Home Territorio Caiazzo. Un presidio socio-sanitario sarà realizzato nell’ex mattatoio comunale

Caiazzo. Un presidio socio-sanitario sarà realizzato nell’ex mattatoio comunale

Sottoscritto l'atto modale di donazione all'ASL di Caserta da parte del sindaco Stefano Giaquinto. Dove prima sorgeva il mattatoio comunale, sarà realizzata una Casa di Comunità e una Centrale Operativa Territoriale per l'assistenza dei cittadini di Caiazzo e dei Comuni limitrofi

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Giovanna Corsale – “Questa mattina a Caserta dal notaio per sottoscrivere l’atto modale di donazione a favore dell’ASL di Caserta dell’edificio che ospita l’ex mattatoio destinato a diventare Casa di Comunità e una Centrale Operativa Territoriale“, si legge così in un post pubblicato ieri dal sindaco di Caiazzo, Stefano Giaquinto, sul suo profilo Facebook. L’attenzione verso i bisogni dei cittadini e la volontà di servire non solo la città di Caiazzo, ma anche i comuni limitrofi si confermano al centro della mission condotta dalla squadra amministrativa guidata da Giaquinto.

Stefano Giaquinto

La Casa di Comunità, progettata all’interno dell’ex mattatoio, che il Primo Cittadino definisce “una novità di grandissimo valore per Caiazzo e tutti i Comuni del comprensorio”, rappresenta un nuovo modello di assistenza a livello territoriale, una prestazione introdotta dal Piano di Ripresa e Resilienza (PNRR), approvato nel 2021 dal Governo italiano per il rilancio dell’economia nazionale dopo la fase pandemica acuta. La realizzazione delle Case di Comunità, rispondenti al progetto del Ministero della Salute, si pone l’obiettivo di intensificare e potenziare l’assistenza sanitaria territoriale introducendo nuovi modelli per ridefinire il sistema e per la cui realizzazione potranno essere riconvertite strutture già esistenti, com’è il caso dell’ex mattatoio a Caiazzo.

Strutture di facile accesso, alle quali gli assistiti possono rivolgersi a équipe multiprofessionali, ossia medici di base, medici specializzati, psicologi, infermieri e operatori sanitari, per ricevere le cure di cui necessitano. Le Case di Comunità, di cui quelle attive entro la metà del 2026 dovranno essere almeno 1.350, secondo le intenzioni del Ministero, rappresentano punti di riferimento concreti e utili soprattutto per i comuni dell’entroterra, distanti da presidi sanitari. Numerosi sono i servizi erogati dalle CdC, distinte in due tipologie: tipo “hub”, presenza medica h24 – sette giorni su sette, presenza infermieristica 12h – sette giorni su sette, équipe multiprofessionali; tipo “spoke”, presenza medica h12 – sei giorni su sette, presenza infermieristica 12h – sei giorni su sette, équipe multiprofessionali. (Fonte med4.care)

 

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