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Fiaccolata della Pace a Piedimonte Matese: illuminando la memoria e la speranza

Appuntamento in Villa Comunale e poi per le strade cittadine fino a Piazza Europa per piantare un albero, segno di pace e di futuro

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Caterina Messercola – La giornata di martedì 14 ottobre si è dischiusa sotto un cielo limpido e terso, pervaso da un’atmosfera di attesa che ha avvolto i giovani studenti di Piedimonte Matese. Accompagnati con cura dai loro docenti e dai dirigenti scolastici e delegati, hanno acceso nella cornice dei Giardini Egg (Villa Comunale) la Fiaccola della Pace, dando avvio a quel cammino simbolico che, da dieci anni, intesse un legame profondo tra scuole, istituzioni e cittadini nel segno indelebile della memoria, del coraggio civile e della responsabilità condivisa.

Per la quinta volta, la Fiaccola della Pace del III Millennio – progetto di ampio respiro promosso dal Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato, presieduto con dedizione da Agnese Ginocchio – è giunta a Piedimonte Matese, portando con sé un messaggio universale di fratellanza. Quest’anno, l’iniziativa ha voluto rendere omaggio al decennale dal suo storico avvio, avvenuto durante le solenni celebrazioni per il centenario della fine del Primo Conflitto Mondiale, quella guerra devastante che avrebbe dovuto insegnare all’umanità il valore supremo della pace.

Alla manifestazione hanno preso parte l’I.C. “Matese”, il liceo “G. Galilei” e gli istituti “V. De Franchis”, “G. Caso” e l’I.S.I.S.S. Piedimonte Matese, ciascuno portando la propria voce e il proprio contributo di riflessione. La Fiaccola è stata accesa nei Giardini Egg e ha attraversato il cuore pulsante della città, sostando in luoghi carichi di significato: Piazza Carmine, il Teatro Mascagni e infine Piazza Europa, dove studenti e cittadini hanno condiviso momenti di riflessione collettiva, passando la fiaccola da una scuola all’altra in gesto di continuità e testimonianza generazionale.

Durante il percorso, le voci dei ragazzi si sono intrecciate in un unico, potente messaggio: non possiamo e non dobbiamo restare indifferenti di fronte alle guerre che ancora oggi devastano il mondo e lacerano tessuti sociali e umani – dal Sudan martoriato all’Ucraina ferita, dal Medio Oriente in fiamme alle numerose regioni dell’Africa dimenticate dai riflettori mediatici.

 I contributi di alunni, studenti e docenti
Gli Alunni dell’I.C. “Matese” hanno toccato il cuore dei presenti ricordando il potere trasformativo delle parole, quelle “parole che costruiscono pace”, una pace tessuta con i fili sottili ma resistenti dei piccoli gesti quotidiani di gentilezza, di ascolto autentico e di rispetto reciproco. “La pace ha tutti i colori, tutti i volti, ma un solo cuore”, hanno affermato con convinzione. Le loro parole, cariche di speranza, sono state seguite da una toccante preghiera a San Francesco, patrono universale della pace e della fraternità.

Gli studenti dell’Istituto Tecnico Industriale “G. Caso” e dell’I.S.I.S.S. Piedimonte Matese hanno invece sottolineato con fermezza come “la pace sia un diritto universale inalienabile e la giustizia la sua condizione essenziale e imprescindibile”, ricordando che non ci può essere vera pace senza equità sociale. La sensibilità dei ragazzi ha mosso il cuore di tutti i presenti, dando inizio ad un momento di riflessione collettivo.

Il Liceo “G.Galilei”, accompagnato dai cartelloni e degli striscioni eloquenti e carichi di speranza realizzati dagli studenti dell’indirizzo artistico, ha portato una riflessione di natura filosofica, citando pensatori del calibro di Kant, Erasmo da Rotterdam, Locke e Aristotele, per ribadire con forza l’importanza vitale del dialogo, della libertà di pensiero, della compassione autentica e della memoria storica. In un momento particolarmente intenso, i ragazzi hanno anche evocato le memorabili parole del Presidente Partigiano Sandro Pertini: ”Si svuotino gli arsenali, si riempiano i granai”, un monito che risuona oggi più che mai attuale, invitando l’umanità a scegliere la vita sulla morte, il nutrimento sulla distruzione.

L’istituto “De Franchis” ha infine posto l’attenzione su una questione contemporanea e urgente: l’uso dei social media, evidenziando con lucidità come spesso essi estremizzino e distorcano la realtà, creando divisioni artificiose. Con un appello accorato, hanno invitato tutti a ritrovare il coraggio di tornare a vivere con autenticità e presenza il mondo reale, fatto di relazioni genuine e contatti umani veri.

In chiusura, Emilio Iannotta, in rappresentanza dell’amministrazione comunale di Piedimonte Matese, ha ricordato l’importanza fondamentale di coltivare la pace e la libertà partendo dalle piccole cose quotidiane, dallo studio appassionato e dalla conoscenza profonda, strumenti indispensabili per una vita autenticamente libera da ogni catena, sia fisica che mentale.

Don Armando Visone, parroco di Ave Gratia Plena, portando nel cuore il ricordo commosso di tutte le vittime innocenti delle guerre passate e presenti, ha ricordato che la pace si costruisce anzitutto nei nostri cuori, prima ancora che nelle istituzioni: ”La guerra è anche offendere, discriminare, escludere chi è diverso  da noi”, ha ammonito, invitando ciascuno a un esame di coscienza personale.

La mattinata si è conclusa con l’inaugurazione dell’Albero della Pace in Piazza Europa, benedetto da Don Armando Visone. Sono stati poi consegnati i diplomi di partecipazione alle scuole presenti, all’amministrazione e alla rappresentanza parrocchiale, riconoscimento tangibile dell’impegno profuso, e firmato il riconoscimento dello Stato di Palestina da parte dell’amministrazione e della comunità parrocchiale, in un gesto di solidarietà internazionale di affermazione del diritto all’autodeterminazione dei popoli.

 Il messaggio della fiaccola della pace 
La Fiaccolata della Pace ci ricorda, con forza e dolcezza, che la speranza e la luce non sono lontane o impossibili da raggiungere, né sono astrazioni utopiche: nascono nei cuori pulsanti di chi sceglie ogni giorno, con determinazione e coraggio, di ascoltare prima di giudicare, comprendere prima di condannare, amare prima di escludere.

Queste scelte si propagano come un piccolo fuoco che, passo dopo passo, scintilla dopo scintilla, può illuminare il mondo intero, dissipando le tenebre dell’odio e dell’incomprensione.

In ogni gesto di gentilezza gratuita, in ogni parola di dialogo costruttivo e in ogni azione che rispetta e valorizza l’altro nella sua diversità, la pace prende forma concreta e diventa realtà tangibile, dimostrando con evidenza cristallina che anche le comunità più piccole e apparentemente periferiche possono contribuire in modo significativo a costruire un futuro di armonia universale e fratellanza autentica.

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