Tutto come un anno fa: l‘Asl Caserta con delibera n.1444 del 20 ottobre a firma del direttore generale Antonio Limone ha dato attuazione alla delibera della Regione Campania di luglio 2025 che prevedeva la chiusura dei punti nascita degli ospedali civili di Sapri, San Rocco di Sessa Aurunca e Ave Gratia Plena di Piedimonte Matese.
Immediata la reazione del Comitato civico San Rocco Bene Comune che chiama a raccolta i cittadini nella manifestazione di protesta in programma il 24 ottobre alle 11.00 in Piazza 20 settembre a Sessa Aurunca.
Il Comitato da tempo monitora la presenza e l’assenza dei servizi sanitari presso la struttura pubblica di Sessa Aurunca, tra cui anche il Punto Nascita la cui chiusura è stata fin da subito considerata una sconfitta per il territorio, la negazione del diritto alla salute a vantaggio di forme di assistenza private.
La questione affonda le radici nella Delibera di Giunta regionale n.418 del 23 giugno che stabiliva a partire dal 1° luglio 2025 la chiusura dei Punti Nascita di Sessa Aurunca, di Piedimonte Matese e di Sapri, tutti al di sotto della soglia dei 500 parti annui prevista dalla normativa nazionale. Per il presidio matesino, nel 2024 erano stati registrati 162 parti; 175 a Sessa Aurunca e 191 a Sapri.
A novembre 2025 il TAR Campania sospendeva la delibera di Giunta per il ricorso presentato dai 17 Comuni del distretto dell’Ospedale di Sapri; inoltre si costituiva in giudizio davanti alla Giustizia amministrativa il Comitato San Rocco Bene Comune quale voce della popolazione a cui si è provato più volte a restituire servizi e diritti.
A settembre il TAR si è pronunciato respingendo i ricorsi; la delibera regionale ha trovato nuova strada. L’Asl Caserta ha dato piena attuazione al documento.
Oltre alla convocazione in Piazza del Comitato intenzionato a dare seguito alla battaglia per la riapertura dei Punti Nascita, sarebbe in programma un incontro tra i Sindaci dei comuni interessati e il presidente della Regione Roberto Fico il quale si era già espresso sul caso alcuni mesi fa, ipotizzando la riorganizzazione delle rete sanitaria regionale al fine di garantire alle madri e ai nascituri tutta la sicurezza necessaria.
“Come già sperimentato, rimarranno attive guardie mediche ginecologiche h24 per le emergenze ma non sarà più possibile programmare parti presso questi due punti nascita”, spiega Domenico Palmieri del Comitato San Rocco Bene Comune.
Poi l’elemento di novità che a breve riguarderà gli utenti delle strutture sanitarie in questione: “la delibera – continua Palmieri – prevede inoltre che nell’arco di 60 giorni l’Asl predisponga un piano che individui dei punti nascita di riferimento per la popolazione delle due aree”, quella sessana e quella atesina. Dunque le mamme che volevano partorire all’ospedale San Rocco e all’ospedale Ave Gratia Plena verranno reindirizzate verso un punto nascita individuato dall’Asl.
Ritorna il problema delle distanze e dei tempi di percorrenza dai comuni dell’entroterra e da quelli montani verso le strutture pubbliche più vicine e facilmente raggiungibili.
Il caso, per le battaglie del Comitato, sembra essere destinato a produrre ancora nuove informazioni ed aggiornamenti.