Close Menu
Clarus
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Clarus
    • Homepage
    • Attualità
      • Editoriali
    • Chiesa e Diocesi
    • Territorio
    • Arte e Cultura
    • Scuola
    • Eventi
    • Rubriche
      • Occhio allo schermo
      • L’italia fuori dall’Italia
      • Matese d’acqua dolce
      • Matese tra moderno e contemporaneo
      • Tutti i sentieri portano in cima
      • Ci siamo già passati
      • Mediovolturno tra moderno e contemporaneo
      • Voci d’inverno
      • Umani nel digitale
    Clarus
    • Cookie Policy
    • Disclaimer e Privacy Policy
    Home»Curiosità»Alberi monumentali, silenziosi guardiani del tempo anche in Alto casertano
    Curiosità Primo Piano Territorio

    Alberi monumentali, silenziosi guardiani del tempo anche in Alto casertano

    Redazione18 Giugno 2025Nessun commento

    Caterina Messercola – Silenziosi guardiani del tempo, gli alberi monumentali raccontano storie che nessun libro conserva. Hanno visto guerre, nascite, tempeste e carezze di sole. Camminare sotto le loro chiome è come entrare in un tempio antico, dove il legno custodisce i sussurri del passato. Chi non conosce il Platano di Via Vergini ad Alife, oppure il Cipresso di Via Lupoli a Piedimonte Matese? Ne parleremo più avanti nell’articolo.

    San Gregorio Matese, il Faggio della Mucca
    San Gregorio Matese, il Faggio della Mucca
    Piedimonte Matese, Il cipresso di Via Lupoli
    Piedimonte Matese, Il cipresso di Via Lupoli

     Quali caratteristiche? 
    Il patrimonio naturale italiano è ricco di alberi secolari, straordinari per la loro età, dimensione o importanza culturale. Per tutelare questi giganti verdi, il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali nel 2014 ha emanato il Decreto “Istituzione e elenco degli alberi monumentali d’Italia e principi e criteri direttivi per il loro censimento”. Secondo l’articolo 4 del documento, un albero può essere definito monumentale quando si distingue per la sua maestosità o longevità, per l’età avanzata o le dimensioni straordinarie. Non importa se si trova isolato o all’interno di un bosco, naturale o artificiale: ciò che conta è il suo valore eccezionale. Ma non è solo la bellezza a fare la differenza. Un albero diventa monumentale anche quando rappresenta un punto di riferimento storico, culturale o legato alla memoria collettiva e alle tradizioni locali. Rientrano in questa definizione anche i filari e le alberate che impreziosiscono il paesaggio, persino nei centri urbani, oppure gli alberi secolari inseriti in complessi architettonici di rilevanza storica. E non conta solo la provenienza: sia le specie autoctone, cioè originarie del territorio, sia quelle alloctone-introdotte ma ormai parte integrante del paesaggio-possono essere riconosciute come alberi monumentali. L’articolo 5 stabilisce in modo chiaro quali caratteristiche deve avere un albero per essere riconosciuto come monumentale. Il primo criterio riguarda il pregio naturalistico, che si misura in base all’età, alle dimensioni e alla forma della pianta: un albero maestoso, con un portamento particolare e ben sviluppato, è spesso segno di successo biologico e adattamento. Un altro aspetto fondamentale è il valore ecologico: molti alberi monumentali ospitano forme di vita preziose, fungendo da rifugio per specie animali anche rare, oppure contribuiscono al mantenimento di habitat unici, minacciati dalla scomparsa. C’è poi il fascino delle architetture vegetali: strutture naturali di grande complessità, che dialogano con l’ambiente circostante e spesso si integrano armoniosamente con edifici o paesaggi, diventando veri e propri elementi di bellezza e significato. Anche il pregio paesaggistico gioca un ruolo importante. Alcuni alberi diventano simbolo di un luogo, punti di riferimento visivo e culturale, talvolta ispiratori di nomi geografici o testimonianze di un passato ancora vivido nella memoria collettiva. Infine, ma non meno importante, c’è il pregio storico, culturale e religioso. Un albero può rappresentare un legame profondo con la storia e le tradizioni di una comunità: custodisce racconti, identità, spiritualità e senso di appartenenza.
    (Vai alla scheda degli Alberi monumentali in Campania. Clicca)

     Tutela e salvaguardia 
    Gli alberi monumentali godono di una protezione speciale, e modificarne la chioma e radici o addirittura abbatterli non è possibile senza una motivazione urgente e documentata, come sancito dall’articolo 9 del Decreto. Serve un’autorizzazione rilasciata dal Comune e il parere vincolante del Corpo forestale dello Stato. In caso di pericolo immediato per la sicurezza, il Comune può intervenire subito, ma deve informare il Corpo forestale e redigere una relazione tecnica. Se l’albero è già tutelato come bene paesaggistico, o in attesa di esserlo, serve anche l’autorizzazione paesaggistica. E persino per gli alberi ancora in fase di riconoscimento, ma già segnalati dal Comune, valgono le stesse sanzioni previste dalla Legge per chi interviene senza permesso.

