Home Chiesa e Diocesi Alife. “Amato fratello vescovo Valentino”. Parte in città la Visita Pastorale

Alife. “Amato fratello vescovo Valentino”. Parte in città la Visita Pastorale

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Ad Alife è iniziata la Visita Pastorale di Mons. Valentino Di Cerbo. L’impegno per tutti: “Edificare la casa di Dio”

valentino di cerbo vescovoLa Redazione – “Siamo certi che tu, come Gesù ai discepoli spaventati dalle onde minacciose sul lago di Tiberiade, ci dirai Coraggio, sono io, non temete (Mc.7,51) Il tuo passo deciso sulle acque in tempesta certamente raggiungerà tutti: piccoli e grandi, sani e malati, vicini e lontani, perché sei consapevole che, per mezzo tuo, è il Signore che passa. Nella tua Chiesa, “vero ospedale da campo” secondo il dire di Papa Francesco, curerai le ferite di ognuno e ad ogni malato, come buon Samaritano, verserai l’olio della consolazione e il vino della speranza (Pref. VIII). Parteciperai anche a momenti di gioia bevendo il vino nuovo, come alle nozze di Cana. Certamente risponderai a tutte le nostre attese”.
Il saluto di don Domenico La Cerra al Vescovo Valentino Di Cerbo in apertura della Visita pastorale alla parrocchia di Santa Maria Assunta (Cattedrale) ha indicato lo spirito con cui la comunità parrocchiale vivrà questa intensa settimana di incontro, ma soprattutto di familiarità, così com’è nello spirito della Visita.
L’ascolto reciproco si sta rivelando il filo conduttore di queste settimane, momento di crescita per le comunità e momento di verifica per i sacerdoti che le guidano. Un’esperienza da cui emerge chiaramente il senso di appartenenza ad una storia, ad una identità, a tradizioni – religiose o laiche – che contraddistinguono il tessuto sociale di questa terra: la visita del Pastore al suo gregge rivela il senso profondo dell’essere famiglia, l’unica grande casa in cui ciascuno è accolto con le debolezze o le ricchezze della sua persona.
Il Vangelo della II domenica del tempo ordinario, altro non ha rivelato che questo senso profondo dell’essere famiglia che si genera intorno ad un’esperienza cristiana. I discepoli di Giovanni Battista, seguendo Gesù, gli domandano: “Maestro dove dimori?”, “Venite e vedrete” è la risposta del Maestro che chiede loro di seguirlo, di essere partecipi di un’esperienza di famiglia: la disponibilità di Gesù apre sin da subito ai discepoli le porte della sua dimora, li coinvolge in un’esperienza di amore, di testimonianza, di disponibilità, di apertura.
“L’itinerario di fede che ci propone l’evangelista Giovanni (“Venite e vedrete”) è quello che anche la Visita pastorale ci offre”, così il Vescovo durante l’omelia. “Il Vescovo viene a scoprire, a svelare i segni che il Signore lascia continuamente in questa comunità; viene a rilanciare nel vostro cuore la voglia di essere casa di Dio, dove ognuno con dignità trova il suo posto e fa esperienza autentica di Cristo”.valentino di cerbo vescovo
“Venite e vedrete” diventa così la chiamata a partecipare alla missione di Cristo, e insieme, alle vicende umane, ai bisogni degli ultimi, alla edificazione del bene comune.
Cosa chiede la Visita Pastorale, ai parroci e ai collaboratori, se non il coraggio di spogliarsi del ruolo (troppo spesso) autoreferenziale e guardare oltre i consueti confini, per bussare – con il Pastore – alle porte di quelle case che attendono luce e calore?
Nel saluto che il segretario del Consiglio pastorale, Aldo Amodeo, ha rivolto al Vescovo, ha sottolineato quest’ultima necessità e cioè di una realtà sociale che nel suo insieme “necessita di trovare nuove strade, ma soprattutto volontà, per rialzarsi, per ricostruire, per ripartire”, nuove forme di coesione sociale, nuove occasioni per rendere migliore la società civile alifana.
“Accogliete il Vescovo come un amico, un fratello, un padre. Voglio farmi regalare da voi, e voglio regalarvi Gesù”. Questa la proposta che Mons. Di Cerbo ha lanciato in risposta alla comunità: una concreta esperienza di amore, come in famiglia.

Leggi il programma della Visita pastorale ad Alife

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