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Il progetto “Uniti nel dono” 2022. Sosteniamo i nostri sacerdoti: nelle Parrocchie della Diocesi di Alife-Caiazzo raccolti 6.672 euro

Impegno comune dei fedeli per valorizzare e sostenere i parroci: è la Comunità a farsi garante del necessario che serve "agli operai" del Signore. Nella teologia il fondamento di questo impegno

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Annamaria Gregorio* – A conclusione del cammino svolto quest’anno, all’insegna delle iniziative della Chiesa Cattolica Italiana, i Progetti “Una firma per unire” e “Uniti nel dono”, finalizzati a sostenere economicamente i sacerdoti grazie alle donazioni dei fedeli, hanno dati i primi risultati. Trattandosi di iniziative in via sperimentale in tutta Italia, proposte dal Servizio Nazionale per la promozione del sostegno economico alla Chiesa Cattolica, considerando i numeri della popolazione nella Diocesi di Alife-Caiazzo (circa 65.000 abitanti), si è raggiunto un esito abbastanza positivo, perché sacerdoti e fedeli hanno risposto con uno spirito di comunione e corresponsabilità, alimentato anche dai vari incontri di formazione, realizzati dall’Ufficio diocesano. Andare nelle parrocchie e confrontarsi con le comunità su temi così importanti è stata un’esperienza che infatti ha suscitato interesse e motivazione nei donatori. “Promuovere e raccogliere le offerte dei donatori a sostegno di tutti i sacerdoti delle diocesi italiane, inclusi gli anziani e malati e quelli in missione all’estero, è molto importante perché, dal 1990 il loro sostentamento non è più a carico dello Stato, ma è affidato alle persone” (www.unitineldono.it). Così il 28 dicembre scorso, presso l’Istituto Diocesano del Sostentamento Clero, nell’incontro presieduto da Mons. Alfonso Caso, Presidente dell’Istituto e verbalizzato dall’incaricata diocesana, è avvenuta l’apertura delle scatole e delle buste, relative al progetto “Uniti nel dono”, dedicato alle offerte liberali per i sacerdoti (anno 2022).

 Quali Parrocchie hanno partecipato al Progetto? Generosa la risposta dei fedeli
Ave Gratia Plena, Piedimonte Matese: Euro 815,00
Maria SS. del Carmine, Treglia (Pontelatone): Euro 178,00
San Giovan Giuseppe della Croce, Totari (Alife): Euro 158,00
San Leone Magno, Ruviano: Euro 416,50
San Michele Arcangelo, Alife: Euro 525,00
San Pancrazio – Santa Maria delle Grazie, Prata Sannita: Euro 170,00
Santa Cristina e San Prisco,
Formicola: Euro 1.180,00
Santa Maria Assunta, Strangolagalli (Castel di Sasso): Euro 2.120
Santa Maria della Valle, Sant’Angelo d’Alife: Euro 291,00
Santa Maria delle Grazie, San Gregorio Matese: Euro 240,00
Santa Maria dell’Orazione, Pontelatone: Euro 210,00
Santi Giovanni e Paolo – San Rufo, Caiazzo: Euro 369,30

 Tutti i numeri 
Sono stati raccolti € 
6.672,80 in 223 buste di cui 80 anonime e 143 con i dati anagrafici: i donatori potranno così avere la ricevuta per la deducibilità fiscale e ricevere la rivista del Sovvenire gratuitamente.

 Il perchè di un Progetto 
I Fondamenti teologici.
Nel corso del tempo la Chiesa ha mantenuto e maturato la consapevolezza che, per poter perseguire la meta della salvezza delle anime attraverso il suo impegno di missione e di evangelizzazione, servono anche dei mezzi materiali, ispirati sempre ai valori evangelici, riservando un’attenzione particolare al tema del sostentamento del clero.
Dai fondamenti teologici, descritti negli Atti degli Apostoli e nelle lettere di San Paolo, che raccontano la vita delle prime comunità cristiane, si palesano i primi meccanismi già fondati sulla comunione e sulla solidarietà; e all’interno della messa in comune dei beni, coloro che erano totalmente dediti all’annuncio del Vangelo ricevevano dalle comunità il necessario per vedere garantito il proprio sostentamento.
Gesù stesso, nell’inviare i suoi apostoli in missione per annunciare a tutti il Regno di Dio, dice: Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame nelle vostre cinture, né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché l’operaio ha diritto al suo nutrimento (Mt 10, 9-10).
È quindi la comunità che garantisce il sostentamento del clero, al punto da codificare un vero e proprio dovere per la comunità stessa e un corrispettivo diritto per gli “operai del Vangelo”. Il valore che alimenta questo diritto è quello della Comunione, al cui interno si dà una garanzia per coloro che sono dedicati all’annuncio, affinché siano veramente liberi e totalmente donati alla loro missione.

 La Normativa dello Stato italiano 
La revisione dell’accordo tra lo Stato Italiano e la Chiesa Cattolica, avvenuto nel 1984 e tradotto nella legge 20 maggio 1985 n. 222, ha previsto importanti modifiche riguardo al sostentamento del clero in Italia, inserendo il meccanismo dell’8xmille, delle offerte deducibili e degli Istituti – centrale e diocesano – per il sostentamento del clero, mettendo definitivamente “in soffitta” il sistema beneficiale, eliminando la congrua. Con questa riforma viene esaltato il ruolo e l’impegno della comunità e dei fedeli, rafforzando il principio della comunione che da sempre ha caratterizzato la Chiesa,  consolidando il senso di appartenenza e di partecipazione. Il nuovo sistema ha dato negli anni importanti risultati. Ecco allora il significato profondo dell’iniziativa: ritrovare una partecipazione consapevole all’interno della vita ecclesiale, valorizzare le strutture ecclesiali ma soprattutto valorizzare i sacerdoti, il loro ministero e il loro impegno rivolto a tutti. (fonte CEI Sovvenire)

*Incaricato diocesano del Sovvenire

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