
È questa una delle riflessioni emerse durante “Un click tira l’altro”, il laboratorio promosso da Clarus e condotto da Nicola Tartaglia, content creator, presso l’IC Matese di Piedimonte Matese guidato dalla dirigente Michela Visone.
Coinvolte le classi seconde della Secondaria di I grado, suddivise in due gruppi di lavoro per l’intera mattinata del 4 giugno nel grande auditorium della scuola. Partendo dal mondo dei social, i ragazzi hanno scoperto il “dietro le quinte” del web, scoprendo ciò che è invisibile: gli algoritmi (leggi articolo della rubrica). Successivamente, attraverso esempi pratici e la presentazione di NotebookLM, gli studenti hanno compreso il funzionamento dell’intelligenza artificiale generativa, scoprendo come sia in grado di elaborare informazioni, generare testi e supportare lo studio e la ricerca.
L’incontro è proseguito con un’attività laboratoriale che ha visto i ragazzi divisi in piccoli gruppi per riflettere sul significato dei social media e sul rapporto umano-intelligenza artificiale.

Prima del termine, Grazia Biasi (direttrice responsabile di Clarus), ha moderato una piccola intervista all’esperto content creator Nicola Tartaglia suscitando il dibattito tra lui e i ragazzi da cui sono emerse tante curiosità, ma anche perplessità ed errate informazioni sul mondo digital a 360 gradi: come funziona l’intelligenza artificiale? E perché ad essa si associa la preoccupazione per il consumo di acqua? l’IA sostituirà il lavoro delle persone?
Al termine dell’incontro, le parole lasciate dagli studenti – consapevolezza, cultura, algoritmo, insegnamento, virtualità, attenzione, consumo, imparare a usare l’intelligenza artificiale – hanno raccontato il senso dell’esperienza: imparare ad abitare il web in modo responsabile e umano. Riflessione che si colloca nel solco di quel pensiero critica che oggi accompagna l’uso dell’Intelligenza artificiale e a cui Papa Leone XIV ha dedicato l’enciclica Magnifica Humanitas.