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“Ci ha insegnato come affrontare la vita”, l’ultima classe del Prof. Raffaele Romano lo ricorda nel giorno della sua scomparsa

Si rincorrono i ricordi e i sentimenti di gratitudine nei confronti del Professore Raffaele Romano di Alvignano, docente di Storia e Filosofia al Liceo "Galilei" di Piedimonte Matese

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La notizia della morte del prof. Raffaele Romano, ha fatto il giro “del Liceo” Galilei di Piedimonte Matese tra alunni ormai adulti ed altri ancora giovanissimi. Tutti accomunati da profondo dolore ma soprattutto gratitudine per il Prof di Storia e Filosofia in giacca e cravatta, appassionato di Storia medievale e Storia della Chiesa, di archeologia, di botanica e floricoltura, di campagna e di cucina. Sui social continuano ad alternarsi ricordi, dediche, fotografie, manifestazioni di stima per il ‘fratello’, l”amico’, il ‘confidente’…tanti ruoli oltre a quello di docente appassionato, simpatico, spigoloso, a disposizione di tutti non solo dei suoi alunni. 
Ai funerali celebrati questa mattina nella chiesa di San Sebastiano ad Alvignano c’era la famiglia e la sua famiglia allargata di amici e conoscenti con cui ha sempre coltivato un legame autentico, schietto, fondato sulla simpatia e la collaborazione; negli ultimi mesi, sorpreso dalla malattia, ha condiviso con tutti loro il difficile momento, circondato dall’affetto e dalla tenerezza di molti amici: non aveva scelto il matrimonio ma la sua paternità era nella dedizione per la sua comunità d’origine e per la scuola, la Parrocchia e la promozione culturale di Alvignano e per Alvignano, e in tanti discreti gesti di carità verso gli ultimi. Tra i banchi di quella piccola e preziosa chiesa che tanto ha amato, anche alcuni ex colleghi ed alunni del Liceo: molti di più avrebbero voluto essere presenti, ma questo lunedì mattina scomodo per chi lavora in orario antimeridiano corrisponde alla “ripresa” di numerose attività dopo la lunga pausa del periodo natalizio…

Alla nostra Redazione, già ieri, nel concitato momento dei ricordi, è giunto quello della sua ultima classe, la V del Liceo Classico, con cui il prof. Romano terminava la sua carriera scolastica nel 2018. 
Ragazzi universitari alcuni dei quali ormai verso il traguardo conclusivo, ma ancora profondamente segnati dalla recente esperienza liceale che si conferma, per la dedizione e la passione di docenti come quelle del prof. Romano, luogo di crescita nei valori e nelle motivazione, prima ancora che nei contenuti. 

Indimenticabile e amatissimo professore,
si leggono in queste ore molti ricordi sulla sua splendida persona, ognuno cerca di ricostruire una delle numerosissime sfaccettature della suo carattere, confermando la vastità della sua conoscenza, c’è chi lo ricorda per la sua passione per i fiori, chi per la sua curiosità di scoprire nuovi posti e ancora chi ne elogia l’ineguagliabile preparazione in storia e filosofia, sapere che ha profuso per lunghissimi anni al liceo di Piedimonte Matese, parole che decretano il premio della sua dedizione, che lo renderebbero imbarazzato e felice, schivo come era a mostrare i suoi sentimenti.
Ricordiamo la meticolosità che riservava ogni volta alla preparazione dei compiti in classe, dalle domande redatte in base al programma spiegato in classe al sorteggio della sistemazione di noi studenti, che ogni volta rappresentava su un foglio di carta bianco, per assicurarsi una valutazione oggettiva delle nozioni apprese. Nel tempo non è mai cambiata la ricerca della perfezione in se stesso e in noi alunni e non è mai mutato l’impegno con cui trasformava una lezione da semplice e vuoto monologo a vere e proprie esperienze coinvolgenti, che diventavano ogni volta, a seconda dell’oggetto della conversazione, dei veri e propri viaggi nel tempo, fatti di racconti, rappresentazioni in cui lui stesso ci rendeva attori protagonisti, catturando la nostra attenzione e spingendoci così ad apprendere con curiosità qualsiasi evento storico, ciascun filosofo diventava parte della classe ed era conosciuto fin nei minimi particolari. La cura che dedicava ad ognuno di noi nella correzione dei compiti, ciascuno era chiamato alla cattedra per la visione dell’elaborato, per capire in cosa si era sbagliato e in cosa invece si poteva migliorare, questo era quello che desiderava il nostro professore, spingerci a migliorare, sempre, partendo dai nostri errori ad arrenderci mai davanti alle sfide ma ad accoglierle con coraggio e perseveranza per raggiungere un obiettivo. Aveva la capacità unica ed innata di leggerci dentro, di comprenderci tutti e con grande sensibilità di aiutarci a superare preoccupazioni e ansie, spesso non solo scolastiche.
Solo due anni nelle nostre vite con lui ma in una età in cui questi, per uno strano scherzo del tempo, rimangono dentro di noi come se fossero molti di più. Non è più una persona, è un luogo dell’anima, di quelle parti migliori di essa che sono stati gli anni del nostro liceo, in cui pieni di sogni stavamo per affacciarci alla vita vera, diversa dalle mura accoglienti che ci avevano ospitato, ma il distacco non ci faceva paura, anche perché lui, con il suo rigore, ci aveva dato fiducia e una chiave di lettura. Ancora oggi, presi dallo studio dei manuali universitari attingiamo ai suoi consigli e ai suoi insegnamenti che restano un solido punto di riferimento.

La V AC in occasione del viaggio di istruzione in Grecia

Il professore Romano vivrà sempre in ognuno di noi, che custodiamo i messaggi che solo lui sapeva trasmettere. Ci ha fatto capire sin nel profondo non solo le sue materie, che abbiamo amato moltissimo e di cui conserviamo gelosamente appunti, schemi e libri che ci forniva per facilitarci lo studio, ma ci ha mostrato un modo di affrontare la vita, un autentico maestro di vita. Oggi siamo così anche perché abbiamo avuto lui come insegante in anni cruciali della nostra formazione.
È stato il simbolo di un’epoca che sembra essere scomparsa, in cui un’istituzione pubblica (la scuola) era in grado di incarnare, attraverso le persone che la rappresentavano, i valori per i quali essa stessa esisteva, la cultura, la solidità della conoscenza. La sua persona, avvolta da un’aura di mistero che lo accompagnava, il tono di voce, il suo modo di vestire in maniera rispettosa del suo ruolo, è stato un vero personaggio, fuori dagli schemi e fuori dal tempo. Il suo ricordo resterà indelebile per tutti noi.

La sua spontaneità, la sua simpatia e il suo amore per la conoscenza ci saranno sempre da guida, come nel nostro percorso scolastico la sua persona è stata un faro, grazie professore, i suoi studenti con commozione la salutano grati di averla conosciuta, arrivederci!

Classe V AC (2018)

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