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Addio a Gigi Proietti, maestro del teatro e di quella sana risata che ha fatto bene all’Italia

Le voci delle Istituzioni sulla morte del grande attore italiano Gigi Proietti. Era ricoverato da giorni in una clinica per l'aggravarsi della sua patologia cardiocircolatoria

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“Eccellente esempio di tv di qualità che ha regalato all’arte italiana alcune delle sue pagine più belle ed intense; unendo, con grande maestria, intelligenza e ironia”.
Commenti da più parti sulla morta di Gigi Proietti, l’attore italiano scomparso questa mattina a 80 anni, nel giorno del suo compleanno.
Quello di sopra è il commento dell’Aiart, l’associazione spettatori di matrice cattolica, ma oggi politica, tv, spettacolo, istituzione a più livelli stanno parlando di lui, che ha unito grazie alla ad ironia e intelligenza permettendo agli italiani di ridere, ma senza banlità.

“Attore poliedrico e versatile, regista, organizzatore, doppiatore, maestro di generazioni di attori, erede naturale di Ettore Petrolini, era l’espressione genuina dello spirito romanesco”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricorda Gigi Proietti. “Desidero ricordarlo anche come intellettuale lucido e appassionato, sempre attento e sensibile alle istanze delle fasce più deboli e al rinnovamento della società”.

“Genio della commedia all’italiana, istrione del palcoscenico, impareggiabile cantore della romanità, Gigi Proietti, nella sua straordinaria carriera, a teatro, al cinema e in tv ha saputo raccontare i vizi e le virtù degli italiani e della città che tanto amava. Oggi è un giorno triste per il mondo dello spettacolo italiano che perde uno dei suoi talenti più cristallini, un maestro dell’ironia dal tratto graffiante”. Lo ha dichiarato il presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati.

“Un maestro, un artista geniale che ha saputo realizzare i suoi sogni con generosità, facendo vivere realtà come il Globe Theatre a Villa Borghese, il Brancaccio e la sua scuola di recitazione che sono stati una vera e propria fucina di nuovi talenti”. Così il ministro per i Beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini.

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