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Alife-Caiazzo. Il Vescovo Valentino DI Cerbo dà il via al Giubileo della Misericordia

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Piccoli gesti di misericordia, piccoli passi verso una vita rinnovata. Li ha chiamati “gocce di misericordia” Mons. Valentino Di Cerbo, “semi da far germogliare” nella quotidianità

La Redazione – “Abbiamo attraversato la porta della misericordia e ci siamo sentiti investiti di luce; ci siamo guardati intorno e ci siamo scoperti fratelli. L’Anno della Misericordia è tutto qui: entrare nella luce di Dio e sentirsi circondati dal suo calore per riscoprirci amici, fratelli, dono dell’unico Padre che tutti ci ama”. Le prime parole di Mons. Valentino Di Cerbo di fronte ad una Cattedrale gremita, vista così solo in rare occasioni.
Il popolo di Dio ha risposto con partecipazione ed entusiasmo all’appello di Papa Francesco: un Anno della Misericordia per riscoprire il volto amorevole di Dio e in esso ritrovare la propria dignità di creature, fragili ma immagine riflessa del suo volto.
Prima l’appuntamento alla Cappella di San Sisto fuori le mura per l’inizio della liturgia, poi la processione, in preghiera, verso la Cattedrale; alla folla che ha seguito il Vescovo Valentino da fuori le mura cittadine si è aggiunta quella già raccolta sul sagrato della chiesa, e tutti, insieme hanno atteso quel gesto preceduto dalla formula formula pronunciata a gran voce “Aprite le porte della giustizia, entreremo a rendere grazie al Signore”. Allo spalancarsi della porta, la visione di un gran numero di fedeli, quelli già raccolti in Cattedrale ad attendere in clima raccolto (ai più anziani, per ovvi motivi è stato concesso di attendere all’interno l’arrivo della processione).
Al canto dell’inno del Giubileo, Misericordes sicut Pater, l’intera folla ha letteralmente invaso la Cattedrale predisponendosi per la celebrazione della messa.
Comunità parrocchiali giunte in pullman, altri organizzati in piccoli gruppi; da Liberi, Letino, San Gregorio, Alvignano, Piedimonte Matese, Caiazzo: la famiglia diocesana si è mossa per vivere solo il primo dei tanti momenti comunitari che segneranno questo Giubileo, ma in particolare per dare inizio ad un cammino di fede e conversione nuovi.
Questo ha chiesto il Vescovo Di Cerbo durante l’omelia: “Non sia il Giubileo dei grandi pellegrinaggi, ma unesperienza diffusa di carità, amore, misericordia, preghiera personale e “l’invito a riscoprire il sacramento della riconciliazione, quello che ci fa rinascere. Non siamo rei confessi, ma figli che si sono feriti a causa del proprio peccato e decidono di ritornare al Padre sperimentando il suo abbraccio misericordioso, prima il Vescovo e i sacerdoti chiamati a sperimentare il perdono di Dio per essere dispensatori di misericordia, poi l’intero popolo dei battezzati”.
La riflessione di Valentino Di Cerbo è un’invito a recuperare l’immagine autentica di Dio e l’esperienza del suo perdono a partire dalla lettura critica e analitica della realtà e da un diffuso modo di “promozione” della fede. “Siamo in un tempo in cui qualcuno in nome di Dio uccide il fratello, ferisce identità, lacera l’umanità e contemporaneamente in un tempo che offre un’immagine annacquata di Dio, vaga, poco rispondente alle attese degli uomini perdendosi nella descrizione intellettualistica e astratta di Lui”. È tempo di riscoprire la vera identità del Padre che si è rivelata attraverso Gesù, e allora l’esperienza del Vangelo vissuto si presenta come l’occasione per ritornare ad essere cristiani veri, sentiti, affidabili, concreti.
In che modo?
La Chiesa di Alife-Caiazzo oltre ad indicare la strada, sta offrendo anche i mezzi per poterla percorrere. I Centri di Ascolto, basati su un unico sussidio prodotto dalla Diocesi, sono l’occasione per ritrovarsi intorno alla Parola di Dio e fare prima l’esperienza dell’ascolto, poi quella della condivisione e poi quella della missione, per vivere appunto l’esperienza di Giubileo diffuso nei piccoli gesti della quotidianità “spezzati” in famiglia, in parrocchia, sul posto di lavoro, negli ambienti e nelle strade che ciascuno vive.
Tra le esperienze di misericordia non mancherà l’organizzazione della “24 per il Signore” promossa da Papa Francesco, un lungo momento dedicato alla preghiera e alla riconciliazione da vivere prima di Pasqua che la Diocesi organizzerà per foranie.
Mons. Di Cerbo ha poi affidato l’intera Diocesi a Maria, la prima a fidarsi di Dio, ad essere immagine riflessa del suo volto, a vivere l’esperienza libera e sincera dell’amore misericordioso del Padre.

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