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    Home»occhio allo schermo»Antimo Casertano e Daniela Ioia: “il teatro come atto civile”. I due attori a Piedimonte Matese
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    Antimo Casertano e Daniela Ioia: “il teatro come atto civile”. I due attori a Piedimonte Matese

    Domenica 15 marzo alle 19.30 presso l’Auditorium comunale Sveva Sanseverino lo spettacolo “Facimm e’ cunti” tratto dalle novelle di Giambattista Basile
    Noemi Riccitelli2 Marzo 2026Nessun commento

    Prosegue la seconda stagione della rassegna teatrale “Qui ed Ora”, curata e organizzata dall’Associazione culturale RespirArti (qui i dettagli), con la direzione artistica di Luigi De Sanctis e Vincenzo Di Marco.
    Dopo gli appuntamenti di ottobre e gennaio, la kermesse teatrale dà appuntamento al prossimo 15 marzo alle ore 19:30, quando presso l’Auditorium comunale Sveva Sanseverino di Piedimonte Matese andrà in scena lo spettacolo “Facimm ‘e cunti”, tratto dalle novelle del Cunto de li cunti di Giambattista Basile e scritto e diretto da Antimo Casertano, che ne è anche protagonista insieme a Daniela Ioia.

    Daniela Ioia e Antimo Casertano in “Facimm ‘e cunti” (courtesy of Luigi De Sanctis)

    I due interpreti, volti noti al grande pubblico anche perché protagonisti della seguitissima soap opera di Rai3, Un posto al sole, hanno risposto ad alcune domande sulla loro carriera, l’arte e il legame profondo con il teatro.
    Una conversazione naturale e piacevole con due professionisti appassionati ed entusiasti del loro lavoro e della loro vita.

    Entrambi avete una formazione prevalentemente teatrale, da dove e come nasce la passione per la recitazione?
    Antimo Casertano: Per me sin da bambino. D’estate, quando andavo in vacanza con la mia famiglia in questo villaggio turistico di Varcaturo, c’era un animatore che organizzava rappresentazioni ed eventi per intrattenere i vacanzieri e io, avendo un carattere estroverso, mi lasciavo coinvolgere. Una volta mi propose di interpretare lo “scugnizzo” e mi fece recitare La festa di Piedigrotta di Raffaele Viviani, che per me divenne un ritornello, un ritmo familiare…
    Con il passare del tempo, dato che anche mia madre si occupava di teatro amatoriale, le chiesi di prendere parte ad uno dei suoi spettacoli: dopo una serata, fui notato da un regista teatrale che mi propose di interpretare Pulcinella nella sua commedia.
    In seguito, ho iniziato a scrivere anche una mia opera, per la quale ho vinto un premio e così la recitazione è diventato il mio lavoro, cui ho dedicato studio e impegno, con il mio ingresso all’Accademia del Teatro Bellini di Napoli.
    Daniela Ioia: Per me, invece, tutto è iniziato a scuola. La scuola è la prima comunità in cui ci misuriamo con un gruppo sociale diverso dalla famiglia, quindi ero sempre pronta a partecipare a saggi, recite, mi piaceva. Poi, a 15 anni, ho vinto un provino per un ruolo nella mia prima esperienza con una compagnia di attori professionisti, interpretavo Pupella in Miseria e Nobiltà, e da lì non ho mai più smesso.

    Il 15 marzo sarete a Piedimonte Matese con lo spettacolo Facimm ‘e cunti, tratto dalle novelle del Cunto de li cunti di Giambattista Basile, un classico della tradizione letteraria napoletana. Perché avete deciso di riprendere proprio quest’opera? Com’è stato lavorare sulla drammaturgia e insieme come interpreti?
    Antimo Casertano: In realtà lo spettacolo nasce dalla volontà di non “buttare via” nulla anche dal punto di vista artistico: nella nostra società consumistica in cui sembra che sia necessario sempre produrre e creare qualcosa di nuovo, credo che la preziosità di un’opera possa emergere soprattutto se la coltiviamo e la facciamo maturare nel tempo.
    Avevo già lavorato alle novelle di Basile per un altro spettacolo, le conosco bene e, inoltre, sono già complete e uniche così, le ho solo riadattate dal punto di vista linguistico per renderle fruibili e contemporanee, inserendole nella cornice di questi due genitori che cercano di far addormentare il proprio figlio, ricorrendo a delle favole.
    Lavorare insieme è stato divertente e il fatto di essere una coppia anche nella vita reale aiuta la nostra sintonia e complicità sul palcoscenico.
    Daniela Ioia: Confermo il nostro feeling, il nostro ritrovarci in modo naturale anche sul palco, siamo nati come coppia a teatro, pensa che il nostro primo spettacolo insieme è stato Gli innamorati di Carlo Goldoni.
    Per quanto riguarda il lavoro sulle novelle, è stato divertente e stimolante, è un modo di fare teatro che ora si è un po’ perso, un modo di recitare favolistico, è la Commedia dell’Arte senza maschere.   

