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Il sangue di San Gennaro si è sciolto. Anche a Piedimonte Matese il culto del Patrono della Campania

Questa sera, alle 18.00, presso la Basilica di Santa Maria Maggiore, la celebrazione in onore del Santo, vescovo, martire e patrono della Campania

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Foto Ansa

Alle 9.27 l’Arcivescovo Metropolita di Napoli don Domenico Battaglia ha annunciato la liquefazione del sangue di San Gennaro. Dopo essersi recato nella Cappella del Tesoro, accompagnato dall’Abate, mons. Vincenzo de Gregorio e il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, e dopo aver aperto la cassaforte che custodisce le ampolle contenenti il Sangue, l’Arcivescovo Battaglia ha presieduto la Solenne Celebrazione Eucaristica nella Chiesa Cattedrale della città. “La logica evangelica è fatta di rovesciamenti di punti di vista, di rottura degli schemi mondani e razionali”, così l’Arcivescovo Battaglia nell’omelia tenuta dinanzi a un Duomo gremito e attento.

Il ‘miracolo di San Gennaro’ invita a riflettere sulla forza che ha l’amore di resistere: “L’amore resta, vive, cammina, l’amore supera i confini della morte rompendo i binari dello spazio e del tempo, nella comunione dei Santi”. L’esempio del Vescovo Gennaro è lo stesso di “coloro che come lui hanno amato il Signore e i fratelli, spendendosi oltre misura per la causa del Vangelo, dell’Uomo e del Bene”. Il prodigio di San Gennaro ricorda che il quel sangue è “il suo sangue, versato per l’amore di Cristo e dei fratelli e ci dice che il Bene, la Bellezza e la Bontà sono e saranno sempre vittoriose”, e il suo ripetersi è segno di speranza per la città partenopea, “sangue che scorra fluidamente nelle vene di questa città”, come stimolo a ridestare il senso del Noi in chi si occupa del processo educativo”.

Il culto di San Gennaro a Piedimonte Matese
Il culto di San Gennarovescovo e martire nonché patrono della Campania, attraversa la regione da Nord a Sud, avvicinando diverse comunità tra loro. Domani, 19 settembre, la ricorrenza liturgica che sarà motivo di grande festa per la città di Napoli, pronta ad assistere, come da tradizione, al “miracolo” della liquefazione del sangue del Santo. La venerazione di San Gennaro, tuttavia, stabilisce un legame diretto tra Napoli e il Matese. Tale affinità cultuale e culturale è testimoniata dalla presenza di varie icone del Santo custodite in Diocesi, in particolare nel territorio parrocchiale di Santa Maria Maggiore di Piedimonte Matese. Il mezzo busto in argento del Santo, conservato nella Basilica di Santa Maria Maggiore, donato dalla duchessa Aurora Sanseverino, poetessa arcadica di profonda cultura il 5 agosto del 1704.

Il busto del 1700 conservato nella Basilica di Santa Maria Maggiore

Da menzionare la tela San Gennaro tra i leoni, realizzata da Paolo De Matteis, pittore prolifico dei circoli culturali napoletani, nell’anno 1710. La preziosa opera è stata restituita alla Parrocchia piedimontese nell’ottobre del 2017, dopo un minuzioso lavoro di recupero che ha permesso alla comunità di fortificare ulteriormente la già radicata fede in San Gennaro. Una sorta di “miracolo artistico” che ha restituito al patrimonio artistico della Basilica di Santa Maria Maggiore un pezzo raro, di gran pregio, e di profondo significato spirituale oggi visibile nella sagrestia della chiesa.
Ogni anno la memoria liturgica di San Gennaro rappresenta, per i fedeli di Santa Maria Maggiore, l’occasione per rinnovare un sentimento scritto nella storia e nella tradizione della città di Piedimonte.

Questa sera, alle 18.00, presso la Basilica Santa Maria Maggiore la comunità si ritroverà per confermare con la preghiera la propria vicinanza al Santo, partecipando alla Santa Messa, presieduta da don Massimiliano Giannico.

 

 

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