Nel rione Vallata, da sabato 13 dicembre e per tutto il periodo natalizio, presso il battistero del Santuario di Ave Gratia Plena è possibile ammirare Imago Dei – Ecce Agnus, gruppo scultoreo firmato da Francesco Ciardiello, artista piedimontese più volte raccontato sulle pagine di Clarus per il suo originale percorso umano e professionale che lo vede ormai attestato e ricercato artista di opere sacre ma anche significativi monumenti civili.
Quest’ultimo lavoro già precedentemente esposto in Terra Santa, a Roma e a Napoli propone una sintesi potente tra il mistero dell’Incarnazione e quello della Redenzione, offrendo una lettura teologicamente densa della figura di Cristo come Agnello di Dio. “Gesù è raffigurato fanciullo, nudo nella sua essenzialità antropologica” spiega l’autore, “non come segno di ingenuità, ma come manifestazione della pienezza ontologica”. Una scelta che colloca fin dall’origine il destino salvifico al centro della rappresentazione, in un tempo teologico che tiene insieme il “già” e il “non ancora”.
Grande l’interesse del pubblico per le opere e per il percorso di un artista cresciuto nello storico laboratorio di famiglia, dedito alla lavorazione del marmo, attivo dal 1969, dove Ciardiello ha iniziato a lavorare sin da giovanissimo, decidendo poi di perfezionarsi con gli studi di arte. Per Francesco diverse esperienze formative e professionali in giro per l’Italia e all’estero, perfezionando la tecnica manuale e quella digitale e unendo entrambe nei risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
Nel santuario di Ave Gratia Plena, sulla sinistra, appena varcata la soglia ingresso, ci si imbatte dunque in questo manufatto: Cristo e l’Agnello avanzano, con lo sguardo proteso in avanti “rivolti nella stessa direzione (…), verso il destino che li attende”, spiega Ciardiello. Tra i segni dell’opera, i capelli lunghi, in movimento, mossi da un vento che allude alla presenza dello Spirito Santo; e poi “nella mano, il globo crucigero afferma la regalità universale di Cristo, sottraendola però a ogni lettura trionfalistica. Il Re del mondo è colui che si offre: il globo non è segno di possesso, ma di responsabilità cosmica, e la sua forma perfetta entra in dialogo con la presenza dell’agnello, rendendo visibile il legame tra creazione e redenzione”, continua l’artista. Il sudario, calante verso terra, indica che la morte è vinta.
Ancora una forte manifestazione espressiva di Francesco Ciardiello, rivelatrice non solo di uno innato, ma di un percorso che unisce arte e fede, competenze e prospettive in un giovanissimo destinato a donare ancora molto alla scena, sia da un punto di vista estetico che dei più intriseci contenuti, confermando all’arte la sua missione educante.
Dal disegno preparatorio, alla lavorazione, all’esposizione in AGP del gruppo scultoreo di Francesco Ciardiello.


















