Home Chiesa e Diocesi Giubileo, il vescovo Giacomo Cirulli chiude l’Anno Santo nelle Diocesi dell’Alto Casertano

Giubileo, il vescovo Giacomo Cirulli chiude l’Anno Santo nelle Diocesi dell’Alto Casertano

Nelle tre cattedrali di Alife, Teano e Sessa Aurunca la celebrazione di chiusura dell'Anno Santo della Speranza aperto da papa Francesco la notte di Natale del 2024. Sarà Papa Leone a chiudere la Porta Santa il prossimo 6 gennaio

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A partire da questa sera e poi nella giornata di domani 28 dicembre il vescovo Giacomo Cirulli chiuderà il Giubileo della Speranza nelle Diocesi di Alife-Caiazzo, di Teano-Calvi e di Sessa Aurunca. Dopo l’apertura dell’Anno Santo della Speranza, celebrata in maniera solenne nelle tre Cattedrali diocesane, dopo i momenti di fede e spiritualità vissuti dalle comunità parrocchiali in Giubileo a Roma o nelle locali Cattedrali e dopo il Giubileo interdiocesano vissuto a Roma mercoledì 10 settembre, arriva il momento che conclude questo particolare tempo di grazia e di speciale incontro con la misericordia di Dio.
Questa sera (sabato 27 dicembre) alle 18.00 l’intera Diocesi di Alife-Caiazzo – sacerdoti, religiosi, fedeli – si ritroverà con il Pastore nella Cattedrale di Alife: sarà un momento per dire “grazie” a Dio dell’esperienza condivisa come Chiesa localmente e in maniera universale, ma anche per meditare sul cammino compiuto, ossia quel quel pellegrinaggio interiore verso Dio che attraverso alcuni segni e impegni come il passaggio della Porta Santa nelle Basiliche romane, il sacramento della Confessione e l’accostamento ai Sacramenti, ha significato un cambiamento nella vita dei credenti.
Domani, domenica 28 dicembre, il Vescovo presiederà le Messe di chiusura del Giubileo nella Cattedrala di Teano alle 16.30 per la Diocesi di Teano-Calvi, e nella Cattedrale di Sessa Aurunca alle 18.00 per la Diocesi di Sessa Aurunca.

È ancora vivo nel ricordo delle tre Diocesi altocasertane il pellegrinaggio a Roma, e per molti il primo incontro con Papa Leone dopo l’elezione avvenuta lo scorso 8 maggio dai Cardinali riuniti in Conclave. Era il 10 settembre infatti quando circa 3000 pellegrini, accompagnati dai parroci, si sono ritrovati in Piazza San Pietro con il vescovo Cirulli per seguire l’udienza del Santo Padre, una delle catechesi sul tema “Gesù Cristo nostra speranza”. In quella giornata, al centro della meditazione di Leone XIV il vangelo della morte di Gesù: “Nel viaggio della vita, ci sono momenti in cui trattenere tutto dentro può consumarci lentamente”, così il Pontefice sottolineando più volte il legame tra il grido di aiuto e la speranza. “Gesù ci insegna a non avere paura del grido, purché sia sincero, umile, orientato al Padre. Un grido non è mai inutile, se nasce dall’amore. E non è mai ignorato, se è consegnato a Dio. È una via per non cedere al cinismo, per continuare a credere che un altro mondo è possibile” (leggi il testo integrale).
La pioggia battente che aveva accompagnato l’attesa del Santo Padre, si interrompeva durante la catechesi che il Pontefice rivolgeva alla affollata Piazza, per poi riprendere al termine, poco prima che i fedeli si mettessero in fila per attraversare la Porta Santa.
I pellegrini dell’Alto Casertano, dopo aver fatto il loro ingresso in Basilica, partecipavano alla Santa Messa presieduta dal loro Vescovo all’Altare della Confessione. “Come stamattina ci ha ricordato Papa Leone, vivere secondo la strada della Croce: fare sulla terra, nell’esperienza umana di ogni giorno, la volontà di Dio”, le parole con cui Mons. Giacomo Cirulli scavava nelle coscienze dei fedeli per seminare la parola dell’impegno evangelico che il Giubileo della Speranza ha richiamato a gran voce nel ricordare a tutti che la relazione con Dio si compie nell’esperienza di ogni giorno, si costruisce nelle azioni e relazioni quotidiane che edificano la pace, concretizzano la carità.

Si chiude un anno intenso; si apre un tempo “oltre la soglia”: che sia stato di profondo cambiamento, di inversione di rotta, di rinascita, ciascuno saprà da dove ripartire, come continuare il proprio cammino: la bussola e la luce restano nella Parola di Dio, nei sacramenti, nel silenzio del cuore.

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