     I “monumenti” nel Matese e in Alto casertano 
    Il nostro territorio è ricco di alberi monumentali, beni preziosi che le comunità locali hanno il dovere di salvaguardare. Nei territori Matesino-Alto Casertano sono presenti ben 14 alberi monumentali (abbiamo censito quelli che rientrano nei comuni della Diocesi Alife-Caiazzo), tra cui il Platano in piazza della Liberazione ad Alife, nei pressi del Mausoleo degli Acilii Glabriones (Piazza XIX Ottobre), che nella sua semplice e sobria configurazione, è testimone dei racconti degli anziani del paese, che ogni giorno si ritrovano sotto di esso per raccontare e raccontarsi; sempre ad Alife, in località Vergini, un Platano di oltre 100 anni è testimone di un pezzo di storia della città; il grande Alloro di Alvignano, in località Pratillo, dove le persone del posto, grazie ai racconti delle preziose nonne e bisnonne, affermano che già dall’Ottocento, dove sorge la pianta, nasceva un deposito di frutta e una grande zona recintata detta la “nchiusa” dove pascolavano le vacche; il grande Cipresso di Via Lupoli a Piedimonte Matese, che racconta tra i 100 e i 200 anni di storia; il Rovere di Ruviano, nei pressi dell’antico monastero, lasciato volutamente lì dai monaci, rappresenta un tutt’uno con la struttura, conferendo una sensazione di pace e serenità; il Faggio della Mucca di San Gregorio Matese, il cui nome deriva dalla forma, che ha le sembianze di una testa di mucca, ha circa 400 anni, il tronco è cavo all’interno, e la cavità più consistente può accogliere fino a 7 persone.

    Gli alberi monumentali, veri custodi silenziosi della storia e della biodiversità, sono oggi minacciati da incuria, urbanizzazione selvaggia, cambiamenti climatici e atti vandalici. Ogni ramo spezzato, ogni radice calpestata, è una ferita inferta a secoli di vita. Rispettare le norme che li proteggono non è solo un obbligo legale, ma un dovere morale verso il nostro passato e il futuro delle nuove generazioni. Osservarli, conoscerli, difenderli: questi alberi non chiedono parole, ma gesti consapevoli.
    (Vai alla scheda degli Alberi monumentali in Campania. Clicca)

    Maiorano di Monte (Dragoni), Il Cerro monumentale
    Maiorano di Monte (Dragoni), Il Cerro monumentale
    Alvignano, l'Alloro in località Pratillo
    Alvignano, l’Alloro in località Pratillo
    Alife, il Platano di Piazza XIX Ottobre
    Alife, il Platano di Piazza XIX Ottobre

     

     

    alberi monumentali Alife Alto Casertano alvignano censimento cerro cipresso ecologia Matese pieidmonte matese platano rovere san gregorio matese tutela

    Articoli correlati

    Andrea, da Alife a Dubai. La speranza nel futuro, la preoccupazione del presente

    5 Marzo 2026

    Alife, in scena “Nu spusaliziu scombinatu”: risate e riflessione per celebrare la donna

    4 Marzo 2026

    “Volti di luce”: dalla Quaresima di Treglia un ponte verso il Togo

    2 Marzo 2026

    Antimo Casertano e Daniela Ioia: “il teatro come atto civile”. I due attori a Piedimonte Matese

    2 Marzo 2026
    Leave A Reply Cancel Reply

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    About Us
    About Us

    Clarus è una testata registrata presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con n.613 del 17/02/2004, con sede in via Scorciarini Coppola
    n. 234 - 81016 Piedimonte Matese.
    C.F. 82030210619
    Direttore responsabile Maria Grazia Biasi.

    Siti web diocesani
    Diocesi di Alife-Caiazzo
    Biblioteca Diocesana San Tommaso D'Aquino

    Our Picks

    Assisi, 21 febbraio 2026: esposizione delle spoglie di San Francesco

    23 Febbraio 2026

    Vaticano, 11 febbraio 2026. Madonna di Lourdes

    18 Febbraio 2026

    Milano, 6 febbraio 2026: Olimpiadi invernali Milano-Cortina

    6 Febbraio 2026
    New Comments
    • Laura Alfano su Le caramelle di Nogaro. La dolcezza di un magistero rivolto a tutti, senza distinzioni di razza, religione, pensiero politico
    • Luigi su “Dalla laurea alle stelle” la storia di Matilde Italiano, da Piedimonte Matese a Zurigo
    • angelo papale su Civiltà transumanti. Il film di Anna Kauber in anteprima nazionale a Piedimonte Matese
    • Domenico su Presentato alla stampa molisana il Parco Nazionale del Matese
    Facebook X (Twitter) Instagram Pinterest
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Privacy Policy
    © 2026 ThemeSphere. Designed by ThemeSphere.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

     

    Caricamento commenti...