacerdoti don Giovanni Fusco e don Antonio Di Lorenzo

valentino di cerbo vescovo a CaiazzoLa Redazione – È già accaduto altre volte, ma evidentemente agli studenti del Liceo Scientifico di Caiazzo questo appuntamento piace.
Si tratta dell’incontro di ieri mattina con il vescovo Valentino Di Cerbo, o meglio… don Valentino, così come ha chiesto di essere chiamato, ai ragazzi che hanno riempito il teatro di Palazzo Mazziotti.
Un appuntamento che ogni volta vede il vescovo diocesano rispondere alle domande degli studenti: l’adolescenza e i suoi derivati, l’anoressia, il bullismo, l’alcol. Sono i temi che bussano alla porta dell’universo giovanile e questi giovani li vivono, li subiscono, li affrontano, ma poi tornano ad interrogare il mondo adulto per avere spiegazioni, rassicurazioni, per assere aiutati ad orientarsi.
E le loro domande di senso le rivolgono ad un Vescovo.
Cercano adulti autorevoli questi giovani, figure che possano – con amore incondizionato e disinteressato – indicare la rotta.
“La risposta alle vostre domande la porto con la mia vita, quella di un giovane che un po’ di tempo fa ha deciso di seguire Gesù, e come Lui ha chiesto a me, così anche io vi invito a volare alto, oltre una vita banale e sconfitta”.
Ha indicato la strada della felicità don Valentino, concretizzata nell’esperienza di amore di una persona che non ha pensato a sé ma agli altri, proiettando tutto se stesso sui poveri, gli emarginati, gli esclusi: Gesù Cristo, che pur tradito, non ha ridimensionato ai nostri occhi la possibilità di una vita vissuta in bellezza e gratuità.
“Vengo in quanto uomo, non esperto”, ha fatto notare il Vescovo e offerto diverse occasioni di riflessione; parole che in maniera diversa, più o meno forte, sono rimaste nel cuore di questi giovani che si chiedono “Come la Chiesa può aiutare i tanti giovani in ricerca, e spesso smarriti?”
Pur riconoscendo la fatica quotidiana di una chiesa non sempre capace di intercettare queste domane di senso e le dovute risposte, mons. Di Cerbo ha dato una spinta coraggiosa: “Non temete di chiedere ai vostri parroci un ruolo, un posto, una responsabilità; fatevi strada nelle vostre comunità”. Nei difficili rapporti con il mondo, nelle relazioni con il mondo adulto e nel costruire giorno dopo giorno il futuro, il Pastore ha aggiunto “Rimanete aperti al dialogo con tutti; siate critici e non condizionati; non cercate idoli ma persone umane, che con il loro esempio e la testimonianza vi indicheranno come si fa”.

Tra le proposte concrete di una Diocesi attenta al mondo giovanile dal punto di vista spirituale e culturale, Di Cerbo ha menzionato il percorso del Catecumenato crismale rivolto appunto agli adolescenti e le possibilità offerte dalla Biblioteca diocesana divenuta ormai un laboratorio permanente di progetti e attività, così come la collaborazione con il giornale diocesano Clarus: in entrambi i casi sono garantiti formazione, crediti scolastici, acquisizione di competenze e possibilità di crescere imparando anche al termine degli studi scolastici superiori.
Discusso dai giovani anche il difficile rapporto con il mondo della cultura e della conservazione storica, poi un pensiero su Papa Francesco. In ultimo il rapporto con il tempo al tempo della velocità virtuale e mediatica: “La gestione del tempo? – ha risposto il Vescovo – è una questione di scelte. Provate a chiedervi: io cosa voglio essere? E il tempo verrà”.

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