    Un altro spettacolo che interpretate insieme a teatro è Mare di ruggine – La favola dell’Ilva, (pluripremiato con il Premio ANCT 2025, il Premio Fersen), che ha al suo centro le vicende dell’ex-Ilva di Bagnoli. In questo caso il teatro si sposta dall’intrattenimento alla denuncia sociale. Secondo voi, l’arte è un atto civile, politico?
    Daniela Ioia: L’arte deve smuovere le coscienze, dare nuove prospettive al pubblico, scuoterlo, altrimenti non ha senso. Quindi sì, per me l’ABC dell’arte è proprio la società, anzi, è necessario che l’ispirazione artistica sia libera di potersi esprimere e trattare di temi scomodi, di cui non tutti hanno il coraggio di parlare.
    In realtà credo che tutto ciò che sia prodotto e abbia come fine il miglioramento dell’individuo e della comunità, attraverso la bellezza, sia un modo di fare politica.
    Antimo Casertano: Sono d’accordo. Per me il teatro è soprattutto un atto politico: al momento, anche quando scrivo, non riesco a pensare a qualcosa che abbia a che fare solo con la pura fantasia, la mia ispirazione ha avvio da qualcosa di concreto, di necessario.
    Andare sul palco significa schierarsi in maniera poetica, soprattutto oggi.

    Ve lo chiedo perché nell’ultimo anno, in contesti artistici (soprattutto festival cinematografici) si è tentato di estraniare l’arte dalla politica…
    Daniela Ioia: È impossibile. Ritornando a Basile, le sue novelle hanno tutte una morale e danno un insegnamento, anche quella è politica.
    Antimo Casertano: Ma anche in passato era così, con Molière che prendeva in giro i potenti con le sue satire… Per noi il teatro ha un grandissimo valore civile, pone degli interrogativi, l’attore sale sul palco e ti fa riflettere.
    Daniela Ioia: Sì, anche se non si è d’accordo con quello che si sta vedendo, ma almeno lo spettatore si fa delle domande…
    Antimo Casertano: Assolutamente sì, anzi, evviva il non essere sempre d’accordo, bene che ci sia alterità di visioni e punti di vista, altrimenti ci si accomoda nelle proprie convinzioni, invece così prende avvio un processo di reciprocità.

    Pasolini nei suoi Dialoghetti sul teatro e sul cinema chiede a Ninetto Davoli che differenza c’è tra un uomo nella realtà e quello stesso uomo rappresentato al cinema o al teatro… Secondo voi?
    Antimo Casertano: Guarda, per me deve esserci sempre una trasformazione, soprattutto a teatro: in quella scatola nera che il palcoscenico è, l’uomo-attore diventa strumento di un’ispirazione, di una storia, della stessa vita che ci troviamo a vivere, operando una trasformazione che però non è semplicemente rappresentazione della realtà, ma che proprio attraverso la materia teatrale diventa quel “altro”, quel “diverso” attraverso cui chi guarda dal pubblico può riconoscersi.
    Daniela Ioia: Sì, anche per me cambia. L’uomo nella rappresentazione teatrale si pone a servizio degli altri, di sentimenti, di storie che sono poi di tutti.

    Avete registi o attori di riferimento, con cui vi piacerebbe lavorare?
    Antimo Casertano:
    Al teatro sicuramente Carlo Cerciello, di cui condivido poetica e impostazione, ma anche Emma Dante; poi ho avuto l’opportunità di lavorare con Romeo Castellucci allo spettacolo Bros, un’esperienza unica e veramente catartica.
    Mentre al cinema ultimamente mi sono appassionato a Wes Anderson.
    Daniela Ioia: A me piacerebbe molto lavorare con Elio Germano e Vanessa Scalera, e anche Luca Marinelli, Fabrizio Gifuni; tra i registi invece ammiro molto Marco Bellocchio, i Mainetti… E, poi, beh, ultimamente ho anche recitato con Whoopy Goldberg (qui), un’esperienza fantastica!

    Noemi Riccitelli

    Info e biglietti per lo spettacolo ai numeri: 329 062 7307 – 342 097 3371.
    A settembre i due attori saranno al Teatro Bellini di Napoli con Mare di Ruggine -La favola dell’Ilva.

    La locandina dello spettacolo Facimm ‘e cunti
    I due attori in scena (courtesy of Luigi De Sanctis)
    Il programma della rassegna teatrale “Qui ed Ora”
    I due attori in scena (courtesy of Luigi De Sanctis)
    antimo casertano arte daniela ioia giambattista basile teatro

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