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Terra dei fuochi un anno dopo. A che punto siamo? La proposta di Legambiente

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Legambiente propone il confronto su quanto è accaduto e sta ancora accadendo nella Terra dei fuochi

La Redazione – A un anno dalla legge sulla Terra dei fuochi (n.6/2014), Legambiente fa il punto sulla situazione attuale che ancora vincola molti comuni tra Caserta e Napoli al dolore, all’inquinamento e alla morte.
Nonostante la Campania abbia subito un brutto colpo all’economia (la vendita di ortaggi e prodotti agricoli in generale), è riuscita lentamente a reagire con eccellenti controproposte offrendo anche di sé l’immagine di una terra che in alcuni lembi è ancora sana, e mettendo sul mercato prodotti dall’indiscussa qualità.Terra-dei-Fuochi-un-anno-dopo
In questa sana competizione di prodotti, salubrità dell’aria e tenore di vita, il Matese e l’Alto Caserta hanno potuto offrire con orgoglio il loro contributo: ricordiamo di recente l’assegnazione dei tre nuovi presidi slow food (cipolla alifana, oliva caiazzana, lupino di Vairano).
Tuttavia i roghi continuano a bruciare, come se le proteste, le manifestazioni, gli appelli dei cittadini e le garanzie del Governo non siano bastati.
Legambiente ha organizzato un convegno/dibattito in programma martedì 10 febbraio alle 17.30 presso la Biblioteca diocesana di Caserta (Piazza Duomo, 11), per fare il punto della situazione, valutare risultati e nuove eventuali proposte.

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