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    Home»Attualità»Diario di "viaggio". Accadde a San Martino…
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    Diario di "viaggio". Accadde a San Martino…

    Redazione5 Dicembre 2012Nessun commento

    L’esperienza dei Frati Novizi di San Pasquale durante i giorni della Fiera a Piedimonte. Musica e carità: un’occasione giovane ed unica dalle nostre parti

    In una vispa e ridente Piedimonte, rincuorata dal tiepido sole dell’”Estate di San Martino”, ha fatto il suo rumoroso esordio, con sorpresa di tutti, la Franciscan Street Band Minorum.  Sono i Frati Novizi di San Pasquale, alias Convento di Santa Maria Occorrevole, che, per la fiera di San Martino, hanno disceso il monte Muto (ironia della sorte) portando con loro strumenti musicali, cavi elettrici, casse di amplificazione e, soprattutto, una dose considerevole di voglia di musica. È stato Padre Antonio Ridolfi, Maestro dei Novizi, insieme  alla  Fraternità del Noviziato  a lanciare la sfida ai ragazzi, dopo che aveva appurato la presenza di doni musicali, emersi con semplicità nel corso di queste prime settimane di noviziato. La inusuale band, con chitarra, fisarmonica, tastiera e clarinetto, ha fatto divertire, cantare, sorridere i passanti curiosi, ma soprattutto è riuscita nell’intento di far rivolgere  l’attenzione di molti verso quella povertà, spesso silenziosa e discreta, che oggi più di prima preoccupa numerose famiglie a noi prossime. In effetti la vera protagonista della giornata è stata la generosità dei piedimontani che, con semplicità e discrezione, hanno aderito all’iniziativa caritatevole.
    I giovani frati, di provenienza siciliana, molisana, calabrese e pugliese, hanno presentato un repertorio di musiche appartenenti alla tradizione napoletana, italiana e francescana suscitando negli ascoltatori un vivo entusiasmo, tanti sorrisi e qualche applauso. L’avventura musicale ha fatto emergere fin dall’inizio un profondo desiderio di gratuità, sia da parte dei “musicanti”, sia da parte degli “spettatori”. La disponibilità a mettersi in gioco con semplicità e simpatia e la ricerca dell’armonia tra gli sguardi, prima che tra gli strumenti, hanno fatto crescere attorno al piccolo complesso, nota dopo nota,  un sentimento di affetto e di serena allegria che ha sorpreso non poco gli stessi novizi. La condivisione dei loro piccoli talenti li ha “indotti”  a guardarsi continuamente negli occhi, perché dalle vibrazioni nascoste dei cuori  potesse emergere un’ armonia di suoni e di ritmi, un’unità di sentimenti e di intenti che avesse il sapore della comunione fraterna.
    A poca distanza dalla chiassosa band, altri novizi  hanno arricchito la fiera di San Martino con prodotti artigianali di manifattura propria, realizzati con dedizione nei  giorni che hanno preceduto la manifestazione. Il piccolo banco espositivo ha presentato liquori al gusto di cannella e di alloro, biscotti, icone a stampa, e numerose e profumate forme di sapone artigianale, tutto rigorosamente prodotto in convento. La già ben nota allegria dei frati ha contribuito ad attrarre la curiosità di molti piedimontani, che si sono raccolti con vivacità e voglia di conoscere attorno alle “novità” della semplice operosità francescana.
    In una società come la nostra, in cui vige perentoria la legge del guadagno e della convenienza e dove la corsa sfrenata alla sicurezza economica affanna e inghiotte il sogno di una vita semplice, può sembrare necessario (quanto inutile ad altri) riscoprire il desiderio per le cose autentiche, quelle che in fondo sanno resistere meglio all’usura delle mode e alle ondulazioni delle borse. Il donarsi senza pretendere qualcosa in cambio, l’incontro occhi a occhi con i volti e le storie della gente, una parola che fa vibrare il cuore, o una musica che non si vorrebbe mai smettere di ascoltare, e poi ancora il fratello che ti passa accanto… C’era una sete in giro per le strade e nel cuore di ogni passante, in questo giorno allegro di metà novembre. Potremmo definirla in tanti modi, ma noi amiamo chiamarla “voglia di fraternità”. Per ogni volto che abbiamo incontrato e  per il dono immenso dello stare insieme un profondo senso di gratitudine ha avvolto i nostri cuori. E’ un grazie che già diventa preghiera, e che restituiamo all’ Altissimo Dio, Padre di ogni vera gioia.

    Dalla Comunità del Noviziato di Santa Maria Occorrevole

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