Non è mai una Messa come le altre quella al carcere di Carinola. Sull’altare, dove non manca l’offerta del pane e del vino, salgono preghiere diverse di cui nessuno conoscerà mai il peso o il dolore, ma basta essere in quel luogo per capire che un’altra umanità – reclusa, esclusa, sofferente – cerca in Dio una risposta o un abbraccio.

Anche in questa Pasqua, come già per quelle precedenti e come a Natale, il Vescovo Giacomo Cirulli ha fatto visita alla Casa circondariale “G. B. Novelli” per portare un messaggio di speranza, per farsi annunciatore della buona notizia: “Il Signore non dimentica nessuno dei suoi figli e prima ancora che voi glielo chiediate sa bene di cosa avete bisogno”, così rivolgendosi ai detenuti durante la messa nella cappella della struttura.
Accolto in mattinata dal Direttore Stefano Martone e dal cappellano don Carlo Zampi, mons. Cirulli appena arrivato si è trattenuto in un informale scambio di saluti anche con i vicedirettori Daniela Puglia e Arturo Rubino, il comandante della Polizia Penitenziaria Egidio Giramma, la Dirigente sanitaria Antonella Migliozzi. Presente come già in altre occasioni anche il Magistrato di Sorveglianza Benedetta De Risi. Tutti hanno preso parte alla celebrazione della Messa insieme a Guardie penitenziarie, personale medico ed infermieristico, il Presidente del Consiglio comunale di Carinola Antimo Marrese, la schola cantorum Maria SS. grande ed eccelsa di Casanova di Carinola.
Con il vescovo anche i sacerdoti don Luigi Migliozzi, volontario in carcere; don Alessandro Occhibove direttore della Caritas di Alife-Caiazzo; don Giacomo Gliottone segretario di Mons. Cirulli e membro dell’equipe della Caritas diocesana di Teano-Calvi.
Tanta speranza nelle parole del Pastore, l’incoraggiamento a sentirsi ascoltati e amati da Dio “l’unico che non ci abbandona mai. In Gesù, l’esempio più alto e più autentico di chi non si sottrae nella prova anche quando nel cammino della Croce è da solo e sperimenta l’abbandono, il rinnegamento, il tradimento. La sua morte rivela la grandezza della sua misericordia verso tutti noi”.
La scena della Passione di Cristo, lì dove i discepoli sono venuti meno fuggendo la possibilità di essere al Maestro, diventa per Mons. Cirulli scena di vita quotidiana: “Ci siamo anche noi in quell’atteggiamento distante e sfuggente mentre Gesù viene arrestato e condotto alla morte: è la fragilità di noi tutti. Eppure essere discepoli – e tutti siamo chiamati ad esserlo – è un gran dono; un’esperienza bellissima”.
Altra speranza nelle parole del direttore Martone che al termine della Messa ha chiesto all’intera comunità del carcere di “essere uomini e donne migliori senza mai lasciare nessuno indietro”. Dalle sue parole il grazie collettivo ad ogni figura professionale presente nel carcere e a quanti si sono uniti alla Messa.
Poi il ringraziamento alle Diocesi di Teano-Calvi, di Alife-Caiazzo e di Sessa Aurunca per i doni consegnati al Carcere attraverso l’impegno delle Caritas diocesane che per il periodo della quaresima hanno proposto alle parrocchie una raccolta straordinaria di biancheria intima da destinare ai detenuti.
“In un periodo così significativo”, si legge nella lettera affidata al Vescovo, “queste azioni contribuiscono a portare un messaggio di speranza e a far sentire la presenza della comunità esterna, e in particolare della Chiesa, tra le mura dell’Istituto”.
Come segno di vicinanza alla comunità del Carcere e come segno che esprime la normalità della vita in queste feste, il vescovo Cirulli ha fatto dono a tutti di un uovo pasquale: oltre 700 pezzi distribuiti tra i detenuti (515) e il personale.




