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    Home»occhio allo schermo»Dio ride. Una risata vi seppellirà, anzi, no, vi aprirà il cuore
    occhio allo schermo

    Dio ride. Una risata vi seppellirà, anzi, no, vi aprirà il cuore

    Al cinema dal 29 ottobre il film di Giovanni Veronesi con Pierfrancesco Favino e Silvio Orlando
    Noemi Riccitelli4 Novembre 2026Nessun commento

    Dio ride. Non è una domanda. Il titolo del film è un’affermazione: chiara, trasparente, appagante.
    Eppure, per troppo tempo, questo è stato l’interrogativo intorno a cui l’autorità religiosa ha esercitato la sua forza, reprimendo ogni possibilità di discussione a riguardo.
    Presentato, Fuori concorso, come titolo di chiusura dell’83esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, Dio ride è al cinema dal 29 ottobre, con la regia di Giovanni Veronesi e protagonisti Pierfrancesco Favino, Silvio Orlando, Francesco Gheghi, Alma Noce e Carlo Cecchi. La pellicola è prima al box office italiano.

    Pierfrancesco Favino è Leopoldo da Casamacchia in Dio ride (web)

    Nella Toscana del XVII secolo, Fra Leopoldo da Casamacchia (Pierfrancesco Favino) è un umile frate francescano dal carattere anticonvenzionale, che conquista le persone con il suo modo semplice, spontaneo e gioioso di raccontare il Vangelo. Le sue predicazioni, lontane dai rigidi formalismi della Chiesa, riscuotono un successo crescente, attirando fedeli e suscitando al tempo stesso sospetti e preoccupazioni nelle autorità ecclesiastiche.
    Tra coloro che entrano in contatto con lui ci sono la giovane contessa Isabella Del Debbio (Alma Noce) e il fraticello Giacinto (Francesco Gheghi). La crescente popolarità di Leopoldo richiama l’attenzione del cardinale Vincenzo Maculani (Silvio Orlando), incaricato da papa Innocenzo X (Carlo Cecchi) di indagare sulle sue idee e sulla sua predicazione.

    Silvio Orlando in una sequenza del film (web)

    Intorno la stessa questione già Umberto Eco aveva imperniato il suo romanzo più noto, Il nome della rosa.
    Se in quella celeberrima storia il risvolto è stato tragico, tra giallo e filosofia, qui il racconto di Giovanni Veronesi (sua la sceneggiatura insieme a Nicola Baldoni, Gianluca Bernardini, Nicola Deorsola, Jean Jacques Llunga, Paolo Portone) si fa ricco di emozioni in un quadro storico purtroppo crudele e veritiero.

    Pierfrancesco Favino e Silvio Orlando sono i due punti fermi della messa in scena: sentimento e ragione, fede pura e rigore indefesso.
    Due diversi modi di intendere il credo religioso: quello della Chiesa, che nel ‘600 esercitava repressione e crudeltà in nome di una presunta rettitudine attenta alle formule e alle pose, ma vuota; e quella più vera, concreta, che si esprimeva (e dovrebbe ancora farlo) in azioni di condivisione, di amore e gioia.
    Favino, con la sua straordinaria capacità interpretativa, si fa piccolo, e trasmette i Vangeli come storie di vita allegre, semplici, infondendo la gioia in esistenze misere che avevano bisogno di coraggio e sostegno morale.
    Un ruolo commovente, che riesce a coinvolgere lo spettatore e ne gratifica il cuore.

    Silvio Orlando, invece, non è nuovo al ruolo del cardinale (indimenticabile il cardinale Voiello di The New Pope) e anche in questa interpretazione, con disinvoltura e originalità riesce a lasciare il segno: il cardinale Maculani, anche se apparentemente algido e distaccato, rimane colpito dalla fermezza di Frate Leopoldo, mettendo in discussione le sue convinzioni radicate e la possibilità di un altro modo di vivere la fede.

    Francesco Gheghi e Pierfrancesco Favino in una sequenza del film (web)

    Dio ride è una visione preziosa, non solo per il racconto che sa essere coinvolgente e viva testimonianza di un periodo storico, con le scenografie di Carmine Guarino e i bellissimi costumi di Carlo Poggioli, ma soprattutto per la riflessione profonda che propone riguardo al tema della fede e della possibilità di vivere la gioia come esperienza spirituale, anche da laici.
    L’idea di un Dio vicino agli uomini, capace di condividere la loro felicità: un’espressione che oggi appare sopita, nascosta dalle sovrastrutture di una religione che spesso si fa solo cerimonia, apparenza, ego, soprattutto tra i suoi stessi rappresentanti.

    Eppure, come dice lo stesso Leopoldo, «la prima persona a vedere Cristo è un capraro della Palestina che non sa chi ha davanti»:il pastore deve liberare una grotta dalle capre per permettere a una donna incinta di partorire, non sa di assistere a un evento divino, ma compie semplicemente un gesto di umanità.
    Ecco, Dio ride è un bel film perché, al di là della proprie convinzioni, ricorda allo spettatore la necessità di recuperare la bontà e la vera misericordia, anche non prendendosi così sul serio.

    La locandina del film (web)
    Silvio Orlando è il cardinale Maculani (web)
    Alma Noce è la contessa Del Debbio (web)
    Favino in una sequenza del film (web)

    dio fede Giovanni Veronesi inquisizione pierfrancesco favino riso silvio orlando

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