Home Arte e Cultura Piedimonte Matese. L’Istituto-Convitto don Bosco, il ricordo del fondatore Adelchi Albanese

Piedimonte Matese. L’Istituto-Convitto don Bosco, il ricordo del fondatore Adelchi Albanese

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Lo scorso 22 giugno, nella Sala Minerva dell’Associazione Storica del Medio Volturno, si è tenuta la presentazione del libro curato da Rosanna Onorii

Aldo Cervo – Presso la Sala Minerva dell’Associazione Storica del Medio Volturno, lo scorso 22 giugno, è avvenuta la presentazione del libro L’Istituto-Convitto don Bosco. Una scuola degli anni Trenta a Piedimonte, testo curato da Rosanna Onorii.
Un pubblico folto e interessato ha preso parte alla cerimonia, promossa e organizzata dall’associazione. Dopo i saluti del Presidente, il dottor Pasquale Simonelli, la parola è passata alla curatrice del volume, la professoressa Rosanna Onorii, la quale in un intervento, breve ma esaustivo, ha riepilogato i motivi a monte della ricerca: il doveroso ricordo di un piedimontese, l’avvocato Adelchi Albanese, lungimirante fondatore dell’Istituto-Convitto, nonché finanziatore generoso di esso fino alla spericolatezza; inoltre, l’opportunità, purtroppo lasciata cadere, che Piedimonte (allora d’Alife) ebbe di dotarsi di una scuola pubblica e laica, quando il venir meno delle risorse finanziarie indusse l’Albanese a gettare con profonda amarezza la spugna dopo quattro anni di feconda attività didattica, nel 1938.
Dopo l’intervento della prof.ssa Onorii, il microfono è passato di nuovo al presidente Simonelli, il quale ha tracciato il profilo biografico del personaggio, accennando anche alle varie leggi che, a partire dall’età murattiana, tentarono di osteggiare l’analfabetismo molto diffuso nel Meridione con l’istruzione obbligatoria.
Il testimone è poi andato al dottor Pietro Matrisciano, Presidente di Banca Capasso, che ha illustrato la politica culturale propria dell’istituto di credito operante in modo prolifico sul territorio, comprese le pubblicazioni di storia locale che sono state finanziate negli ultimi anni.
A questo punto, Costantino Leuci, docente di Storia e Filosofia, ha fornito un’ampia panoramica del contesto storico, sociale e economico del Medio Volturno, nel quale s’inserisce l’encomiabile iniziativa della fondazione dell’Istituto-Convitto.
Il valore dell’opera compiuta da Adelchi Albanese è stato, in seguito, rimarcato dal dottor Benvenuto Iannitti, il quale ha ritenuto opportuno non scindere l’Albanese fondatore della scuola, dal fascista militante sostenitore del Regime.
Le battute finali del dibattito sono state affidate al prof. Guido D’Agostino, docente di Storia contemporanea presso l’Università “Federico II” di Napoli. Il docente, marxista dichiarato, ha esaminato il personaggio in questione, molto lontano dalla sua fede politica, servendosi di un tono ironico e di espressioni linguistiche tipicamente napoletane grazie alle quali è riuscito persino a divertire la platea, come quando ha riportato dello “shock” subito nell’apprendere l’iscrizione alla Democrazia Cristiana.
In chiusura, la commossa testimonianza di Nikea Albanese, figlia del personaggio commemorato.

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