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La lettera di Mons. Valentino Di Cerbo alla Forania di Alife. L’entusiasmo di numerosi incontri, uno sguardo particolare alle Associazioni laiche

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Uno sguardo a 360 gradi sulle realtà locali: dall’esperienza civile a quella religiosa, il vescovo Valentino Di Cerbo chiede la promozione del bene comune in collaborazione con parrocchie ed Istituzioni civili

Leggi la LETTERA “Alle Comunità cristiane della Forania di Alife

valentino di cerbo vescovoLa Redazione – È stata distribuita domenica in tutte le parrocchie della forania di Alife la lettera che Mons. Valentino Di Cerbo ha indirizzato alle comunità incontrate durante la Visita pastorale che si è svolta in questa zona della Diocesi di Alife-Caiazzo da novembre 2014 a febbraio 2015.
Il documento Alle Comunità cristiane della Forania di Alife contiene le riflessioni del Vescovo, dopo gli incontri con le numerose realtà conosciute e incontrate: tra le righe si scorge la fiducia e la riconoscenza per quanto viene realizzato sia dalle parrocchie sia dalle associazioni laiche per la crescita del territorio: “Particolare interesse ha suscitato in me l’incontro con le Associazioni laiche del territorio. Ammiro l’amore che avete per la vostra terra e l’impegno profuso per valorizzarne ed accrescere la bellezza e il patrimonio culturale. Chiedo a voi e alle Istituzioni civili una convinta collaborazione, animata da un autentico impegno a favore del bene comune”.
La lettera è anche un’attenta analisi dei limiti e delle lentezze di un territorio segnato dall’emigrazione di quei giovani, intuitivi e intraprendenti costretti a lasciare le piccole comunità in cerca di lavoro fuori regione o addirittura all’estero: “…ho notato che molti di essi sono costretti a pensare il loro futuro altrove. Auspico che vengano superate in ambito pubblico e privato forme di individualismo, di familismo, di compromesso, di sfiducia nell’onestà, e che venga promosso un concetto ed una prassi alti della politica per rendere più vivibile e più accogliente il nostro Territorio”.
All’aspetto sociale del documento si affianca quello propriamente pastorale, di indirizzo alle parrocchie indicando alcune priorità come la formazione degli operatori pastorali ai quali Di Cerbo invita a “curare la propria formazione spirituale e teologica per diventare autentiche risorse” delle parrocchie.
“Per i giovani e i ragazzi si fa ancora troppo poco”: da questa constatazione, l’invito rivolto agli adulti (sacerdoti, educatori e catechisti) a parlare al cuore dei giovani evitando di chiudersi esclusivamente nella “coltivazione delle tradizioni religiose del passato”; ha poi chiesto maggiori e nuovi legami con la parola di Dio attraverso i centri di ascolto – che già in alcune parrocchie si stanno rivelando vere occasioni di confronto e di crescita umana e spirituale – ; e in ultimo l’invito a radicare nell’esperienza parrocchiale la formazione dei genitori che accompagnano i propri figli ai sacramenti, in particolare la prima comunione.

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