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Alife. Luca Trapanese ospite della rassegna Borghi della Lettura: “La perfezione non esiste. Siamo tutti disabili”

Lo scorso sabato, l'assessore al welfare del Comune di Napoli ha presentato il libro "Nata per te", scritto con Luca Mercadante, che racconta la storia dell'adozione della sua Alba e da cui è stato tratto un omonimo film in uscita il 28 settembre

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Noemi Riccitelli – Lucido, consapevole, sereno, Luca Trapanese si è presentato così al pubblico di Alife, riunito sabato 2 settembre nella Villa Comunale del centro matesino in occasione del secondo appuntamento della rassegna Borghi della Lettura promosso dall’Amministrazione Comunale, ma il primo del mese di settembre interamente dedicato al tema della fragilità (qui la programmazione).
Ed è proprio di fragilità, disabilità, sensibilità, impegno, solidarietà che Annamaria Tartaglia, referente dell’iniziativa, l’assessore alla cultura Luca Frattolillo e il sindaco Fernando De Felice hanno discusso con Trapanese, traendo spunto dal libro che racconta la sua storia, Nata per te, scritto con Luca Mercadante, edito da Giulio Einaudi Editore e da cui è stato tratto l’omonimo film di Fabio Mollo, in uscita al cinema il 28 settembre.

Trapanese, infatti, è diventato noto alle cronache nel 2017, quando il Tribunale di Napoli, dopo un delicato iter, gli ha permesso di adottare Alba, sua figlia, affetta da sindrome di Down, lasciata in ospedale dopo la nascita.
Da allora, la sua vita è cambiata, certo, come per ogni genitore.
C’è chi ha definito Trapanese un eroe, ma lui ha respinto questo concetto, asserendo che Alba non rappresenta un atto di coraggio, ma un dono.
La storia di Alba, ha affermato, deve essere considerata una storia positiva, sin dal momento in cui sua madre ha deciso di lasciarla in ospedale, riguardo la quale non va espresso alcun giudizio, se non il rispetto verso la sua scelta.

Da circa due anni, Luca Trapanese è assessore alle politiche sociali del Comune di Napoli, un ruolo che non ha scelto, ma che ha abbracciato con la consapevolezza e la lucidità necessarie per assolvere al meglio i suoi compiti.
In questo nuovo ruolo, Trapanese si è detto deciso a diffondere una nuova sensibilità, una vera e propria educazione alla disabilità: “Il termine inclusione è ormai abusato“.
Infatti, ha sottolineato come la maggior parte delle persone ignori quella che è una condizione di vita e non una malattia da cui si guarisce, per cui è necessario imparare a convivere con la diversità, soprattutto perché “la normalità non esiste”, ha dichiarato.
“Siamo tutti disabili a modo nostro, la perfezione non è raggiungibile”, ma il problema, ha aggiunto, è che non c’è una percezione serena di questa condizione.

Del resto, è una vocazione che Luca Trapanese ha in sé da una vita, dedicandosi da sempre a progetti legati alla dignità e al valore delle persone disabili.
Sua, infatti, è l’iniziativa della Casa di Matteo, una comunità socio-sanitaria di Napoli, in cui bambini e neonati in stato di adozione o di affido, affetti da gravi patologie, sono accolti e curati con amore e dedizione da personale specializzato.
Caratteristica di questa struttura è l’ambiente familiare, di comunione e vicinanza collettiva: concetti che Trapanese vorrebbe venissero condivisi nella quotidianità, soprattutto nei piccoli centri.
A tal proposito, con riferimento al comune di Alife, Trapanese ha affermato come è proprio nei comuni come questo che è possibile recuperare il concetto di villaggio, in cui i figli sono figli di tutti, guardando alla disabilità come opportunità e valore che sia stimolo al miglioramento per tutti.

Nella discussione, inoltre, Luca Trapanese ha affrontato anche la questione delle adozioni, la cui legislazione in Italia è ferma a 40 anni fa, non rispecchiando una società che si è naturalmente evoluta, e sulla quale tuttavia non sembra esserci un vero dibattito politico.
Ed è anche per questo che Trapanese si è detto molto felice che dal libro sia nato un film: una visione che ha un grande valore sociale, proprio perché affronta temi cogenti, fondamentali per la società italiana contemporanea.

Una serata, dunque, votata alla condivisione e alla cultura intesa anche come cura delle persone, così nelle parole dell’assessore Frattolillo, in cui il racconto fermo, convinto e motivante di Luca Trapanese si è unito alle dolci note di Lucia Rapuano, a chiusura di una riflessione intensa, umana e quanto mai necessaria.

Il trailer del film “Nata per te” di Fabio Mollo

Per rileggere invece del primo incontro di “Borghi della Lettura” dedicato ad Alessandro Manzoni, clicca qui.

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