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    Home»Attualità»La Pasqua delle differenze, anche per il cibo. Il trend dell’Italia durante le festività
    Attualità

    La Pasqua delle differenze, anche per il cibo. Il trend dell’Italia durante le festività

    Redazione4 Aprile 2024Nessun commento
    Foto di Amaia pascual da Pixabay

    Andrea Zaghi – Ancora una volta quella appena trascorsa è stata una “Pasqua divisa” tra chi ha potuto permettersi di allestire grandi tavolate e chi è riuscito a malapena a mettere insieme qualcosa di cui cibarsi. Pasqua delle differenze, dunque. Anche in Italia. Ed è importante, allora, tornare a porre a confronto gli estremi, per capire meglio e per rendersi conto di quanta strada è necessario ancora compiere per assicurare pari condizioni di accesso agli elementi di base del vivere civile. E di come povertà e agiatezza convivano – assurdamente – anche nelle nostre stesse case.
    A parlare di “differenze” a Pasqua, ancora una volta, è stato il Centro studi di Confcooperative che è in una nota ha indicato “una spesa complessiva per la tavola che sfiora 1,35 miliardi, che torna ai livelli pre covid e segna un +150 milioni rispetto allo scorso anno. Un maggior costo, ma non una maggiore spesa in volumi, dal momento che la spesa è spinta dall’inflazione che sgonfia il portafoglio e fa crescere i costi, ma non le quantità di beni acquistati”. Le coop hanno poi precisato quanto anche quest’anno la Pasqua sia stata la festa delle contraddizioni: da un lato circa 10 milioni di italiani in povertà dall’altro altri 10 milioni che sono andati in viaggio, cui si dovrebbero essere sommati altri 7 che hanno scelto ristoranti e agriturismi. Si affianca alle stime Confcooperative quanto detto da Coldiretti che ha calcolato (sulla base dei dati del fondo per l’aiuto europeo agli indigenti, Fead) come siano circa 3,1 milioni le persone costrette, in Italia, a chiedere aiuto per mangiare. L’emergenza riguarda qualcosa come 630mila bambini sotto i 15 anni – ha rilevato Coldiretti -, praticamente un quinto del totale degli assistiti, ai quali vanno aggiunti 356mila anziani sopra i 65 anni. Tra tutti coloro che chiedono aiuto per il cibo – evidenzia ancora la coldiretti – più di 1 su 5 (23%) è un migrante che nel nostro paese non riesce a procurarsi da solo il “pane quotidiano”, ma ci sono anche oltre 90mila senza dimora che vivono per strada, in rifugi di emergenza, in tende o anche in macchina e quasi 34mila disabili. Pasqua del disagio e della povertà, quindi, per moltissimi. Pasqua che in qualche modo viene sostenuta dalle innumerevoli iniziative di volontariato (dalle parrocchie ai centri comunali passando per le azioni più minute di singoli gruppi) e che sempre i coltivatori, solo per i canali seguiti dalle imprese agricole, fissa in un’immagine: oltre 10 milioni di chili di alimenti veicolati in favore di chi non ce la fa.

    Poi c’è l’altra Pasqua. Quella di chi può permettersi molto più che un piatto caldo e che totalizza un giro d’affari milionario. Ancora i coltivatori, solo per fare un esempio tra molti, calcolano in 130 milioni di euro il giro d’affari collegato alla produzione e vendita di uova per le festività di Pasqua. E, se l’aumento dei prezzi del cacao ha determinato una crescita dei prezzi delle uova di cioccolato, sempre stando alle stime di Coldiretti, per il pranzo di Pasqua gli italiani avrebbero speso quest’anno una media di 75 euro a famiglia, sostanzialmente in linea con lo scorso anno. Senza dire delle gite fuori porta oppure degli agriturismi. Agriturist di Confagricoltura, a questo proposito, ha stimato un quasi “tutto esaurito” nelle imprese agricole che offrono anche ospitalità oppure ristorazione: anche in questo caso si parla già di giro d’affari più che milionario. E tutto mentre si celebra, da più parti, il “sorpasso” del prosecco italiano nei confronti dello champagne francese proprio nei giorni delle festività pasquali. In generale, poi, Assoutenti ha calcolato una spesa complessiva pari a 2,2 miliardi di euro per i giorni appena trascorsi. Pasqua delle differenze, appunto.

    Fonte SIR

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