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A Piedimonte Matese va in scena “Mare Mostrum”, il dramma dei migranti e la gioia di una nuova vita

Sul palco dell'oratorio San Domenico Savio gli attori della onlus Black&White e i missionari Comboniani guidati da padre Daniele Moschetti

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Mare è incertezza, ma la terra di più; mare è burrasca, ma la loro terra di più; mare è possibilità di morte, ma il paese da cui partono è certezza di morte. Sono le ragioni, solo alcune che spingono in tanti ad imbarcarsi per trovare lontano da casa la vita che sognano, superando gli incidenti di percorso – previsti o inaspettati – che mettono alla prova quel desiderio forte di sopravvivere ed essere felici. Lo racconta Mare Mostrum, il recital scritto da Salvatore Nappa (anche regista) e Dalila Hiaoui che andrà in scena sabato 25 ottobre alle 20.00 nel teatro dell’oratorio San Domenico Savio a Piedimonte Matese. E a raccontare tutto questo ci saranno loro, uomini e donne protagonisti delle traversate in mare o i figli di chi è partito per un futuro migliore: oggi sono i membri della onlus Black&White nata per l’azione missionaria dei Padri Comboniani (anche loro sul palco a recitare) a Castel Volturno, una delle tante realtà che testimonia il riscatto di chi ha trovato una mano tesa sopra il mare della disperazione.

L’evento si inserisce nella programmazione dell’Ufficio Missionario della Diocesi di Alife-Caiazzo per il mese che la Chiesa Cattolica celebra come “ottobre missionario”, dedicato cioè alla preghiera particolare e all’impegno concreto a favore della tante situazioni di disagio e povertà distribuite nel mondo e a sostegno dei missionari impegnati ad ogni latitudine per portare speranza attraverso opere di carità e sociali, progetti scolastici e sanitari…

Mare Mostrum è la sintesi di un dramma collettivo, che abbraccia da decenni centinaia di migranti: in esso si ritrovano storie di gente in fuga da guerre civili, povertà, soprusi, cambiamenti climatici. Parole, musica, poesia, cinema e letteratura si fondono nella proposta firmata dal regista Nappa. Il racconto entra nei dettagli delle lunghe traversate in mare, dei cammini nei deserti, della prigionia, della fame e degli stenti sofferti sulla terra o sui barconi tra le onde del Mediterraneo. Il rischio è il sottile filo rosso che accompagna la narrazione dall’inizio alla fine, anche quando è il momento di mettere piede sulle sponde del nostro Paese.

Ma Mare Mostrum è anche un’esplosione di energia, voglia di vivere e cancellare le ferite che risiedono negli occhi e nel cuore dei migranti portando in superficie l’essenza più autentica della martoriata terra africana. Lo spettacolo che l’Ufficio Missionario ha scelto di proporre al territorio è un esempio di integrazione artistica, musicale, sociale e culturale che ha dato la possibilità agli attori africani e italiani in campo di rappresentare un’altra Africa, diversa dal luogo comune narrato da giornali e tv; è un’Africa pulita e vera che lotta ogni giorno per uscire dal degrado e dalla miseria sempre con la Speranza nel cuore e con il desiderio di un futuro migliore. Sempre per costruire un grande sogno: La “Convivialità delle Differenze” e per un mondo migliore.

Durante la serata saranno raccolte delle offerte da destinare a progetti di ricostruzione per Gaza promossi da Caritas Italiana.

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