
L’Azienda Agricola Fragola e l’Apicoltura Bisceglia entrambe dal Matese, ricevono il premio di “Contadino dell’anno. Dalla terra alla tavola” nella VIII edizione di Eruzioni del Gusto in scena a Portici, presso il Dipartimento di Agraria dal 24 al 26 ottobre. Entrambe sono tornate a casa con un riconoscimento inaspettato ma meritato per aver saputo incarnare progetti e azioni tesi alla qualità dei prodotti e di conseguenza del buon cibo, proprio come recita lo slogano “Dalla terra alla tavola”. A prendersi gli applausi c’erano due volti giovani: Salvatore Fragola, titolare dell’omonima azienda con sede a Faicchio e Pietro Bisceglia che ha ritirato il premio per conto della mamma Carmela Concetta Martello titolare di Apicoltura Bisceglia.
Fragola, incoronato per la produzione e trasformazione della Segale, Bisceglia per la produzione di miele, entrambi presidio Slow Food; la prima coltivata ai piedi del Matese, nei campi tra Gioia Sannitica e Faicchio; il secondo derivato dal lavoro delle api nei prati matesini al di sopra dei 600 metri, lontano da ogni contaminazione.
La vita da contadino non è soltanto un’eredità; oggi c’è più consapevolezza di queste scelte e della forma nuova che si prova a dare alla tradizione di famiglia rivestendola di innovazione, raccontandola con il linguaggio giusto, cogliendo nelle persone il bisogno di qualità e salute. E poi la creatività, componente che non può più mancare nella paniere della proposta.
Entrambe le aziende presenti al recente Salone del Gusto di Torino con la delegazione di Slow Food Matese, entrambe si sono fatti notare nella città sabauda: il pane di segale dell’Azienda Fragola oltre ad apparire una novità (della segale se ne ricorda l’impiego nel lontano passato) si è abbinato perfettamente alla cipolla alifana; il miele, oltre a prestarsi al naturale, ha trovato un posto privilegiato nel “Pasticciotto campano” in abbinamento con la Crisommola del Vesuvio.
L’evento di Portici, ogni anno si presenta con l’obiettivo di promuovere e valorizzare l’enogastronomia italiana, i territori e i prodotti d’eccellenza che rendono importante la cultura culinaria italiana nel mondo e con essa lo sviluppo del turismo enogastronomico, accendendo poi una luce particolare su quanto viene prodotto sui fertili terreni di natura lavica, come quelli dell’area vesuviana.
L’azienda Fragola e l’Apicoltura Bisceglia sono stati selezionati non solo per ciò che lavorano e trasformano, ma per la scelta di vita che coraggiosamente hanno compiuto i loro protagonisti, a cui tengono fede con grande sforzo soprattutto in questo momento storico vessato dal caro carburanti e dai costi della produzione.
Entrambe hanno accolto con sorpresa il riconoscimento conferitogli dalla Giuria esperta di Eruzioni del Gusto. Un premio che conferma il valore delle scelte quotidiane, che infonde fiducia, che incoraggia ad andare avanti, che rende consapevoli dell’impatto del lavoro sulla vita collettiva: nonostante la fatica economica di molte famiglie, cresce la consapevolezza negli Italiani che per stare bene occorre mangiare bene.
L’azienda Fragola, proponiamo qualità dei prodotti per una migliore qualità della vita
Lo conferma la recente programmazione di Salvatore Fragola di portare le persone tra gli alberi di ulivo della sua azienda per vivere l’esperienza della raccolta delle olive, per provare il sapore autentico dell’olio su una fetta di pane di segale, per mangiare un pasto all’aria aperta lontano dai rumori: “Chi aderisce all’iniziativa ha un forte bisogno di silenzio, di autenticità, di pace; di godersi una giornata in famiglia senza filtri e dispositivi di connessione”.
La sua storia inizia da bambino tra le piante d’ulivo della famiglia a San Potito Sannitico; la vita lo porta altrove ma Salvatore non lascia spegnere la passione per la campagna: studia l’olio, si perfeziona nell’assaggio, impara le potature, si lascia guidare da esperti. La vita a contatto con la natura si accompagna al suono della fisarmonica di cui è abile ed esperto musicista. Tre anni fa la decisione importante, quella di fondare l’Azienda Fragola e di dedicarsi anima, cuore e mani all’olio, alla segale, pregiato frumento antico dalle basse proprietà glutiniche e glicemiche, alla cipolla, all’orto. Quindici ettari di terreno che lo impegnano tutto l’anno: “C’è un anziano operaio a darmi una mano e ad insegnarmi trucchi del mestiere, e poi i miei genitori”; sul caro benzina contestato negli ultimi giorni, ammette il peso di quanto accade in Italia. “Far muovere un trattore per la cura dei campi mi costa davvero molto; mio padre ha ipotizzato di fermarci, ma non possiamo… Io, adesso, non torno indietro”. La scelta di non usare diserbanti o sterilizzanti o altri prodotti chimici aiuta senza dubbio l’economia dell’azienda ma sull’attualità si esprime così: “Meno contentini, meno bonus, ma completa pianificazione degli aiuti di cui abbiamo bisogno, a partire dalla riduzione di tasse e accise”.


Apicoltura Bisceglia: dalle api comprendiamo che la natura è in pericolo
L’apicoltura Bisceglia vive in simbiosi con le api ormai da decenni; dapprima il nonno, poi il marito di Carmela, oggi lei, accogliendo e ascoltando i consigli dei figli.
Il suo Millefiori, insieme a quello di altri 5 produttori locali, da marzo scorso è ufficialmente Presidio dei mieli dei prati e dei Monti del Matese secondo il disciplinare Sloow Food che chiede rigorosamente qualità, produzioni contenute, rispetto e ascolto delle api e una serie di impegni morali, tecnici e pratici che si è proposta di rispettare. Perché il mondo delle api di rispetto ne chiede in modo particolare.
Timo, trifoglio, acero, rovo danno il sapore multiforme ai vasetti ambrati premiati a Portici; ma anche in questo caso è la storia personale ad essere incoronata, quella di una famigli che ha scelto di stare dalla parte della natura, di comprendere di cosa le api hanno bisogno, a maggior ragione da quando il cambiamento climatico incide sulla vita degli alveari ai quali bisogna garantire il nutrimento necessario per mano d’uomo se serve: “Le temperature invernali, sempre meno rigide, non favoriscono il letargo o il riposo delle api”, spiegano dall’azienda. “La loro attività all’aperto e l’assenza di fioriture nella stagione invernale rischia di ridurne l’alimentazione; come pure il caldo eccessivo, pur confacente alla loro attività, talvolta può incidere sui tempi di fioritura e sul raccolto delle api”.
Una vita in simbiosi con altri essere viventi è quella di Carmela e dei suoi collaboratori, in ascolto della natura e dei suoi abitanti, in allerta se le api lo sono: “perché sono le prime sentinelle del territorio; le prime a comunicarci la qualità della vita all’aria aperta le condizioni della natura”.
Nel 2026, il premio di Contadino dell’Anno ha tutto il sapore di essere un riconoscimento esclusivo, che accende un faro sugli stili di vita che veramente contano, su esperienze lavorative che salvano i valori, che non rincorrono il profitto.

