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Fra Umile riempie la cattedrale di Alife

Sabato 2 marzo, nell'anniversario della morte del francescano, fedeli da tutta la Campania e dalla Toscana. Prosegue il percorso della Causa di beatificazione

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“I Santi li fa Dio, ma la preghiera, l’attesa e la speranza degli uomini accorciano le strade: questo il clima intorno a Fra Umile, il francescano per il quale la Diocesi di Alife-Caiazzo ha avviato la verifica delle virtù affidando ad un apposito Tribunale il processo che raccoglierà testimonianze significative perché la Chiesa, secondo i passi richiesti, possa riconoscerne la santità”. Con queste parole ha parlato il Vescovo Mons. Giacomo Cirulli alle centinaia di fedeli che sabato hanno affollato la Cattedrale di Alife per la messa celebrata annualmente in occasione dell’anniversario della morte del frate originario di Calvisi, frazione di Gioia Sannitica. I Gruppi che si ispirano alla sua spiritualità, riuniti nell’Associazione “Gruppi di Preghiera Fra Umile Fidanza” sono giunti da tutta la Campania: diciotto quelli ufficialmente censiti, ma altri gruppi “simpatizzanti” sono in procinto di entrare nell’Associazione. Sono giunti dalla Diocesi di Napoli, di Teggiano-Policastro, di Ischia, di Pozzuoli e perfino di Firenze accompagnati da sacerdoti e responsabili, in numero crescente rispetto al difficile periodo del Covid che aveva ridotto – per prudenza – il flusso di fedeli. Presenti in chiesa anche i sindaci di Alife Fernando De Felice e quello di Gioia Sannitica Giuseppe Gaetano con alcuni consiglieri comunali.

I gruppi in mattinata sono stati sulla tomba del frate nel Santuario di San Liberato a Calvisi, poi in Cattedrale per la Celebrazione della Messa. Un breve saluto da parte del Presidente dell’Associazione, dott. Michele Barone e di don Giuseppe Oropallo; il grazie espresso a nome dei Gruppi nei confronti del Vescovo Mons. Cirulli da parte di don Cesare Tescione assistente spirituale dell’Associazione.
Il messaggio consegnato dal Pastore ai presenti è stato l’invito ad imitare Gesù, come Fra Umile ha fatto in vita, “cercando di essere discepoli fedeli come lui si è sforzato di essere”. L’immagine, il volto di riferimento è quella del Padre Misericordioso che accoglie il figlio che si è allontanato (il riferimento di Cirulli al Vangelo del giorno) e fa festa per il suo ritorno; è lo sguardo di Gesù sulla croce rivolto ai malfattori che gli sono accanto, alla Madre e al discepolo amato sotto la croce, all’umanità intera. Questa misericordia universale, “con cui Dio accorcia le distanze tra noi e lui richiamandoci all’essere tutti fratelli – le parole del Vescovo – ci interroghi in questa Quaresima sul nostro modo di essere fratelli, amici, vicini a chi soffre, a chi si attende da noi un gesto di accoglienza e di perdono”.

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