Il diario quotidiano di Chiara Miraglia, Eliana Siciliano e Nicola Tartaglia al primo Giubileo dedicato ai missionari digitali e influencer cattolici. Protagonisti di un momento epocale per la Chiesa che si immerge nel mondo digitale, con figure competenti, per annunciare il Vangelo. I tre giovani, provenienti dalle parrocchie di Mondragone, nella Diocesi di Sessa Aurunca fanno parte del progetto Shine to Shire della CEI promosso da Sovvenire in collaborazione con l’Università Cattolica.
di Nicola Tartaglia
Domenica 27 luglio 2025
Ci siamo! È iniziata l’avventura a Roma per il Giubileo dei Missionari Digitali e degli Influencer Cattolici. Siamo arrivati nel tardo pomeriggio alla Fraterna Domus, un posto super tranquillo immerso nel verde. Appena sistemati, ci hanno consegnato due kit fighissimi: Il primo è quello del Giubileo generale: dentro ci sono una maglia verde, una maglia bianca, una borraccia, un rosario a bracciale, una bandana, un cappellino e una sacca. Poi è arrivato anche il kit del Giubileo dei Missionari Digitali e degli Influencer Cattolici: una maglia dedicata, un braccialetto, un power bank, un ventilatore portatile, una torcia, una lampadina per la veglia e una spilla. Ma non è finita qui: insieme ai kit ci hanno consegnato anche il nostro Vip Pass e la polo ufficiale del progetto “Shine to Share”.
Pronti a portare luce, sorrisi e contenuti pieni di senso.
Lunedì 28 luglio 2025
Sveglia all’alba: colazione e via verso Roma.
Siamo arrivati alla LUMSA, dove il team ShineToShare, insieme a don Riccardo Pincerato (Responsabile del Servizio Nazionale per la Pastorale giovanile), ci ha accolti con un caloroso benvenuto. Durante l’incontro, don Riccardo ha sottolineato quanto sia importante la comunicazione e come vada fatta al meglio. Dopo un primo saluto, ci siamo spostati all’Auditorium di via della Conciliazione per la sessione di apertura del nostro Giubileo. L’incontro è stato aperto dal Cardinale Pietro Parolin (Segretario di Stato), che ha parlato di come il mondo digitale possa essere uno strumento per comunicare la fede, attraverso la testimonianza della verità. Subito dopo è intervenuto il Vescovo Mons. Rino Fisichella pro-prefetto del Dicastero per la Nuova Evangelizzazione (responsabile dell’organizzazione del Giubileo), che ha detto una frase che ci ha colpiti: “Il mondo di oggi non ascolta gli influencer, ascolta i testimoni. E quando ascolta gli influencer è perché sono testimoni.” La sessione è proseguita con Paolo Ruffini (prefetto del Dicastero per la Comunicazione), che ci ha invitato a seminare speranza e a prenderci cura del “virus” della divisione. Ci ha ricordato che non dobbiamo mai separarci dalla comunità: la fede unisce e forma legami veri. A chiudere la sessione è stato Mons. Lucio Adrian Ruiz (Segretario del Dicastero per la Comunicazione), che ci ha lasciato con un messaggio forte: la nostra missione non è solo produrre contenuti, ma incontrare le persone. La mattinata è continuata con l’intervento di padre David McCallum (direttore esecutivo del programma formativo Discerning Leadership Program), dal titolo “Connessi dalla Parola”. Ci ha ricordato che dobbiamo andare oltre il Wi-Fi e gli hashtag, perché oggi è la Parola di Dio che ci unisce davvero.
Siamo chiamati a essere luce, sale, fiamma viva che arde.
Dopo il coffee break, è intervenuto padre Antonio Spadaro (Sottosegretario del Dicastero Vaticano per la Cultura e l’Educazione), che ci ha lasciato con alcune domande forti, da tenere a mente ogni volta che pubblichiamo qualcosa: Nasce dal fuoco che senti dentro o dalla paura di non essere visti? È un gesto d’amore o solo un modo per far crescere il tuo profilo?
Poi abbiamo ascoltato alcune riflessioni sulla presenza della Chiesa nel digitale.
È emerso un punto chiave: la comunicazione ecclesiale non è mai solo trasmissione di dati, ma è creazione di legami. Alcuni spunti chiave emersi da #Digitalismissio: Il digitale non è solo un media, ma una cultura, un modo di vivere insieme. Il mondo digitale è un vero territorio di missione, dove tante persone cercano Dio. La missione digitale richiede intenzionalità, comprensione e formazione. La cultura digitale dovrebbe promuovere la sinodalità: ascoltare e condividere. Successivamente ci siamo divisi in gruppi per confrontarci tra noi, partendo da una domanda importante: Cosa implica essere completamente presenti come Chiesa nella cultura digitale? Un momento di scambio vero, per riflettere insieme su come abitare il digitale con autenticità e fede. Dopo pranzo, nel pomeriggio, una bella tavola rotonda ci ha fatto scoprire i Santi come veri “influencer di Dio”: Carlo Acutis, Chiara Corbella, Pier Giorgio Frassati e suor Claire Crockette. Abbiamo ascoltato le famiglie raccontare le loro storie.
Da qui è nata una domanda che ci ha fatto riflettere: Perché non possiamo fare anche noi quello che hanno fatto loro? E se avessero avuto i nostri social, come li avrebbero usati? Abbiamo continuato il confronto in gruppi, parlando di cosa significhi vivere la santità oggi e delle sfide della missione digitale.
Durante la giornata ci sono stati vari interventi, tra cui quello di Father Sandesh Manuel, che ha cantato la sua canzone “Carlo Acutis pray for us” creando un’atmosfera di festa unica; è toccato poi a Jonathan Roumie, il protagonista della serie The Chosen e il sacerdote influencer statunitense Don Michael Schmitz.
La giornata si è chiusa nel modo più profondo possibile: un’Ora Santa e una Liturgia Penitenziale nella Basilica di San Pietro, guidate dal Cardinale José Cobo Cano, arcivescovo metropolita di Madrid. Un’esperienza intensa e commovente, che ci ha aiutato a ritrovare il senso più vero di questa missione.
Siamo rientrati alla Fraterna Domus stanchi, ma felici. Non è stato solo un giorno pieno di eventi, ma un primo passo dentro qualcosa che sentiamo importante, bello e vivo.
