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Alto Casertano. Recapito postale a giorni alterni, ne discutono i sindaci della Comunità Montana

Dal 7 novembre parte il nuovo piano di Poste Italiane nei comuni dell'Alto Casertano.  Previsti ancora disagi nel recapito se non verranno assegnati numeri civici e collocate cassette postali alle abitazioni

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poste-italiane-recapito-a-giorni-alterniQuesta mattina, in occasione dell’assemblea dei sindaci della Comunità Montana, il presidente dell’ente Fabrizio Pepe ha accolto l’appello lanciato dalla sigla sindacale CGIL SLC che ha posto all’attenzione dei primi cittadini del territorio l’imminente piano di Poste Italiane che prevede a partire dal 7 novembre il recapito a giorni alterni.
Un “danno” secondo questo Sindacato, così come altri, che impoverisce la qualità sociale di un servizio su cui gli italiani hanno sempre contato.
“Con il nuovo progetto di Poste Italiane denominato “POSTE 2020”, – si legge nella comunicazione inoltrata alla Comunità Montana del Matese – la più grande società di servizi del nostro paese, la seconda azienda di servizi a livello europeo (come riconosciuto dalla rivista internazionale “FUTURE”), POSTE ITALIANE Spa, ha inteso introdurre il recapito a giorni alterni in oltre 5225 comuni italiani distribuiti su tutto il territorio Nazionale da Nord a Sud.
Tale novità nei servizi di recapito, condivisa da AGICOM, ha trovato il suo presupposto nella formula della frequenza di recapito ancor prima che nella qualità del servizio erogato o nel carattere sociale dei servizi ai cittadini, che da sempre, hanno caratterizzato le attività di Poste Italiane”.
Una mobilitazione quella dei lavoratori – già segnalata da tempo sulle nostre pagine – che giunge con qualche ritardo rispetto ai problemi che la scelta di Poste Italiane sta imponendo al servizio di recapito nei paesi già coinvolti nel nuovo piano, ma che tuttavia tenta di coinvolgere, prima che sia troppo tardi, la classe politica locale, per il bene del territorio.
Secondo quanto già prestabilito, i comuni della rientranti nel piano di modifica sono:
San Gregorio Matese; Castello del Matese (Ufficio di riferimento per la distribuzione del recapito è Piedimonte Matese);
San Potito Sannitico, Gioia Sannitica (Ufficio di riferimento per la distribuzione del recapito è Gioia Sannitica);
Alife, Sant’Angelo d’Alife, Raviscanina  (Ufficio di riferimento per la distribuzione del recapito è Alife);
Capriati al Volturno; Ciorlano; Fontegreca; Gallo Matese; Letino (Ufficio di riferimento per la distribuzione del recapito è Capriati);
Ailano; Prata Sannita, Pratella, Valle Agricola  (Ufficio di riferimento per la distribuzione del recapito è Pratella)
Per la città di Piedimonte Matese nessun cambiamento, almeno per ora.
poste-italiane-recapito-a-giorni-alterni-2La discussione in seno all’assemblea dei sindaci ha imposto la riflessione sul continuo impoverimento dei servizi nei centri più piccoli d’Italia, come ha sottolineato lo stesso Pepe, dove sono sempre meno le motivazioni e gli incentivi a rimanere, generando il continuo flusso di migrazioni verso città e soprattutto regioni più sviluppate. Alle battaglie dei sindaci del Matese, tese a contenere le partenze di numerose famiglie in nome di un’identità sociale e antropologica da tutelare fa dunque da controcanto anche il mercato economico della grande Azienda postale.
Le sorprese non sono destinate a finire, in quanto la scelta del “recapito a giorni alterni” vedrà una massiccia e graduale ricollocazione dei portalettere e degli sportellisti, e il conseguente cambio di ritmo nelle assunzioni, cioè meno posti di lavoro e meno garanzie per i nuovi assunti.
L’impegno dei sindaci del Matese è stato quello di chiedere un tavolo di trattative all’Azienda Poste italiane spa e alle Istituzioni provinciali e regionali affinché la data del 7 novembre possa essere congelata e rimandata, in attesa che Poste Italiane, di fronte al concreto disagio di tutto il Paese riveda il suo piano strategico di mercato.
Intanto per garantire servizi efficienti e contenere i possibili disagi proprio a partire da questa data, la CGIL SLC ha chiesto ai sindaci presenti in assemblea di pianificare la toponomastica e l’assegnazione dei numeri civici soprattutto nelle nuove aree urbane dei comuni, e invitare i residenti alla collocazione di cassette postali.

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