
Che cosa significa essere Chiesa nel tempo che viviamo? Quale volto è chiamata ad assumere una comunità cristiana per parlare agli uomini e alle donne di oggi, raccoglierne le domande e accompagnarne le speranze?
Sono le domande che attraversano il titolo scelto per l’Assemblea interdiocesana dell’anno pastorale 2026/2027: “Chiesa, chi sei per questo tempo? Il sogno del Concilio e le strade di oggi“.
Chiamate a riflettere e ad interrogarsi sono le Diocesi di Teano-Calvi, di Alife-Caiazzo e di Sessa Aurunca convocate dal vescovo Giacomo Cirulli per venerdì 16 ottobre alle 19.00, all’Auditorium “Mons. Tommasiello” di Teano.
In apertura sarà la preghiera e l’introduzione del Vescovo; seguirà la relazione del professor Vito Mignozzi, preside della Facoltà Teologica Pugliese, cui è affidato il compito di accompagnare la riflessione a partire dalla strada che il Concilio Vaticano II tracciava e segna tutt’oggi nella Chiesa e per una Chiesa missionaria tra le strade del mondo.
Il sogno del Concilio, una strada ancora aperta
L’Assemblea si colloca nei giorni in cui la Chiesa ricorda l’anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, avvenuta l’11 ottobre 1962 con Papa Giovanni XXIII. Un evento che si inseriva nel solco della storia della Chiesa incidendo radicalmente la sua identità, ribaltando la visione di se stessa e la propria relazione con il mondo, indicando un rinnovamento da vivere non come semplice aggiornamento delle forme, ma come ritorno alle sorgenti del Vangelo e ascolto dei segni dei tempi.
Il Concilio ridisegnava l’immagine della Chiesa come Popolo di Dio, comunità nella quale tutti i battezzati condividono una dignità fondamentale e partecipano, secondo vocazioni e ministeri differenti, alla missione evangelizzatrice.
La costituzione dogmatica sulla Chiesa Lumen gentium (1964) e la costituzione pastorale Gaudium et spes (1965) restano riferimenti essenziali di questa prospettiva: la prima per comprendere l’identità e la comunione ecclesiale; la seconda a ricordare che le gioie, le speranze, le tristezze e le angosce dell’umanità sono anche quelle dei discepoli di Cristo.
A distanza di oltre sessant’anni, quelle intuizioni non appartengono soltanto alla memoria. Chiedono ancora di diventare scelte concrete: una Chiesa capace di ascoltare prima di parlare, di riconoscere i carismi dei laici, di favorire la corresponsabilità, di abitare le periferie esistenziali e di annunciare il Vangelo con linguaggi comprensibili, di rimettere Cristo al centro della relazione, di fare della vita sacramentale un’esperienza autentica di Chiesa.
È qui che la domanda che dà il titolo all’incontro acquista tutta la sua attualità: non basta chiedersi che cosa la Chiesa debba fare, occorre comprendere quale identità sia chiamata ad assumere oggi e quale presenza debba incarnare dentro la storia.
La presenza del prof. Mignozzi si colloca in questa esigenza formativa che le Diocesi dell’alto casertano fanno emergere attingendo alla sua preparazione e formazione sul tema.
Dopo la relazione, l’Assemblea entrerà nel merito della programmazione pastorale attraverso gli interventi di tre vicari episcopali della catechesi, della liturgia, della carità (tria munera): don Roberto Palazzo, don Angelo Salerno e don Osvaldo Morelli. Tre ambiti fondamentali della vita delle comunità, nei quali le intuizioni conciliari sono chiamate a prendere forma concreta: l’educazione e l’accompagnamento nel cammino di fede, la celebrazione dei sacramenti, l’attenzione alle fragilità e il servizio alle persone.
L’incontro delle tre Chiese altocasertane diventa così un’occasione per rinnovare uno sguardo comune. Il sogno del Concilio non è un progetto concluso, né un’eredità da custodire soltanto nei documenti: è un cammino che continua a chiedere conversione, scelte condivise e fedeltà creativa al Vangelo.
