
Una comunità che si adopera, che si stringe nella preghiera, nella solidarietà e nella comunione di forze. A Treglia, frazione del Comune di Pontelatone, nella Parrocchia Maria SS. del Carmine, la Quaresima si vive attraverso le idee dei giovani collaboratori parrocchiali, accompagnati da don Rodolfo Fumante, unitamente ai volontari del servizio civile universale della Pro Loco La Trebulana APS. I ragazzi, già da diversi anni coinvolti nella preparazione del periodo più importante per la cristianità e abituati all’animazione liturgica, hanno costruito la loro riflessione e ne hanno fatto scaturire un impegno concreto per il periodo quaresimale.

L’impegno
Si tratta dell’iniziativa “Volti di luce: un dono per ogni bambino”, una raccolta di beneficenza il cui ricavato raggiungerà il Togo nella prossima missione di AfriCare Ubuntu ODV, associazione che fa capo al compaesano dott. Antonio Carusone, che ne è presidente e fondatore. “Ubuntu, nella lingua locale, è un concetto più che una parola. Sta a significare ‘io sono perché noi siamo’ e questa è diventata la nostra mission. Prestiamo assistenza medica in villaggi togolesi ma ci auguriamo di raggiungere anche il Burkina Faso, che vive una situazione politica complicata. Negli anni abbiamo anche sostenuto economicamente la costruzione di pozzi, la cura di orfanotrofi, spese per l’istruzione, interventi chirurgici e distribuito cibo, indumenti, medicinali e giocattoli”, le parole del medico che da anni fa la spola tra l’Italia il Togo portando anche l’aiuto dei cittadini di Treglia. Ad occuparsi della raccolta sono coinvolti i volontari della Pro Loco La Trebulana APS. Il progetto si dimostra un’azione sinergica, un perfetto ingranaggio, che ingloba differenti sfere della comunità, unite nel veicolare il messaggio evangelico della seconda domenica di Quaresima appena celebrata: Gesù trasfigurato, dal volto radiante di luce, il Figlio amato, ci mostra la sola via da seguire: “Ascoltatelo”.
Digiuno, preghiera, carità: tutto parte da qui
La riflessione che ha coinvolto i più giovani è condivisa dalle parole del giovane Giovanni Natale, originario della frazione di Treglia, coinvolto nell’Anno propedeutico presso il Seminario Vescovile di Pozzuoli: “In un mondo percorso da crescente odio, tracotanza e avidità di potere, le barriere culturali, sociali e politiche posso diventare un pesante limite per comunicazione, comprensione e altruismo. Come nell’episodio della Samaritana, ci viene insegnato innanzitutto a mettere da parte il pregiudizio e le congetture imposte dalla società e che chiunque può diventare messaggero della salvifica acqua viva. I quaranta giorni che ci predispongono al Triduo pasquale e che ci invitano ad accogliere, con animo rinnovato, la venuta del Cristo risorto, richiamano tre gesti concreti: il Digiuno, la Preghiera e la Carità. Se il digiuno ci libera dall’attaccamento alla materialità e la preghiera ci riconnette a Dio, l’elemosina ci apre ai fratelli. Donare ciò che abbiamo non è solo un atto di generosità, ma un modo per riconoscere Cristo nel volto dei più piccoli”.
Alessandra Isolda